Robotaxi senza conducente, ma il progetto europeo resta incompiuto
A Zagabria Verne e Pony.ai testano un’auto autonoma di livello 4, senza personale a bordo. Il veicolo di livello 5 previsto dal progetto finanziato con fondi europei non è stato realizzato.
Un robotaxi senza conducente né addetto alla sicurezza a bordo sta già affrontando il traffico reale: sterza, frena e accelera da solo, mentre operatori a distanza seguono le prove senza controllare i veicoli. I test, però, non dimostrano che sia stato realizzato il mezzo completamente autonomo promesso nell’ambito di un progetto finanziato con quasi 180 milioni di euro di fondi europei.
Le prove dei robotaxi a Zagabria
Le prove sono in corso a Zagabria e sono state avviate il 10 settembre da Verne, l’azienda fondata da Mate Rimac, insieme alla cinese Pony.ai. I veicoli percorrono un tragitto di 22 chilometri tra la sede di Verne a Buzin e l’aeroporto Franjo Tuđman. Per ora si tratta di corse sperimentali con passeggeri invitati: il servizio non è aperto al pubblico e non si può prenotare liberamente tramite le app di Verne o Uber. Le aziende prevedono di ampliare gradualmente l’area di Zagabria in cui i robotaxi potranno circolare senza personale a bordo.




Il quotidiano croato Večernji list ha pubblicato il resoconto di un viaggio di prova. Il giornalista riferisce che, sotto la pioggia, l’auto ha gestito autonomamente il traffico e reagito alla presenza di pedoni e altri veicoli, senza frenate brusche o cambi di corsia improvvisi. La velocità è limitata a 80 chilometri orari: per raggiungere l’aeroporto, il robotaxi non prende quindi la tangenziale, ma percorre la strada in direzione di Velika Gorica.
Marko Pejković, direttore di Verne, ha dichiarato che il servizio commerciale senza operatore di sicurezza a bordo dovrebbe partire il prossimo anno.
Il livello di autonomia del veicolo
Il veicolo impiegato nei test, però, non è quello che Verne si era impegnata a sviluppare con il progetto finanziato dall’Unione europea. A Zagabria circola un robotaxi di Pony.ai, dotato di guida autonoma di livello 4: può muoversi senza intervento umano, ma solo in aree specifiche e nelle condizioni per cui il sistema è stato progettato e approvato.
Il progetto europeo prevedeva invece lo sviluppo di un veicolo di livello 5, capace di guidare autonomamente in tutte le condizioni affrontabili da una persona, senza vincoli a percorsi o zone prestabiliti. Perciò, il buon esito delle prove del mezzo cinese non dimostra che Rimac abbia rispettato l’obiettivo centrale del progetto.
I fondi europei e la rendicontazione
La società Project 3 Mobility, oggi chiamata Verne, aveva ottenuto 179,5 milioni di euro a fondo perduto nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza croato (NPOO), per sviluppare un veicolo elettrico completamente autonomo. Nel 2023 aveva ricevuto un anticipo di 89,75 milioni. Secondo i dati dell’Agenzia centrale per il finanziamento e la contrattualizzazione (SAFU), ne sono stati giustificati 8,77 milioni: restano quindi da rendicontare 80,98 milioni.
Come ha appreso il sito croato Index, il 29 settembre, ultimo giorno utile, Verne ha consegnato alla SAFU la documentazione finale, senza chiedere il riconoscimento della parte restante dell’anticipo. È attesa la restituzione di oltre 80 milioni di euro di denaro pubblico, ma la cifra definitiva dipenderà dall’esame dei documenti e dalla decisione dell’agenzia. La procedura è ancora in corso.
Il progetto non ha raggiunto l’obiettivo
Il progetto avrebbe dovuto concludersi il 30 agosto di quest’anno. Entro quella data, l’azienda di Rimac non aveva dimostrato di aver sviluppato un veicolo di livello 5. Index aveva segnalato da anni le difficoltà legate al livello di autonomia promesso, anche perché la tecnologia dei partner di Verne non permetteva di raggiungere quell’obiettivo.
Inizialmente la società aveva collaborato con l’israeliana Mobileye, per poi passare alla cinese Pony.ai. Ma neppure la tecnologia del nuovo partner corrisponde al livello 5 richiesto dal progetto europeo. La distinzione, dunque, è tra il robotaxi di Pony.ai, oggi in prova su alcune strade di Zagabria, e il veicolo completamente autonomo che Verne avrebbe dovuto realizzare con i fondi pubblici: il primo è in fase di test, il secondo non ha raggiunto il principale obiettivo previsto dal contratto.


