Petr Čech tornò in campo con un casco dopo la frattura cranica
L’infortunio avvenne durante Chelsea-Reading, quando Stephen Hunt colpì il portiere ceco alla testa. Nella stessa partita svenne anche la riserva Carlo Cudicini e il capitano John Terry finì in porta.
Un portiere di riserva svenuto e il capitano costretto a finire la partita tra i pali: l’incontro tra Chelsea e Reading fu segnato da una serie di incidenti, ma soprattutto dal grave infortunio che cambiò per sempre l’immagine di Petr Čech.
L’infortunio di Petr Čech
Nei primi secondi della gara, il portiere ceco si tuffò sul pallone. Il centrocampista del Reading Stephen Hunt gli finì addosso, colpendolo alla testa con un ginocchio. Čech riportò una grave frattura cranica e fu trasportato d’urgenza in ospedale, dove venne operato. In seguito, i medici confermarono che la sua vita era stata in pericolo.
L’allora allenatore del Chelsea, José Mourinho, protestò duramente contro il personale medico, sostenendo che l’ambulanza avesse tardato troppo ad arrivare. Definì inoltre «vergognoso» l’intervento di Hunt.
Il Chelsea senza portieri
Nel corso della stessa partita perse i sensi anche il portiere di riserva del Chelsea, Carlo Cudicini. Fu così il capitano John Terry a concludere l’incontro in porta.
Il ritorno in campo con il casco
Contro le previsioni più pessimistiche, Čech tornò a giocare dopo appena tre mesi di riabilitazione. Da allora e fino al termine della carriera indossò in ogni partita un casco protettivo realizzato appositamente per lui, simile a quelli usati nel rugby. Quel copricapo divenne il suo tratto distintivo: il ricordo di un incidente gravissimo e, insieme, della tenacia che gli permise di tornare in campo.
