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Ultramaratona in Ungheria: 575 km in 7 giorni per beneficenza

Il britannico-ungherese Benjamin Marshall si è fermato a Bocfölde, senza raggiungere l’estremità occidentale del Paese. Ha raccolto 10.500 sterline per aiutare i bambini svantaggiati.

Ultramaratona in Ungheria: 575 km in 7 giorni per beneficenza

Correre per sette giorni attraverso l’Ungheria e raccogliere fondi per i bambini svantaggiati: era il doppio obiettivo dell’ultramaratoneta britannico-ungherese Benjamin Marshall, 26 anni. È riuscito a raggiungere la somma prevista, ma si è fermato a 575 chilometri, senza arrivare all’estremità occidentale del Paese.

La corsa attraverso l’Ungheria

«Il piano era correre in sette giorni dal punto più orientale al punto più occidentale dell’Ungheria e, nel frattempo, raccogliere 10.000 sterline per un’organizzazione civile ungherese che si occupa di bambini svantaggiati», ha raccontato Marshall al nostro giornale. L’idea gli è venuta all’inizio dell’anno, dopo aver corso in Tanzania, l’anno precedente, un’ultramaratona di 220 chilometri. Per la nuova impresa ha tracciato un itinerario di 650 chilometri tra Garbolc, nella contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg, e Felsőszölnök, nella contea di Vas.

Foto: Benjamin Marshall
Foto: Benjamin Marshall

Marshall è partito domenica 27 settembre e nei primi tre giorni ha percorso cento chilometri al giorno. «Ho iniziato in modo troppo aggressivo, il mio corpo non ha retto lo sforzo», ha spiegato. Il quarto giorno ha dovuto rallentare: il carico aveva provocato problemi a entrambe le gambe, al ginocchio e alla tibia.

Un gruppo di cinque persone, tra amici e familiari, lo ha accompagnato in camper durante il tragitto. Secondo Marshall, il tempo per recuperare era poco, ma la squadra è riuscita a rimetterlo in sesto e a farlo ripartire. Anche nel quinto e nel sesto giorno, però, ha camminato per la maggior parte del tempo e in quelle due giornate ha dormito complessivamente appena 40 minuti.

Foto: Benjamin Marshall
Foto: Benjamin Marshall

Foto: Benjamin Marshall
Foto: Benjamin Marshall

La scelta di fermarsi a 575 chilometri

Il settimo giorno si è trovato davanti a una scelta: proseguire e arrivare a destinazione il giorno dopo, ma senza la squadra, oppure rispettare la scadenza e fermarsi a Bocfölde, dopo 575 chilometri. Ha scelto la seconda possibilità. Per lui era più importante concludere l’impresa e festeggiare con il gruppo che raggiungere il traguardo da solo: i suoi accompagnatori avevano preso ferie soltanto per sette giorni.

Il momento più impressionante per chi lo seguiva è stato quando, il quinto giorno, gli è uscito sangue dal naso per lo sforzo. Marshall ha detto che non si trattava di nulla di grave. Più difficile, ha raccontato, è stato sentire per la prima volta una fitta alla gamba e capire di aver esagerato con le distanze giornaliere. «È stato molto difficile», ha detto anche ricordando il momento in cui lo hanno svegliato da un pisolino di dieci minuti per dirgli che doveva ripartire.

Foto: Benjamin Marshall
Foto: Benjamin Marshall

Foto: Benjamin Marshall
Foto: Benjamin Marshall

I ricordi migliori risalgono invece ai primi tre giorni, quando tutto procedeva bene. Correndo tra boschi e campi, lungo strade tranquille, riusciva a estraniarsi completamente: «Non pensavo a nulla, correvo soltanto». Gli piaceva anche arrivare a fine giornata al punto in cui lo aspettava la squadra. Ha concluso la corsa sabato 3 ottobre.

La raccolta fondi per i bambini

«Ora ho le gambe a pezzi, tutto il corpo è distrutto, ma chissà, magari l’anno prossimo organizzeremo una nuova corsa», ha detto Marshall. Ha definito quella settimana una delle più incredibili e memorabili della sua vita e ha aggiunto che, nel complesso, si è divertito.

La raccolta fondi ha superato l’obiettivo: quest’anno Marshall ha già ottenuto 10.500 sterline, pari a 4,5 milioni di fiorini, per Csodaműhely, un’associazione che si occupa di bambini svantaggiati. Ha chiesto donazioni in sterline perché ha conoscenti in molti Paesi e la piattaforma che usa abitualmente per raccogliere fondi opera in quella valuta.

Il percorso sportivo di Marshall

Di origini ungheresi da parte di madre, Marshall aveva alle spalle una lunga esperienza sportiva: da bambino praticava triathlon a livello agonistico, ha completato un mezzo Ironman e un Ironman e ha partecipato a gare di ultramaratona. Il percorso da Garbolc a Felsőszölnök non è ufficiale: lo ha disegnato lui, collegando le due località. Non ha dato particolare risalto all’impresa e ha pubblicato alcune foto soltanto sul proprio profilo Instagram, rivolgendosi ai conoscenti. Anche il nostro giornale ne è venuto a conoscenza grazie a un suo amico.

Foto: Benjamin Marshall

Altre imprese di resistenza in Ungheria

Nel 2023 Balázs Simonyi, regista e protagonista del film ULTRA, aveva affrontato un’altra impresa di resistenza: completò di corsa il percorso nazionale Kéktúra, lungo 1.172,5 chilometri, in 15 giorni, 6 ore e 50 minuti, stabilendo un record.

L’idea di attraversare l’Ungheria da un’estremità all’altra è anche alla base della Hungarian Divide, una gara ciclistica che si svolge da anni. All’evento collaterale di quest’anno, il Tour Horizon, ha partecipato anche un bambino ungherese con sindrome di Down, che insieme al padre ha completato un percorso di 700 chilometri.

  • PublishedOttobre 12, 2026