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Turisti seduti per strada a Ginza: scoppia il dibattito

Nel quartiere di lusso di Tokyo, alcuni visitatori stranieri si riposano su marciapiedi e fioriere. I residenti discutono di buone maniere, poche panchine e rispetto delle consuetudini locali.

Turisti seduti per strada a Ginza: scoppia il dibattito

In uno dei quartieri più eleganti di Tokyo, alcuni turisti stranieri si siedono sui marciapiedi, sul bordo della strada e persino sulle fioriere. La scena ha riacceso in Giappone il dibattito sulle buone maniere in pubblico e sul rispetto delle consuetudini locali.

Turisti seduti per strada a Ginza

Il fenomeno si osserva a Ginza, zona nota per il viale principale fiancheggiato dalle boutique dei grandi stilisti e per i negozi di lusso nelle strade laterali. Un video mostra un numero crescente di visitatori seduti per terra. In Giappone, soprattutto in un quartiere che punta a mantenere un’atmosfera raffinata, questo comportamento è spesso giudicato trasandato e irrispettoso.

Nel filmato, un turista malese spiega di essersi seduto perché gli facevano male i piedi dopo un’ora di cammino. Una viaggiatrice kosovara racconta invece di aver creduto che fosse consentito sedersi sul bordo della strada, dato che in quel momento la via era chiusa al traffico. Ginza adotta periodicamente questa misura nei fine settimana e nei giorni festivi. La donna ha poi riconosciuto che sarebbe stato meglio rispettare le usanze del posto e non sedersi lì.

Poche panchine e costi elevati

A Tokyo le panchine lungo le strade sono poche, e Ginza non fa eccezione. Il quartiere offre numerosi caffè e locali, ma i posti possono essere tutti occupati e i prezzi non sono sempre accessibili. Ciò nonostante, è raro vedere residenti giapponesi seduti per strada a Ginza: molti visitatori locali riescono a girare per la zona senza fermarsi sul marciapiede.

Il precedente dei jibetarian

La scena richiama un fenomeno giovanile diffuso in Giappone alla fine degli anni Novanta: i cosiddetti jibetarian, parola nata dall’unione di jibeta, «terra», e bejitarian, la pronuncia giapponese di «vegetariano». Erano persone, soprattutto adolescenti ribelli, che si sedevano o si accovacciavano sui marciapiedi. Nei primi anni Duemila, però, sedersi per terra aveva ormai perso ogni connotazione di stile o di trasgressione e, negli anni successivi, i jibetarian sono in gran parte scomparsi. Per questo alcuni residenti guardano con disapprovazione i turisti che si siedono a Ginza, talvolta anche per mangiare.

Le reazioni dei residenti

Tra i commenti al video si leggono preoccupazioni per il futuro del quartiere: «Ci vorranno solo pochi anni prima che Ginza cominci ad assomigliare alle zone malfamate di Shinjuku». Un altro utente osserva: «Se ti siedi per terra così, ti sporchi i pantaloni e poi trasferisci lo sporco sui sedili dei treni e dei ristoranti quando ti ci siedi».

Altri attribuiscono il comportamento al turismo e ai costi: «Ginza è diventata davvero turistica. Ci sono caffè e altri posti dove sedersi, ma immagino che non vogliano spendere». C’è anche chi teme che installare panchine non risolverebbe il problema: «Potrebbero installare delle panchine, ma poi la gente ci si sdraierebbe per fare un pisolino e lascerebbe rifiuti infilati nella struttura».

Un commento ricorda inoltre le immagini di turisti stranieri seduti per terra a Disneyland mentre mangiavano il pranzo: «Invece di chiedersi “È giusto sedersi qui?”, si chiedono solo “Ci si può sedere qui?” e, se la risposta è sì, lo fanno».

Regole e rispetto degli spazi pubblici

Nel video non mancano però le critiche alla scarsità di panchine a Tokyo, segno che alcuni residenti comprendono le difficoltà dei visitatori. Ginza, tuttavia, è frequentata anche da molti giapponesi, e quasi tutti riescono a evitare di sedersi per terra.

Le ordinanze in vigore non vietano di sedersi sul marciapiede a Ginza, a condizione di non bloccare l’ingresso di un edificio né ostacolare pericolosamente il passaggio. In Giappone, però, il comportamento negli spazi pubblici è regolato non soltanto dalla legge, ma anche dall’attenzione verso gli altri e la comunità locale. Per chi visita il quartiere, quindi, la scelta più rispettosa è cercare un posto adatto per riposarsi prima che la stanchezza diventi insostenibile.

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  • PubblicatoOttobre 14, 2026