La Groenlandia potrebbe ospitare grandi riserve di petrolio, gas e minerali, ma trasformarle in attività redditizie è molto più difficile di quanto suggeriscano le prospettive evocate da Donald Trump. Secondo la maggior parte degli analisti, rilanciare l’estrazione sull’isola è un’ipotesi poco realistica, soprattutto a causa dei costi e degli ostacoli logistici.
L’annuncio di Trump sulle risorse della Groenlandia
Mercoledì, riferisce Reuters, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che in Groenlandia «inizieranno vaste attività di esplorazione mineraria alla ricerca dei giacimenti di petrolio, gas e minerali». Trump non ha spiegato nel dettaglio i suoi piani, ma ha sostenuto che «secondo alcuni esperti, la quantità di petrolio facilmente estraibile è di gran lunga superiore a quella di quasi tutti gli altri Paesi del mondo».
La disputa sulla sovranità dell’isola
Per mesi il presidente aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero dovuto acquisire la Groenlandia, territorio sotto la sovranità della Danimarca. Le ragioni della sua insistenza non erano del tutto chiare: tra le ipotesi c’erano motivazioni militari, economiche e strategiche. Alti funzionari statunitensi avevano inoltre richiamato l’attenzione sulle terre rare e su altre risorse nascoste sotto i ghiacci.
La disputa diplomatica si è conclusa con un accordo che riconosce la sovranità e l’integrità territoriale del Regno di Danimarca, oltre al diritto dei groenlandesi all’autodeterminazione. L’intesa concede agli Stati Uniti la possibilità di costruire nuove basi militari. Ora, per ragioni non chiarite, Trump sembra tornato a interessarsi alle risorse dell’isola.
I costi e gli ostacoli logistici
Le difficoltà, però, sono notevoli. Circa l’80 per cento della Groenlandia è coperto da ghiacciai, rendendo costose e complesse sia le esplorazioni sia l’apertura di miniere. Anche i collegamenti sono limitati: non esistono strade che uniscano due città e l’attività estrattiva è quindi circoscritta alle aree costiere raggiungibili via nave. Negli ultimi decenni sono state chiuse 18 miniere, proprio a causa dei costi elevati e dei problemi logistici.
Le risorse minerarie presenti
La ricchezza mineraria dell’isola non è in discussione: tra le risorse presenti figurano importanti riserve di ferro, grafite, tungsteno, palladio, vanadio, zinco, oro, uranio, rame e petrolio. Ma la loro presenza non basta a rendere semplice o conveniente l’estrazione.
