Due candidati con nomi quasi uguali sulla stessa scheda: è la singolare coincidenza che ha acceso le polemiche nella corsa al Senato in Alaska. Il 3 novembre gli elettori dello Stato americano dovranno scegliere tra il senatore repubblicano Dan S. Sullivan, in carica dal 2015 e sostenuto dal presidente Donald Trump, e Daniel J. Sullivan Jr., insegnante in pensione ed ex dipendente del servizio forestale statunitense.
Le accuse dei Repubblicani
Trump e altri esponenti repubblicani accusano i Democratici di aver favorito la candidatura del secondo Sullivan per confondere gli elettori e avvantaggiare la candidata democratica Mary Peltola, riferisce Reuters. La campagna di Peltola nega ogni coinvolgimento in entrambe le campagne dei Sullivan. Anche l’insegnante in pensione respinge l’accusa: ha dichiarato di non voler trarre in inganno gli elettori e di non aver avuto contatti con la campagna di Peltola, secondo il media locale Alaska’s News Source.

I due nomi non sono identici sulla scheda: il senatore compare come Dan S. Sullivan, mentre il suo omonimo è indicato come Daniel J. Sullivan Jr., scrive il media statunitense Roll Call. Dan S. Sullivan punta a essere eletto al Senato per la terza volta. Daniel J. Sullivan Jr., invece, non è mai stato eletto al Congresso.
Il risultato delle primarie
Alle primarie di agosto, che hanno selezionato i candidati per il voto di novembre, l’insegnante in pensione ha raccolto circa 3.600 voti, arrivando terzo. Il risultato gli ha garantito un posto sulla scheda delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
In un video diffuso a settembre, Trump ha accusato direttamente i Democratici di aver candidato l’ex insegnante. «È stato messo lì dai Democratici solo per confondere gli elettori, ed è molto ingiusto», ha detto il presidente.
La battaglia legale sulla candidatura
La candidatura era già stata contestata prima delle primarie. A giugno, l’autorità elettorale dell’Alaska aveva deciso di escludere Daniel J. Sullivan Jr. dalla scheda, dopo un ricorso dei Repubblicani secondo cui la sua presenza avrebbe potuto trarre in inganno gli elettori. L’autorità aveva inoltre ritenuto che non si fosse candidato in buona fede.
L’insegnante si è rivolto alla giustizia per poter partecipare alla corsa. Il 26 giugno un giudice ha stabilito che le autorità elettorali non avevano una base giuridica per escluderlo per quel motivo. Tre giorni dopo, la Corte suprema dell’Alaska ha confermato la decisione. Sullivan ha così potuto partecipare alle primarie di agosto e, dopo aver ottenuto voti sufficienti, comparire sulla scheda di novembre, riferisce Alaska’s News Source.
Trump in Alaska per sostenere Sullivan
Martedì Trump si recherà in Alaska per un comizio a sostegno del senatore repubblicano. La visita è stata riportata dall’agenzia di stampa AP.

