Hockey, Milano torna dopo 20 anni: i tifosi cantano anche dopo la sconfitta
Il Milano ha perso 4-1 contro l’Innsbruck nella nuova Fiera Ice Arena, a Rho. Sugli spalti, però, almeno 200 tifosi sono rimasti a cantare mezz’ora dopo il fischio finale.
Dopo vent’anni senza una squadra maschile di hockey su ghiaccio di alto livello, Milano è tornata a giocare davanti ai propri tifosi. La prima partita nella nuova arena temporanea si è chiusa con una sconfitta per 4-1 contro l’Innsbruck, squadra austriaca, ma il risultato è passato quasi in secondo piano: mezz’ora dopo il fischio finale, almeno duecento persone erano ancora sugli spalti a cantare.
Il ritorno del Milano
La squadra, chiamata semplicemente Milano o Saima in ricordo dello sponsor dei primi anni Novanta, veste il rossoblù: un colore per ciascuna delle due grandi squadre di calcio cittadine, Inter e Milan. Non partecipa al campionato italiano, ma è entrata direttamente nella ICE Hockey League, una lega privata molto competitiva che comprende formazioni austriache, ungheresi, una slovena e altre due italiane: il Bolzano, rivale storico del Milano, e il Val Pusteria.
Il club è nato all’inizio di giugno grazie a investimenti milionari della Federazione italiana sport del ghiaccio (FISG), della Fondazione Fiera Milano — ente privato controllato dalla Regione Lombardia che gestisce le principali strutture fieristiche milanesi — e soprattutto di Marco Margiotta, amministratore delegato di House of Doge, società legata alla criptovaluta Dogecoin, e di Christof Leitner, amministratore delegato di Intercom, azienda che si occupa anche di costruire piste di ghiaccio.
Alla spinta finanziaria si è affiancata quella dei tifosi, che hanno chiesto la rifondazione della squadra e seguito da vicino i lavori: hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione, assistito alla posa del primo pilone della Fiera Ice Arena e aspettato che fosse completato il tetto. «Fare gli umarell è stato un modo per dimostrare il proprio affetto alla squadra», dice Andrea Scheurer, del sito di hockey Hockey Italia 21.
La prima partita alla Fiera Ice Arena
Alla partita contro l’Innsbruck, nella Fiera Ice Arena alla Fiera di Rho, appena fuori Milano, c’erano circa 2.600 persone: un buon numero, anche se non sufficiente a riempire il palazzetto. Il presidente del Milano, Christof Leitner, ha detto al Post che sono stati venduti finora circa 560 abbonamenti stagionali.
L’entusiasmo si è visto prima, durante e dopo l’incontro. L’arena ha un solo ingresso, ma non si sono formate lunghe code: gli spettatori hanno cominciato a riempire gli spalti molto prima dell’inizio. Alcuni, mentre legavano gli striscioni alle ringhiere, si dicevano «nervosi e ansiosi, come quando torni a casa dopo tanto tempo e ad attenderti c’è la tua famiglia». Una bancarella della Milano Hockey Crew, il principale gruppo organizzato di tifosi, vendeva sciarpe, cappelli, magliette e felpe, soprattutto per finanziare le trasferte.

Poco distante, una tifosa indossava una vecchia maglia del Saima del 1991. Quando i giocatori sono entrati sul ghiaccio, i cori si sono fatti più forti. Sventolando una sciarpa consumata, la tifosa ha detto che le veniva da piangere: «È un’atmosfera da pelle d’oca».
Com’è fatta la nuova arena
Vista dagli spalti, la Fiera Ice Arena è un tendone grigio di circa 5.000 metri quadrati, dotato di otto spogliatoi per atleti e atlete. È però facile da raggiungere: si può arrivare in metropolitana, in treno o in autobus, e ci sono numerosi parcheggi. La fermata Rho Fieramilano, capolinea nord-occidentale della linea rossa della metropolitana, si trova nelle vicinanze.
Fuori dal tendone, alcuni chioschi vendono cibo da strada e classici da stadio come hamburger, pollo fritto e hot dog. Anche i servizi sono digitali: i biglietti si acquistano solo online e ai food truck si paga esclusivamente con mezzi elettronici.
Come spesso accade alle prime partite, non tutto ha funzionato alla perfezione: durante la presentazione dei giocatori l’acustica ha creato problemi e i microfoni gracchiavano. Quattro minuti prima dell’inizio, i tifosi hanno intonato «O mia bela Madunina», come facevano un tempo.
