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NHL, ritirate dopo una settimana le storie romantiche sull’hockey

La lega nordamericana ha cancellato la campagna audio Hot for Hockey dopo le critiche di tifose e autrici. Al centro del dibattito, il confine tra finzione e realtà e il modo in cui vengono rappresentati i giocatori.

NHL, ritirate dopo una settimana le storie romantiche sull’hockey

La NHL ha provato a trasformare il successo delle storie d’amore ambientate nel mondo dell’hockey in una campagna promozionale. Ma i racconti romantici audio lanciati dalla lega sono stati ritirati dopo appena una settimana, tra le critiche di tifose e autrici: per alcune, l’iniziativa banalizzava il genere e trattava i giocatori reali come personaggi di fantasia.

Il successo delle storie romantiche sull’hockey

La National Hockey League, il principale campionato professionistico di hockey su ghiaccio di Stati Uniti e Canada, ha puntato su un interesse cresciuto grazie a Heated Rivalry, serie canadese tratta dal bestseller di Rachel Reid. La storia racconta l’attrazione tra due giocatori di squadre rivali ed è diventata un successo tra la fine dello scorso anno e l’inizio di quello in corso. È previsto un seguito.

Nel libro si parla della NHL, ma i produttori della serie hanno scelto di «seguire una strada propria», inventando una lega. Un rappresentante della NHL aveva detto alla rivista The Hollywood Reporter che, durante i playoff, la serie aveva contribuito ad aumentare soprattutto il numero di spettatrici. La lega spera di trasformare questa curiosità in presenze negli stadi, convinta che assistere a una partita possa spingere i nuovi fan a restare.

Anche altre storie romantiche legate all’hockey hanno attirato attenzione sulle piattaforme di streaming. Tra queste c’è Off Campus, sulla relazione tra una studentessa di musica e il centro della squadra universitaria. È inoltre in arrivo Icebreaker, che mette in scena l’incontro tra un giovane talento dell’hockey universitario, deciso a raggiungere la NHL, e una pattinatrice artistica che sogna l’oro olimpico.

Dalla serie Heated Rivalry
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La campagna Hot for Hockey

Quando, alla fine di settembre di quest’anno, è cominciata una nuova stagione del campionato, la NHL ha lanciato Hot for Hockey, una serie di brevi racconti audio. Il commissario Gary Bettman ha spiegato che la lega voleva unirsi a quello che sembra essere un fenomeno culturale. Ha detto di aver guardato in una sola volta sia Heated Rivalry sia Off Campus e ha riconosciuto che queste serie hanno avvicinato all’hockey «un numero impressionante» di persone prima poco interessate allo sport. «E se nuove persone vogliono unirsi a noi e diventare parte del gioco, saremo felici di accoglierle», ha aggiunto.

Dopo una settimana, però, il progetto è stato cancellato: il collegamento a Spotify rimanda a una pagina non disponibile. Interpellata dall’agenzia AP, la NHL ha definito Hot for Hockey una delle «molte iniziative di marketing» preparate per l’inizio della stagione e associate a partite specifiche.

Gli episodi duravano al massimo un minuto e mezzo e raccontavano storie in stile romanzo rosa, ambientate dietro le quinte del campionato. Tra i protagonisti c’erano gli attaccanti Jack Eichel dei Golden Knights e Sebastian Aho dei Carolina Hurricanes, ha riferito Sports Business Journal. «Jack riuscirà a dare a Las Vegas un altro motivo per innamorarsi di lui? Segui la NHL per tutta la stagione e goditi ancora più amore per l’hockey», recitava l’invito all’ascolto. Una delle storie era dedicata a Gritty, la mascotte dei Philadelphia Flyers. I personaggi si ispiravano a persone reali, ma le trame erano inventate.

Le critiche delle tifose

La campagna mirava a portare sugli spalti un pubblico più giovane, in particolare le donne, facendo leva sulle emozioni. Ma alcune tifose l’hanno criticata, accusando la NHL di sessismo, scrive la rivista Inc. Melissa Burgess, redattrice di The IX Sports, sito dedicato alla PWHL, la lega professionistica nordamericana di hockey femminile, ha definito l’iniziativa un errore fin dall’inizio. Secondo Burgess, la NHL non ha capito che chi guarda Heated Rivalry cerca il romanticismo, non l’hockey, riferisce l’AP.

