Mondo Sport

Félix Savón ripreso mentre cerca cibo in un cassonetto

Il video del 3 volte campione olimpico cubano è stato diffuso sui social, ma non è stato possibile verificare quando e dove sia stato girato. Restano senza conferma anche le informazioni sulle sue condizioni economiche.

Félix Savón ripreso mentre cerca cibo in un cassonetto

Un video in cui un tre volte campione olimpico cerca qualcosa da mangiare in un cassonetto ha riacceso l’attenzione su Félix Savón, una delle figure più celebri della boxe cubana. Ripreso da un passante, l’ex pugile risponde di stare «raccogliendo cibo, qualcosa da mangiare». Non è stato però possibile verificare quando e dove sia stato girato il filmato, né sono disponibili informazioni attendibili sulle sue attuali condizioni economiche.

A diffondere il video sui social è stato il pugile professionista cubano Gustavo Trujillo. La vicenda è stata ripresa dai portali cubani Cuballama, Cuba Noticias 360 e CubitaNOW e dal quotidiano sportivo portoghese A Bola. Nel filmato, un uomo che lo riprende dall’auto gli domanda: «Campione, che succede? Savón, che fai, amico?». Lui risponde: «Raccolgo cibo, qualcosa da mangiare».

La carriera di Félix Savón

Savón, oggi 59enne, è nato il 22 settembre 1967 nella provincia cubana di Guantánamo. Ha costruito la sua carriera nella boxe dilettantistica, soprattutto nella categoria dei pesi massimi, fino a 91 chilogrammi, diventando uno dei pugili più vincenti di sempre.

Ha conquistato tre ori olimpici consecutivi: a Barcellona nel 1992, ad Atlanta nel 1996 e a Sydney nel 2000. Con questo risultato ha raggiunto il connazionale Teófilo Stevenson e l’ungherese László Papp, gli altri due pugili ad aver vinto tre titoli olimpici. Savón ha inoltre ottenuto sei titoli mondiali consecutivi, dal 1986 al 1997 — nel 1986, 1989, 1991, 1993, 1995 e 1997 — un primato riconosciuto dal Guinness dei primati. Nel suo palmarès figurano anche tre ori ai Giochi panamericani.

Le offerte rifiutate per restare dilettante

Pur essendo tra i migliori pugili al mondo, non passò mai al professionismo. In un’intervista rilasciata a ESPN nel 2015 raccontò di aver ricevuto offerte da 10 milioni di dollari per affrontare Mike Tyson, da 12 milioni per un incontro con Evander Holyfield e da 15 milioni per combattere contro Michael Bennett. Disse di averle rifiutate per fedeltà a Cuba e al suo sistema politico. Era convinto di poter battere anche Tyson: «Ero un treno, una macchina da pugni. Non credo che Tyson avrebbe resistito», dichiarò a ESPN.

Le accuse e il presunto fascicolo giudiziario

La sua immagine di eroe sportivo cubano è stata in seguito segnata da un caso giudiziario. Nel novembre 2018 il giornalista indipendente cubano Abraham Jiménez Enoa scrisse sulla rivista Gatopardo che Savón era stato arrestato con l’accusa di abusi sessuali su un minore. Secondo le informazioni raccolte allora dal giornalista, la famiglia di un ragazzo di 12 anni aveva presentato una denuncia alla polizia. Alla fine di settembre 2018 Savón era stato rinchiuso nel carcere Combinado del Este, a L’Avana; la detenzione era stata confermata a Jiménez Enoa da persone presenti nella struttura.

Il giornalista riferì inoltre che, secondo alcune testimonianze, non sarebbe stata la prima volta che l’ex pugile veniva associato ad accuse simili. In precedenza, le autorità cubane lo avrebbero protetto per via della sua fama sportiva. Queste accuse non sono mai state confermate.

Nel giugno 2025 i media cubani Periódico Cubano e CubitaNOW pubblicarono ulteriori dettagli, citando un presunto fascicolo carcerario. Il documento, diffuso in precedenza sulla pagina Facebook El Chivo e presentato come un estratto del sistema informativo del ministero dell’Interno cubano, non è stato autenticato.

Secondo il fascicolo, nel 2018, nel quartiere dell’Avana La Lisa, Savón e un’altra persona si sarebbero avvicinati a un ragazzo di 14 anni, gli avrebbero rivolto proposte sessuali e lo avrebbero baciato. Il ragazzo avrebbe respinto le avances. In seguito, sempre secondo il documento, i due avrebbero avvicinato un altro minorenne, offrendogli denaro in cambio di atti sessuali. Anche lui avrebbe rifiutato; uno degli uomini coinvolti lo avrebbe quindi trattenuto contro la sua volontà. Per questo episodio, il presunto fascicolo attribuisce a Savón una condanna a 11 anni di carcere.

Le autorità cubane non hanno pubblicato la sentenza e l’autenticità del documento citato dai media non è stata confermata.

Il presunto incidente stradale

Il fascicolo riporta anche un incidente stradale avvenuto il 25 agosto 2018 nel quartiere dell’Avana Capdevila. Savón, alla guida di una Renault bianca, avrebbe viaggiato a velocità eccessiva e invaso la corsia opposta, scontrandosi con una motocicletta condotta da un uomo che trasportava i suoi due figli minorenni. Il motociclista avrebbe urtato il parabrezza dell’auto e sarebbe caduto sulla carreggiata. Secondo il documento, per l’incidente Savón sarebbe stato condannato ad altri tre anni di carcere. Anche queste informazioni non sono state verificate; non è noto se le pene siano state scontate separatamente o cumulate.

La scarcerazione e le richieste di trasparenza

Il portale indipendente cubano CubaNet ha riferito nel gennaio 2025 che Savón era stato scarcerato alla fine del 2024 in libertà condizionale, dopo circa sei anni dietro le sbarre. La notizia ha suscitato reazioni tra le organizzazioni che si occupano della tutela dei minori e dei diritti delle donne a Cuba. YoSíTeCreo en Cuba, organizzazione femminista indipendente, ha chiesto alle autorità maggiore trasparenza sulle ragioni della liberazione e sulle misure adottate per proteggere i minori.

Non è stato chiarito se la libertà condizionale sia stata concessa per buona condotta, per motivi di salute o per altre ragioni. Il ritorno di Savón in libertà è stato documentato anche da fotografie con i familiari pubblicate sui social network.

  • PubblicatoOttobre 13, 2026