Un avvio ambizioso
Il primo gol segnato nella Fiera Ice Arena è stato quello del 34enne attaccante Diego Kostner, uno dei giocatori più forti della nazionale italiana. È arrivato al Milano da pochi giorni, dopo essere stato ingaggiato dall’Ambrì-Piotta, squadra del competitivo campionato svizzero. Il suo acquisto rappresenta le ambizioni del club. E, nonostante la sconfitta contro l’Innsbruck, l’avvio di stagione era stato positivo: nelle otto partite precedenti, tutte in trasferta, il Milano ne aveva vinte cinque.
La storia dell’hockey milanese
Nel corso degli anni la squadra milanese ha avuto diverse incarnazioni e nomi: Saima, Vipers, Hockey Milano Rossoblu, Bears e Devils. Il periodo di maggiore successo per l’hockey in città risale ai primi anni Novanta, quando le squadre erano due: il Saima del presidente Giovanni Cabassi e i Devils di Silvio Berlusconi. Nel complesso, le varie formazioni milanesi hanno vinto 32 scudetti.
Il declino è stato graduale e costante. Nel 2023 ha chiuso il Pala Agorà, l’unico palazzetto del ghiaccio in cui si giocava a hockey, con gravi conseguenze per le poche squadre giovanili e semi-amatoriali rimaste. Una nuova attenzione per questo sport è arrivata durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026: dopo alcuni problemi e ritardi iniziali, i tornei sono stati appassionanti e l’hockey ha ricevuto molta visibilità.
In Italia si è cercato di trasformare quell’interesse in un’eredità duratura. Per molti, il Milano e la Fiera Ice Arena sono la «concreta eredità» dei Giochi per la città. Già il 10 gennaio, prima delle Olimpiadi, un raduno molto partecipato aveva mostrato che a Milano c’erano ancora tanti appassionati.
Gli impianti costruiti per le Olimpiadi
Per i Giochi erano stati costruiti due palazzetti per l’hockey. L’Arena Santa Giulia, il principale, non ha più ospitato eventi sportivi: con una capienza fino a 13.000 persone, è stata considerata troppo grande e costosa per le partite di campionato. L’altro impianto, temporaneo, era il Milano Ice Park, anch’esso alla Fiera di Rho.

La Fiera Ice Arena ne è di fatto la successora: buona parte delle attrezzature e dei materiali utilizzati per produrre il ghiaccio e allestire le tribune è stata riutilizzata, ha spiegato al Post Giovanni Bozzetti, presidente della Fondazione Fiera Milano.
La nuova arena ha iniziato l’attività con un programma ambizioso: restare aperta ogni giorno dalle 7 del mattino all’una di notte. Chiuderà a fine maggio e riaprirà il 1° ottobre 2027. «Stiamo valutando di tenerla aperta anche nei mesi estivi», se ci sarà richiesta, ha detto Bozzetti. Alla società che la gestisce sono già arrivate tante richieste da parte di squadre interessate ad allenarsi sul ghiaccio.
Le critiche e le prospettive
Il ritorno del Milano, però, non piace a tutti. Nella ICE Hockey League alcuni dirigenti hanno espresso fastidio per il modo in cui il club ha ingaggiato molti giocatori forti, facendo salire i costi e le spese per tutte le squadre. Anche i tifosi avversari ricordano alcuni comportamenti sopra le righe dei sostenitori milanesi in passato. C’è chi sostiene che a seguire l’hockey siano ultras che hanno ricevuto il DASPO nel calcio, cioè il divieto di accedere alle manifestazioni sportive.
Anche tra i tifosi del Milano c’è chi mantiene un atteggiamento prudente. Alcuni citano la situazione poco brillante della Triestina, un’altra squadra in cui ha investito Margiotta, che non sta andando particolarmente bene in Serie D, la quarta serie del calcio maschile italiano. La Fiera Ice Arena resterà comunque operativa per almeno tre anni, con la possibilità di prorogare per altri due, in attesa della costruzione di un palazzetto permanente.
Il derby con il Bolzano
Per chi segue il Milano, la squadra torna in campo già domani sera per una partita attesa: dopo oltre dieci anni si giocherà di nuovo il derby contro il Bolzano, al momento primo in classifica nella ICE Hockey League. I biglietti sono già esauriti. Dopo la sconfitta con l’Innsbruck, mentre lasciavano la Fiera Ice Arena, i tifosi si sono salutati dandosi appuntamento a pochi giorni dopo per un’altra partita: un gesto che, per molti, mancava da tempo.