Anche Cosmopolitan ha giudicato sbagliata la campagna. La rivista osserva che alcune donne sono poco inclini a seguire la NHL perché ritengono che la lega non sostenga abbastanza la comunità LGBTQ+ e ingaggi giocatori prosciolti da accuse di aggressione sessuale. Inoltre, secondo la critica, l’iniziativa non prende sul serio le tifose: dà per scontato che vadano a una partita per un libro, per il fidanzato o per l’aspetto dei giocatori, anziché perché vogliono vedere l’hockey. «L’atmosfera di mascolinità tossica non si compensa lanciando una rosa su un disco», ha detto alla CBC Teresa Fowler, esperta di cultura dell’hockey alla Concordia University, riferendosi alla grafica della campagna.

Il confine tra finzione e realtà

Il tentativo di presentare i giocatori come protagonisti romantici ha riaperto anche il dibattito sui confini tra finzione e realtà. Alcuni hockeisti hanno già denunciato molestie da parte di spettatori e lettrici di romanzi a tema, un fenomeno amplificato dai social network. Nel 2023, per esempio, i Seattle Kraken hanno rimosso da TikTok alcuni video al rallentatore dei giocatori, realizzati per la comunità di BookToker appassionati di hockey.

Alexander Wennberg, che allora giocava nei Kraken, e sua moglie Felicia protestarono contro l’effetto di quei filmati. Definirono «sfruttatore» il modo in cui alcuni utenti trattavano i giocatori reali come eroi di fantasia. «Mi dà fastidio quando i vostri desideri sono accompagnati da molestie sessuali, commenti inappropriati e dalla convinzione che, grazie a Internet, si possa normalizzare un comportamento che non sarebbe mai accettabile se invertissimo i ruoli di genere e un uomo si comportasse così con un’atleta», scrisse Felicia Wennberg.

Starlin Marotová, proprietaria di una libreria specializzata in romantasy a Oxford
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Anche Emily Rath, tra le autrici più note di romanzi rosa a tema hockey, chiese ai Seattle Kraken di smettere di oggettificare Wennberg. Si oppose all’idea che la NHL trattasse i giocatori come personaggi di un libro, riferisce ESPN. Allo stesso tempo, difese chi legge questo genere: «Il 99 per cento di loro è semplicemente composto da persone normali che hanno trovato in questo sport amore e comunità», disse, aggiungendo che le storie romantiche sul ghiaccio hanno avvicinato molti lettori all’hockey.

Le autrici che hanno rifiutato l’invito

Rath era tra le autrici contattate dalla NHL per Hot for Hockey, ma rifiutò. La presentazione ricevuta le era sembrata «a dir poco sconvolgente», sia per il tono ironico e derisorio nei confronti del genere, sia per le copertine realizzate con l’intelligenza artificiale. «Capisco perché provino questo approccio. La NHL sa di avere un grosso problema d’immagine a causa delle tante manifestazioni evidenti di razzismo, omofobia e misoginia. Vogliono che le autrici di romanzi rosa li aiutino a migliorare la loro immagine», scrisse.

Anche Chelsea Curto declinò l’invito. «Mescolare mondi immaginari e mondo reale è una ricetta per il disastro, e non voglio prendervi parte», spiegò, citando uno dei motivi del rifiuto. «Sono anche una convinta oppositrice dell’intelligenza artificiale. Non c’è posto per essa nel mondo dell’arte, che si tratti di grafica, scrittura o narrazione», aggiunse.

Le autrici coinvolte nel progetto

La NHL riuscì comunque a coinvolgere alcune autrici di romanzi rosa a tema hockey, tra cui C. R. Jane, apprezzata per la serie The Pucking Wrong Number (Il numero sbagliato). Per raccontare la storia di una stella dell’hockey ossessionata dalla propria ragazza, Jane attinse anche alla sua conoscenza del sottogenere dark romance. Dopo il ritiro della campagna, la NHL dichiarò: «Siamo stati molto orgogliosi di collaborare con autori, illustratori e doppiatori noti nel mondo dell’hockey». Rolling Stone ha raccontato il progetto.

  • Pubblicato12 Ottobre 2026