Scienze Tecnologia

GPS disturbato in Europa: il segnale arriva da un satellite russo

La sorgente è stata localizzata con precisione a 5 metri: è Kosmos 2546, individuato grazie ai dati raccolti a Trondheim e Amsterdam. I ricercatori indagano su un possibile uso militare delle interferenze.

GPS disturbato in Europa: il segnale arriva da un satellite russo

Un segnale radio capace di disturbare il GPS in vaste aree d’Europa potrebbe provenire da un satellite russo. La scoperta apre interrogativi sul possibile uso militare delle interferenze e sul loro legame con le comunicazioni nucleari. I segnali di navigazione satellitare sono essenziali per i trasporti, la finanza e numerosi sistemi d’arma: un’interruzione avrebbe conseguenze anche per i cittadini, soprattutto durante la navigazione.

La ricerca sulle interferenze GPS

«È evidente che le interferenze radio con portata continentale che colpiscono il GPS destano grave preoccupazione. Se sono intenzionali, segnalano un’escalation di questo tipo di disturbi», scrivono i ricercatori Zachary L. Clements e Todd E. Humphreys in un articolo non ancora pubblicato, intitolato «Chasing Lightning». Il lavoro ricostruisce l’origine di misteriose trasmissioni di disturbo. Quando lo hanno scritto, i due ricercatori non sapevano da quali satelliti provenissero.

La svolta è arrivata grazie a Sintef, un’organizzazione di ricerca con sede a Trondheim, in Norvegia. Humphreys ha raccontato la vicenda in un documentario sul canale Veritasium: la ricerca era rimasta ferma per mesi, con oltre cento satelliti possibili e pochi dati sulle interferenze.

Il ricercatore Aiden Morrison è all’aperto sulla costa accanto a un’antenna GPS avanzata
Aiden Morrison è all’aperto mentre testa i segnali radio. Foto: Privat

«Quando abbiamo saputo che il team dell’Università del Texas stava cercando una fonte nello spazio, li abbiamo contattati e abbiamo chiesto se volessero alcuni dei nostri dati», ha spiegato a NRK Aiden Morrison, ricercatore senior di Sintef a Trondheim. Humphreys ricorda così la mail ricevuta: «Ho guardato il messaggio e ho dovuto rileggerlo. Era come se fosse uscito dai miei sogni. Non poteva essere vero! Avevano dati meravigliosi provenienti da due stazioni diverse».

La sorgente individuata nello spazio

I dati erano stati raccolti a Trondheim e ad Amsterdam. Le due stazioni avevano captato in momenti diversi il segnale responsabile di una delle numerose interferenze, trasmesso da una sorgente puntiforme nello spazio. Poiché la distanza tra la sorgente e le due città era diversa, il segnale è arrivato con tempi leggermente differenti: un elemento utile per calcolare la posizione dell’emittente.

Immagine del ricercatore Todd Humphreys presso la University of Texas
Todd E. Humphreys ha ricevuto quella che definisce un’email da sogno dalla Norvegia. Foto: University of Texas

La differenza temporale era minima, perché le onde radio viaggiano alla velocità della luce. La precisione degli strumenti di Sintef ha però permesso di localizzare la sorgente con un margine di errore di cinque metri. Si tratta di Kosmos 2546, un satellite russo lanciato il 22 maggio 2020 e appartenente a una flotta di satelliti dello stesso tipo.

Il possibile uso militare del segnale

Humphreys non ritiene che le interferenze siano dovute a un guasto. I segnali sono stati trasmessi quasi esclusivamente il martedì, il mercoledì e il giovedì, durante il normale orario di lavoro a Mosca. «Quali guasti si verificano quasi esclusivamente durante l’orario di lavoro e in questi giorni?», si domanda. Il ricercatore pensa che la Russia stia sperimentando una capacità potenzialmente utilizzabile come arma. «È una capacità che potrebbe avere effetti devastanti se venisse impiegata», afferma.

Un’arma, in questo caso, non deve necessariamente essere un ordigno esplosivo: può anche essere un dispositivo elettronico progettato per danneggiare o interferire, se viene usato per fare del male. Resta però aperta un’altra possibilità: la Russia dispone di sei satelliti di questo tipo, collocati in orbite Molniya, traiettorie che portano i satelliti molto in alto sopra la Terra in un punto e molto più in basso in un altro, consentendo loro di restare per molte ore sopra le regioni settentrionali. Possono così essere impiegati per comunicazioni e sorveglianza.

I satelliti in orbita Molniya

Anche la Norvegia ha due satelliti in orbite Molniya, ASBM-1 e ASBM-2, che forniscono comunicazioni civili e militari nell’Artico. La Russia usa da tempo queste orbite, utili per mantenere collegamenti stabili alle alte latitudini: i satelliti convenzionali, che orbitano sopra l’equatore, da quelle zone appaiono vicini all’orizzonte.

Morrison ritiene che i satelliti che trasmettono le interferenze possano avere, oltre alla loro funzione principale, un ruolo particolare in caso di guerra nucleare. «Il compito di questi satelliti è annunciare che è arrivata la fine del mondo. È importante che il messaggio arrivi a destinazione, così che muoiano tutti nel mondo e non soltanto la metà», dice, con macabro umorismo.

Le ipotesi sulle comunicazioni nucleari

Altri ricercatori, tra cui Richard Bowden di GMV in Germania, hanno ipotizzato che le trasmissioni di disturbo possano essere un test di un sistema di comunicazione. A sostegno di questa possibilità c’è proprio il fatto che interferiscono con il GPS. Morrison allude al fatto che, per partecipare a un attacco di rappresaglia, le forze nucleari russe devono ricevere l’ordine di lanciare le armi. Un simile comando verrebbe probabilmente impartito in caso di un massiccio attacco nucleare contro la Russia. La possibilità di trasmetterlo in modo sicuro è parte della deterrenza nucleare.

Usare frequenze vicine a quelle dei satelliti globali di navigazione offrirebbe ai russi una forma di protezione: un avversario che cercasse di bloccare le comunicazioni finirebbe per disturbare anche i propri sistemi di navigazione satellitare.

L’articolo è stato pubblicato il 12 ottobre alle 23:25. Argomenti correlati: spazio e ricerca.

  • PubblicatoOttobre 13, 2026