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Vespe d’epoca, il kit elettrico per tornare a circolare

A Rimini la start-up Retrokit converte i vecchi scooter Piaggio senza modificarne carrozzeria e componenti originali. Tra i protagonisti, Enrico Boldrini, che ha rimesso su strada la Vespa ereditata dal nonno.

Vespe d’epoca, il kit elettrico per tornare a circolare

«Con la Vespa si può fare tutto»: negli anni Sessanta, lo slogan raccontava la libertà promessa dallo scooter Piaggio. Oggi, però, si scontra con le restrizioni ambientali delle città italiane. I vecchi modelli a due tempi sono sempre più spesso esclusi dalle zone a traffico limitato (ZTL) e rischiano di restare inutilizzati. Una start-up di Rimini propone una soluzione: sostituire il motore a benzina con uno elettrico, conservando la carrozzeria e i componenti originali.

Una Vespa dal valore affettivo

Per molti proprietari, la Vespa non è soltanto un mezzo di trasporto. Enrico Boldrini, parrucchiere e DJ, ha ereditato dal nonno uno scooter azzurro del 1973. «Me l’ha lasciata in eredità mio nonno. Per me ha un grande valore affettivo», racconta. Con l’inasprimento delle regole sulle emissioni, la Vespa non era più pratica per gli spostamenti quotidiani: «A un certo punto è rimasta lì, in garage».

Il kit elettrico per le vecchie Vespe

Boldrini ha scoperto Retrokit a una fiera motociclistica. L’azienda trasforma le vecchie Vespe installando un motore elettrico al posto di quello originale, senza intervenire sulla carrozzeria e sugli altri componenti. Il kit può essere spedito a casa e montato da chi ha una certa manualità, spiega il fondatore Alex Leardini: «Si può assemblare da soli seguendo le nostre istruzioni, come un mobile Ikea». In alternativa, l’installazione è disponibile nell’officina dell’azienda o presso rivenditori, anche in Germania.

Negli ultimi due anni Retrokit è cresciuta e oggi vende i suoi motori elettrici in tutta Europa. Sono inoltre in corso trattative con un potenziale distributore negli Stati Uniti. Secondo Leardini, la proposta interessa soprattutto i giovani. «Il nostro concetto è il riutilizzo. È decisamente più sostenibile del riciclo. Inoltre, facciamo rivivere i vecchi ricordi dei nostri clienti».

Dalla passione all’omologazione

La nascita dell’impresa è stata tutt’altro che immediata. All’inizio Leardini modificava la propria Vespa per passione, finché si è presentato un primo cliente. «All’epoca non eravamo ancora un’azienda. Non avevamo un prototipo da mostrare. Gli ho quindi detto: “Va bene, se ti fidi di me, ti installo un motore elettrico”».

C’era però un ostacolo: il motore non era omologato e sul mercato non esisteva un prodotto simile. Leardini si è recato al ministero dei Trasporti a Roma per presentare il progetto. «Nel frattempo il nostro kit è stato collaudato e approvato. I clienti possono semplicemente recarsi alla motorizzazione e ottenere l’autorizzazione per la Vespa modificata», spiega l’ingegnere di formazione. Anche in Germania è possibile regolarizzare la trasformazione: «Il nostro kit è omologato dal TÜV», afferma Emilio Frugieri, responsabile dello sviluppo commerciale di Retrokit. Il TÜV è l’ente tedesco che si occupa, tra le altre cose, di verifiche tecniche e certificazioni.

Autonomia e servizi offerti

La batteria si ricarica con una normale presa domestica in circa quattro ore e garantisce un’autonomia di circa 85 chilometri. Oltre ai kit, Retrokit offre riparazioni, verniciature e ricambi in stile retrò.

Una Vespa elettrica è ancora originale?

Resta la domanda se una Vespa trasformata sia ancora un originale. Tra i passanti nella zona pedonale di Rimini le opinioni sono diverse. «La Vespa è un simbolo della storia culturale e dell’antropologia italiane», dice Francesco. «Modificarla significa alterarne l’aspetto originale». Nessrin Naiemi è invece favorevole: «Se così si può proteggere l’ambiente, sono assolutamente d’accordo». Per Marco Ferrari, i benefici superano le obiezioni: «Bisogna stare al passo con i tempi».

Boldrini, intanto, ha ritirato la sua Vespa azzurra dall’officina e l’ha provata su strada. Il motore elettrico ronza piano. «Non sono solo soddisfatto: sono davvero felice. Sarebbe piaciuto anche a mio nonno».

  • PublishedOttobre 11, 2026