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Imputata per un incidente mortale supera il divieto di espatrio

Iva Mihaylova ha lasciato la Macedonia del Nord ed è arrivata in Bulgaria, dove è stata ricoverata per ricevere cure. Le autorità verificano come abbia attraversato la frontiera.

Imputata per un incidente mortale supera il divieto di espatrio

Una donna imputata per un incidente mortale è riuscita a lasciare la Macedonia del Nord e a raggiungere la Bulgaria, dove potrà finalmente ricevere le cure mediche che chiedeva da tempo. Il suo ingresso, avvenuto lunedì, ha però aperto un nuovo caso diplomatico tra i due Paesi: le autorità macedoni stanno verificando come abbia superato la frontiera, mentre quelle bulgare affermano di non essere state informate in anticipo.

Iva Mihaylova ha dichiarato di essere stata «perseguitata» in Macedonia del Nord e non ha chiarito se intenda tornarvi. «Ho consegnato i miei documenti per il controllo [alla frontiera] e ci hanno fatto passare. Ci hanno controllato, non c’è nulla di illegale nel mio attraversamento. Ora dovranno ricoverarmi al Pirogov, poi inizierò le cure e successivamente la riabilitazione», ha detto alla BNT, la televisione pubblica bulgara. Mihaylova è stata ricoverata all’ospedale Pirogov.

Il passaggio della frontiera

Al confine macedone ha mostrato la carta d’identità della Macedonia del Nord; al posto di frontiera bulgaro ha presentato i documenti bulgari. La donna ha la doppia cittadinanza. Il suo avvocato, Nikolay Dimitrov, ha riferito che nessuno dei due si aspettava di riuscire a passare, ma si è detto felice che Mihaylova possa iniziare le cure di cui ha bisogno.

Il ministero degli Esteri bulgaro ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo delle iniziative della donna, della sua famiglia e del legale, né di aver contribuito a organizzarle. L’avvocato ha contattato il ministero poco prima di rilasciare una dichiarazione. «Comprendiamo la preoccupazione della famiglia per la salute di Iva. La cosa più importante ora è che riceva le cure mediche necessarie. Il ministero continuerà a fornire assistenza nel caso, nell’ambito delle proprie competenze», si legge nella nota.

La ministra degli Esteri bulgara Velislava Petrova ha definito la vicenda «umanitaria». «La cosa importante, spero, è che possa trovare in Bulgaria la possibilità di ricevere cure adeguate e che queste le siano garantite il prima possibile. In questo caso, però, siamo piuttosto di fronte a una situazione in cui, dopo che un appello umanitario non ha ricevuto risposta nella Macedonia del Nord, si è fatto ricorso a iniziative disperate», ha dichiarato.

Le verifiche delle autorità

Il ministro dell’Interno bulgaro Ivan Demerdzhiev ha annunciato che Mihaylova sarà interrogata per chiarire «quando, dove e in che modo ha attraversato la frontiera». Saranno esaminate anche le altre circostanze, compresa l’eventuale necessità di assegnarle una scorta. «Se verrà accertata tale necessità, le sarà garantita protezione», ha detto.

Secondo il quotidiano macedone Sloboden Pechat, il tribunale di Kochani aveva comunicato al ministero dell’Interno che Mihaylova doveva essere inserita nell’elenco delle persone a cui è vietato lasciare il Paese. Se si fosse presentata a un valico ufficiale, dunque, gli agenti non avrebbero dovuto autorizzarla a partire. Le autorità stanno ora accertando come sia riuscita a entrare in Bulgaria. Per il momento non sono arrivate reazioni ufficiali da parte macedone.

Iva Mihajlova
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Il processo per l’incidente stradale

Mihaylova è sotto processo in Macedonia del Nord per un grave incidente stradale avvenuto il 7 ottobre 2025 sulla strada tra Kochani e Shtip. Una persona è morta e diverse altre, tra cui lei stessa, sono rimaste ferite. Secondo l’accusa, la donna guidava a velocità eccessiva e invase la corsia opposta. La prossima udienza davanti al tribunale di primo grado di Kochani è fissata per il 9 novembre.

Alla domanda se tornerà in Macedonia del Nord per partecipare all’udienza, Mihaylova ha risposto: «Il processo proseguirà con o senza di me. Vedremo come andrà». «In Bulgaria mi sento al sicuro. In Macedonia del Nord sono stata perseguitata a causa delle mie origini bulgare, e questo è stato uno dei motivi per cui sono stata incriminata», ha detto a bTV. Ha aggiunto di aver fatto «più di 50 visite mediche» e di avere bisogno di cure.

Gordana Siljanovska-Davkova
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Le tensioni tra Sofia e Skopje

La presidente bulgara Iliana Iotova ha detto che incontrerà Mihaylova alla prima occasione utile e che occorre attendere la reazione della Macedonia del Nord. La vicenda ha ulteriormente inasprito i rapporti tra Sofia e Skopje: le autorità macedoni sostengono che si tratti di una questione esclusivamente giudiziaria, mentre la Bulgaria ha denunciato una violazione dei diritti umani nel trattamento riservato alla donna. La scorsa settimana Petrova e il ministro degli Esteri macedone Timcho Mutsunski hanno discusso del caso durante un incontro a Sofia.

Le tensioni sono aumentate anche dopo che il primo ministro macedone Hristijan Mickoski ha dichiarato di aspettarsi che la Bulgaria consegni Simeon Mihaylov, padre di Iva. L’uomo è ricercato dalla Macedonia del Nord per scontare una condanna definitiva a 12 anni e sei mesi di reclusione per tentato omicidio e associazione a delinquere. Sloboden Pechat ha raccontato la vicenda con il titolo «Iva Mihaylova è fuggita dalla Macedonia come suo padre».

Il caso era stato approfondito da NewsPostX il 28 settembre 2026 alle 14:40, in un articolo firmato da Nikola Lalov. Un successivo aggiornamento del 6 ottobre 2026 alle 13:30 riferiva che la presidente macedone non aveva risposto alla lettera inviata da Iotova sul caso.

  • PubblicatoOttobre 13, 2026