Truffe online, l’IA abbassa le barriere: siti falsi in pochi minuti
Un’inchiesta di Bloomberg documenta la diffusione globale delle reti criminali, dalla Cambogia a Nairobi e Lagos. Secondo le stime, le perdite delle vittime arrivano a 442 miliardi di dollari.
Bastano pochi computer, una connessione a Internet e strumenti digitali economici per mettere in piedi una truffa online. L’intelligenza artificiale ha abbassato ulteriormente le barriere: oggi anche chi non sa programmare può creare in pochi minuti siti falsi e profili credibili. Nel frattempo, le reti criminali si sono allontanate dai grandi complessi sorvegliati del Sud-est asiatico e operano sempre più spesso da appartamenti, hotel e automobili. Secondo alcune stime, le perdite delle vittime superano persino il valore del commercio mondiale di cocaina.
È il quadro tracciato da un’inchiesta di Bloomberg, che documenta la crescita e la trasformazione di un’industria criminale ormai diffusa a livello globale.
Una rete criminale scoperta a Nairobi
All’inizio di luglio, la polizia ha fatto irruzione in un appartamento al 18° piano di un moderno edificio a Nairobi, capitale del Kenya. Gli agenti hanno trovato computer, telefoni cellulari e decine di passaporti cinesi e malesi. Alcuni sospettati sono riusciti a fuggire; quasi 20 cittadini cinesi sono stati invece fermati.
Secondo gli investigatori, il gruppo gestiva una falsa piattaforma di investimento rivolta a persone in Cina, Hong Kong e Malesia e riciclava il denaro attraverso banche keniane. L’operazione mostra come le reti criminali, un tempo concentrate in grandi complessi nel Sud-est asiatico, si siano adattate: oggi possono spostarsi e continuare a operare da luoghi molto più piccoli, in diverse parti del mondo.
Perdite stimate in 442 miliardi di dollari
Secondo la Global Anti-Scam Alliance, lo scorso anno le vittime di truffe in 42 Paesi hanno perso complessivamente fino a 442 miliardi di dollari. È una cifra superiore ad alcune stime del valore del commercio mondiale di cocaina. Si tratta delle perdite stimate per le vittime, non dei guadagni direttamente misurati delle organizzazioni criminali.
In un’indagine della stessa organizzazione, il 57 per cento degli adulti nel mondo ha dichiarato di essere stato preso di mira da un tentativo di truffa. Negli Stati Uniti, i danni denunciati per i reati informatici sono passati dai 17,8 milioni di dollari del 2001 a quasi 21 miliardi di dollari lo scorso anno.
«È diventato tutto così economico e semplice», ha detto a Bloomberg Sean Letz, della società statunitense di gestione dei rischi Marsh Risk. Secondo Letz, è quasi impossibile individuare e bloccare una per una tutte le nuove tecniche usate dai truffatori.
Strumenti criminali a partire da 500 dollari al mese
Una delle ragioni della diffusione di queste reti è la presenza di mercati illegali online, dove i criminali possono acquistare quasi tutto ciò che serve per organizzare una truffa. Secondo l’inchiesta di Bloomberg, gli strumenti sono disponibili a partire da 500 dollari al mese. Inviare messaggi a 10.000 indirizzi e-mail costa appena un dollaro, mentre i programmi di base per rubare dati attraverso siti web falsi possono costare meno di 100 dollari.
Su queste piattaforme si vendono dati personali rubati, profili falsi, siti web, strumenti di intelligenza artificiale per generare foto e video contraffatti e servizi per riciclare denaro.
Uno dei maggiori mercati di questo tipo era Xinbi Guarantee, una piattaforma in lingua cinese attraverso la quale sono transitati circa 24 miliardi di dollari in transazioni. A settembre le autorità statunitensi ne hanno sequestrato i canali Telegram e i portafogli di criptovalute.
La società Chainalysis ha seguito una parte dei flussi finanziari della piattaforma. Tra i pagamenti individuati figurano 834 dollari per dati personali, 9.150 dollari a un venditore di strumenti di intelligenza artificiale per creare registrazioni false e 200 dollari a un altro fornitore di strumenti di IA.
Siti falsi creati in pochi minuti
L’intelligenza artificiale rende più facile avviare una truffa anche per chi ha poche competenze tecniche. La società statunitense di cybersicurezza ZeroFox ha analizzato per Bloomberg l’uso illecito di piattaforme legittime per lo sviluppo di software e di strumenti per creare applicazioni basate sull’IA.
Sulle nove piattaforme esaminate, il numero di siti falsi individuati nei piani gratuiti per gli utenti è aumentato di oltre quattro volte in due anni, arrivando a 10.600. I truffatori imitavano banche, rivenditori e società di telecomunicazioni; tra i marchi più spesso copiati c’erano Facebook e Netflix.
