Salute e Benessere Scienze

Gatti e felicità: lo studio svela un legame inatteso

Una ricerca condotta in 93 Paesi da studiosi di Messico, Stati Uniti, Finlandia e Lettonia associa una maggiore presenza di gatti a livelli nazionali di felicità più alti.

Gatti e felicità: lo studio svela un legame inatteso

La presenza di più gatti in un Paese è associata a livelli nazionali di felicità più alti, mentre una maggiore diffusione della toxoplasmosi è collegata a livelli più bassi. È quanto emerge da uno studio internazionale condotto in 93 Paesi, che mette in relazione il benessere della popolazione non solo con l’economia e la salute, ma anche con fattori biologici ed ecologici.

Gatti, toxoplasmosi e felicità

La ricerca è stata condotta da studiosi di Messico, Stati Uniti, Finlandia e Lettonia. Oltre alla diffusione dei gatti domestici e della toxoplasmosi, i ricercatori hanno raccolto dati su reddito, spesa sanitaria, prodotto interno lordo e densità della popolazione felina. La toxoplasmosi è un’infezione che i gatti possono trasmettere agli esseri umani: nella maggior parte dei casi è innocua e non provoca sintomi, ma può causare problemi alle persone più vulnerabili ed è associata a livelli più elevati di ansia, depressione e schizofrenia.

Il legame tra un maggior numero di gatti e una maggiore felicità nazionale è coerente con le ricerche sui benefici della convivenza con gli animali domestici. Più inatteso è il dato sulla toxoplasmosi: nei Paesi con più gatti non è stata osservata una maggiore diffusione dell’infezione. Al contrario, l’associazione rilevata era inversa.

Gatto
Gatto

Il ruolo delle condizioni economiche e sanitarie

Lo studio non chiarisce le cause di questi rapporti. Gli autori ipotizzano che la presenza dei gatti e la diffusione delle infezioni possano dipendere anche dalle condizioni economiche e sanitarie. Redditi più alti e servizi di salute pubblica migliori, per esempio, potrebbero favorire la presenza di animali domestici e contribuire allo stesso tempo a contenere le infezioni.

«L’aspetto che ci interessa di più è che i risultati ottenuti mettono insieme fattori che di solito vengono studiati separatamente: ricchezza, salute, rapporti tra esseri umani e animali e malattie infettive. Il nostro studio mostra che, per capire perché alcuni gruppi di popolazione valutano il proprio benessere più positivamente, potrebbe essere necessario considerare non solo le condizioni socioeconomiche, a cui tradizionalmente si presta maggiore attenzione, ma anche i fattori biologici ed ecologici», spiegano gli autori.

Gatto
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«Forse la cosa che ci ha sorpreso di più è che nei Paesi con più gatti non è stata rilevata una maggiore diffusione della toxoplasmosi; anzi, l’associazione era inversa. Questo sottolinea un punto importante: il rapporto tra esseri umani, animali e malattie infettive non dipende soltanto dalla presenza degli animali nell’ambiente, ma anche dalle condizioni sociali, economiche e ambientali che determinano queste interazioni», aggiungono i ricercatori.

Limiti e sviluppi della ricerca

I risultati indicano che il benessere nazionale può essere associato a fattori economici e biologici, ma non dimostrano un rapporto di causa ed effetto. Gli autori sottolineano che serviranno ulteriori studi per capire i meccanismi alla base delle associazioni osservate. La ricerca è disponibile qui. pranešime

  • PublishedOttobre 11, 2026