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Social e democrazia, Barrot accusa Musk di alimentare le divisioni

Il ministro degli Esteri francese ha lanciato l’accusa durante una conferenza dell’OCSE. Nel mirino anche le ingerenze straniere in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027.

Social e democrazia, Barrot accusa Musk di alimentare le divisioni

Le campagne di molestie online contro i leader europei e l’uso dei social network per alimentare divisioni politiche sono al centro delle accuse rivolte dal ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot a Elon Musk. Il titolare della diplomazia di Parigi sostiene che il proprietario di X sfrutti la viralità della piattaforma per influenzare il dibattito pubblico. Le dichiarazioni sono state riportate dal The Guardian.

Le accuse di Barrot a Musk

Barrot ne ha parlato ieri durante una conferenza dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dedicata anche al ruolo dei social network nella difesa della democrazia. «Le forze che vogliono minare la democrazia dominano ormai lo spazio informativo e ricorrono a tattiche che polarizzano il dibattito pubblico», ha affermato.

Secondo il ministro, queste dinamiche rafforzano in Europa e in Nord America movimenti politici con obiettivi autoritari, a vantaggio dei nemici dichiarati della democrazia. «Approfondiscono le divisioni nelle nostre società», ha aggiunto. «Il loro obiettivo finale è chiaro: conquistare il potere e creare le condizioni per non doverlo mai cedere».

Le elezioni francesi del 2027

Il ministro ha collegato il tema alle elezioni presidenziali francesi del 2027, in vista delle quali i sondaggi attuali indicano in vantaggio la leader della destra Marine Le Pen. «I nemici della democrazia fanno tutto il possibile per destabilizzarci. Sfruttano le nostre divisioni e usano temi come l’immigrazione, la laicità e il conflitto israelo-palestinese per alimentare odio e tensioni», ha detto.

Tra gli episodi citati, Barrot ha menzionato una società israeliana non identificata, accusata di aver creato falsi profili sui social francesi per influenzare la percezione della guerra a Gaza. Ha richiamato anche le accuse secondo cui l’Azerbaigian avrebbe alimentato le tensioni durante i recenti disordini mortali in Nuova Caledonia, territorio francese nell’Oceano Pacifico.

«Elon Musk promuove campagne di massa di molestie online contro i leader europei per influenzare il dibattito, sfruttando la viralità della sua piattaforma», ha dichiarato Barrot.

Le proteste e le ingerenze straniere

Il ministro ha inoltre citato le proteste delle ultime settimane in Francia, con alunni, studenti e sindacalisti che hanno bloccato scuole e organizzato cortei nelle città. A suo giudizio, Russia, Cina e Iran, insieme ad ambienti legati al movimento MAGA negli Stati Uniti, hanno sfruttato le manifestazioni per diffondere narrazioni ostili.

La settimana scorsa anche Musk e il presidente statunitense Donald Trump sono intervenuti nel dibattito sulle proteste, presentandole come una conseguenza esclusiva dell’immigrazione di massa. Secondo il testo, hanno ignorato le richieste dei manifestanti di migliorare le condizioni nelle scuole.

Barrot ha annunciato che il governo francese sta preparando una risposta all’attività di influencer pagati o ingaggiati per sfruttare la diffusione virale dei contenuti sulle piattaforme digitali. Le sue parole arrivano pochi giorni dopo che il premier britannico Andy Burnham ha affermato che la Russia si è intromessa nel referendum sulla Brexit.

La risposta della Francia

«L’obiettivo del Cremlino è chiaramente definito: smantellare le nostre democrazie liberali e sostituirle con un nuovo autoritarismo. Anche altri attori perseguono lo stesso obiettivo e cercano di imporre all’Europa quali democrazie siano buone e quali cattive, a seconda che corrispondano o meno ai loro interessi», ha detto il ministro.

Barrot ha assicurato che la Francia si opporrà alle ingerenze straniere. «Siamo irremovibili perché sappiamo che minano gli interessi fondamentali della nazione. Non tolleriamo alcuna ingerenza straniera, da qualunque parte provenga. È una questione di sovranità», ha concluso.

  • PubblicatoOttobre 14, 2026