«Oggi i generatori di codice basati sull’intelligenza artificiale permettono a chi non sa programmare di creare in pochi minuti una convincente pagina falsa per accedere al conto bancario e iniziare a raccogliere dati prima che qualcuno se ne accorga», si legge nell’analisi. I ricercatori avvertono che il numero di questi siti cresce rapidamente e che le barriere per entrare nel mondo criminale continuano ad abbassarsi.
Un manuale per conquistare la fiducia delle vittime
I giornalisti di Bloomberg hanno visitato anche un complesso per truffe abbandonato in Cambogia, collegato al gruppo Prince Group. Le autorità lo hanno sequestrato a gennaio. I documenti trovati sul posto descrivono i metodi usati dai truffatori.
Un documento seguiva le potenziali vittime dal primo contatto fino all’invio del denaro. Nei registri delle buste paga erano annotate le commissioni: alcuni lavoratori ricevevano l’otto per cento delle somme sottratte. Istruzioni scritte a mano consigliavano di cercare donne tra i 40 e i 50 anni nei commenti a post su beni di lusso, automobili, hotel e viaggi.
È stato trovato anche un manuale di circa 90 pagine, con capitoli su come conquistare la fiducia, fare complimenti, costruire identità false e sostenere conversazioni emotive. «Guidate il cliente passo dopo passo nella vostra trappola», si leggeva in un documento. Le istruzioni spiegavano anche come raccontare storie inventate accompagnandole con emozioni credibili.
Dalla Cambogia ad altri continenti
Lo scorso anno, sotto la pressione di Stati Uniti e Cina, le autorità cambogiane hanno avviato una vasta campagna per chiudere i centri di truffe. Ne è seguito l’esodo di circa 250.000 cittadini stranieri.
Mang Sineth, governatore della provincia di Preah Sihanouk, sostiene che sia stato eliminato il 95 per cento degli operatori illegali, ma chi monitora queste attività criminali contesta la stima. I gruppi rimasti, ha spiegato il governatore, lavorano da ristoranti, camere d’albergo e persino automobili. Anche due persone, marito e moglie, possono gestire una truffa. A volte la polizia segue i fattorini per individuare le case in cui, a tarda notte, arrivano ordini insolitamente abbondanti.
Le operazioni si stanno intanto estendendo in Africa, Sri Lanka e altre aree del mondo. Attività simili sono state scoperte anche a Dubai, in Albania e in Ucraina.
Persone reclutate con false promesse di lavoro
Dietro una parte consistente dell’industria c’è anche la tratta di esseri umani. Secondo dati finora inediti forniti dall’Interpol a Bloomberg, le nazionalità registrate tra le persone finite nei centri di truffe sono salite a 89: più di cinque volte il numero rilevato all’inizio del 2023.
Molte persone vengono attirate nei centri con la promessa di un lavoro ben retribuito e poi costrette a partecipare alle truffe. A Lagos, in Nigeria, la polizia ha scoperto alla fine del 2024 un centro di truffe online di cinque piani e ha arrestato più di 700 sospettati. Ex dipendenti hanno descritto un sistema in cui manager cinesi sorvegliavano lavoratori nigeriani. Le truffe venivano realizzate usando numeri di telefono ottenuti illegalmente e profili generati dall’intelligenza artificiale.
Meta ha rimosso 65 milioni di annunci fraudolenti
Meta ha riferito a Bloomberg di aver rimosso da Facebook e Instagram, dallo scorso anno, oltre 16 milioni di account collegati a centri criminali di truffe. Ha inoltre eliminato 65 milioni di annunci fraudolenti, il 94 per cento dei quali prima che fossero segnalati dagli utenti.
«Noi blocchiamo i loro account e loro ne aprono di nuovi. Blocchiamo i dispositivi che usano, loro se ne procurano altri e riprendono le attività molto rapidamente», ha dichiarato Nathaniel Gleicher, responsabile delle politiche di Meta per il contrasto alle truffe e la sicurezza.
In una recente operazione internazionale, a cui hanno partecipato Meta, Microsoft, Coinbase, Starlink e le autorità statunitensi e thailandesi, sono stati disattivati 1,4 milioni di account, pagine e gruppi sulle piattaforme Meta e circa 20.000 account Microsoft. La polizia thailandese ha arrestato 63 persone.
Denaro inviato entro 24 ore dal primo contatto
È cambiata anche la rapidità con cui i truffatori riescono a ottenere denaro. Le classiche truffe sentimentali e sugli investimenti richiedevano spesso settimane o mesi di messaggi per conquistare la fiducia delle vittime. Bloomberg riferisce però che oggi quasi due terzi delle persone truffate inviano denaro già entro 24 ore dal primo contatto.
Le indagini devono attraversare più Paesi, sistemi bancari e aziende tecnologiche. I criminali, invece, possono sostituire siti falsi, account e portafogli digitali nel giro di poche ore. È questa la difficoltà centrale nel contrasto all’industria: mentre le autorità chiudono una rete, i suoi membri possono crearne rapidamente un’altra, spesso in un continente completamente diverso.
