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Fifa, compensi extra a Infantino non dichiarati nel rapporto?

I pagamenti legati ai Mondiali 2026 emergono dai bilanci della società organizzatrice statunitense. L’ex responsabile della commissione governance Miguel Maduro chiede un’indagine indipendente.

Fifa, compensi extra a Infantino non dichiarati nel rapporto?

I compensi aggiuntivi ricevuti da Gianni Infantino per l’organizzazione dei Mondiali 2026 potrebbero non essere stati dichiarati nel rapporto annuale della Fifa. È il punto centrale dell’inchiesta del Times, che ha spinto l’ex presidente della commissione governance della federazione, Miguel Maduro, a parlare di una possibile violazione dello statuto e a chiedere un’indagine indipendente.

I compensi aggiuntivi per i Mondiali 2026

La Fifa ha comunicato che nel 2024 Infantino ha percepito 4,59 milioni di euro. Il bilancio di FWC2026 US Inc, la società statunitense creata per organizzare il torneo di quest’anno, indica però altri pagamenti per circa 1,57 milioni di euro. Di questi, circa 560.000 euro sarebbero stati un compenso aggiuntivo, oltre allo stipendio base e ai premi, che avrebbe dovuto essere dichiarato. Fonti citate dal Times sostengono che nel 2025 e nel 2026 Infantino abbia ricevuto somme analoghe o persino superiori.

Non risultano pagamenti aggiuntivi al segretario generale della Fifa, Mattias Grafström, né a Victor Montagliani, presidente della Concacaf, la confederazione calcistica del Nord e Centro America e dei Caraibi. Montagliani aveva guidato il comitato dell’organizzazione statunitense per i Mondiali.

Le richieste di trasparenza e la replica della Fifa

Lo statuto della Fifa prevede che siano resi pubblici i compensi individuali del presidente, dei membri del Consiglio e del segretario generale. Maduro ha dichiarato al Times che dovrebbero essere divulgati tutti i pagamenti effettuati da società collegate alla federazione e che il sottocomitato per i compensi non avrebbe dovuto approvarli come forme alternative di remunerazione.

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La Fifa ha replicato che il sottocomitato stabilisce gli emolumenti annuali e gli altri benefici previsti dal contratto del presidente, e che questi sono stati dichiarati alle autorità statunitensi. Non ha tuttavia chiarito perché i pagamenti aggiuntivi non compaiano nel rapporto annuale.

La villa di Miami e i rapporti con Michelle Ritter

L’inchiesta ha sollevato dubbi anche sulla sistemazione di Infantino a Miami. Fonti del calcio internazionale si sono chieste se una parte dei compensi fosse destinata a coprire l’affitto di una villa di lusso sul lungomare, nella zona di Sunset Islands. L’immobile è stato acquistato nel 2023 per circa 24,2 milioni di euro da Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google. Un rappresentante di Schmidt ha riferito che Infantino ha affittato la villa per tre anni a prezzo di mercato e che non vi abita più. La Fifa non ha confermato se i pagamenti aggiuntivi fossero collegati all’affitto.

Sono emersi inoltre rapporti tra Infantino e Michelle Ritter, all’epoca compagna di Schmidt. Nell’ottobre 2023 la società di Ritter, StarX, ha firmato un accordo con la Fifa per sperimentare nuove tecnologie con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente i tifosi. In seguito la federazione ha precisato che non è stato realizzato alcun progetto commerciale con StarX. Ha anche negato che le sistemazioni abitative di Infantino negli Stati Uniti fossero legate ai suoi rapporti personali.

L’acquisto dell’appartamento e il progetto Fifa Forward Enterprise

Nell’autunno del 2025 Shadi LLC, società registrata nel Delaware, ha acquistato per circa 7,7 milioni di euro un appartamento di lusso a Miami che in precedenza apparteneva al cantante Marc Anthony. Secondo fonti citate dal Times, il nome della società sarebbe formato dalle iniziali dei nomi delle figlie di Infantino e dalla lettera «i» del suo cognome. La Fifa ha dichiarato di non contribuire agli acquisti immobiliari dei propri dirigenti.

L’inchiesta riferisce anche di un progetto per commercializzare i Mondiali attraverso una nuova organizzazione, Fifa Forward Enterprise. Secondo le fonti, Infantino avrebbe dovuto presiederla inizialmente e diventare commissario nel 2031, alla fine del suo ultimo mandato alla guida della Fifa, con uno stipendio annuo di 26,8 milioni di euro e premi aggiuntivi. La federazione ha negato che questa possibilità sia mai stata discussa. Il piano sarebbe stato accantonato dopo che la Uefa, l’organismo che governa il calcio europeo, aveva minacciato di boicottare le competizioni della Fifa.

La ricandidatura alla presidenza della Fifa

Infantino è sotto pressione in vista delle elezioni, ma al momento è l’unico candidato per un nuovo mandato e gode del sostegno di esponenti del calcio arabo e africano. Nonostante le richieste di dimissioni, intende ricandidarsi a marzo. Il termine per presentare le candidature è il 18 novembre.

Il presidente Gianni Infantino è sotto pressione in vista delle elezioni della Fifa, ma gode di un importante sostegno nel calcio arabo e africano. Per ora è l’unico candidato per un nuovo mandato. Foto: EPA
Il presidente Gianni Infantino è sotto pressione in vista delle elezioni della Fifa, ma gode di un importante sostegno nel calcio arabo e africano. Per ora è l’unico candidato per un nuovo mandato. Foto: EPA

  • PublishedOttobre 12, 2026