Megacauda, il mammifero giurassico che cacciava in acqua
Il fossile è stato scoperto nella Mongolia Interna, in Cina. Grande quanto una lontra, il Megacauda sungei nuotava e si nutriva di pesci e salamandre circa 165 milioni di anni fa.
Un mammifero grande quanto una lontra, capace di nuotare e cacciare in acqua circa 165 milioni di anni fa: è il ritratto del Megacauda sungei, ricostruito grazie a fossili eccezionalmente ben conservati. La scoperta, avvenuta nella Mongolia Interna, in Cina, potrebbe offrire nuovi indizi sulle prime fasi dell’evoluzione dei mammiferi.
Un mammifero tra acqua e terra
L’animale misurava circa 50 centimetri e pesava tra 1 e 2 chilogrammi. Viveva sia in acqua sia sulla terraferma e si nutriva di pesci e salamandre. I ricercatori lo descrivono come un nuotatore probabilmente abile: «Aveva una coda piatta come quella di un castoro, cacciava le prede come una lontra e nuotava come un ornitorinco». È possibile che scavasse tane lungo le rive dei fiumi o ai margini dei laghi.
Lo studio è stato pubblicato questa settimana sulla rivista scientifica Nature. Rispetto ai grandi dinosauri del Giurassico, il Megacauda era minuscolo; tra i mammiferi del suo tempo, invece, era di dimensioni notevoli. Secondo le stime degli studiosi, era almeno il doppio degli altri esemplari.
Le caratteristiche del Megacauda
Per sfuggire ai dinosauri carnivori, potrebbe essere stato attivo di notte, all’alba o al crepuscolo. I suoi denti avevano punte leggermente rivolte verso l’interno, una forma che avrebbe aiutato a trattenere i pesci più scivolosi.
Il Megacauda apparteneva ai Docodonta, un gruppo di mammiferi che raggiunse il suo apice circa 90 milioni di anni fa e poi si estinse. I suoi membri vivevano sulla terraferma, sugli alberi o nelle tane; il nuovo fossile mostra che alcuni trascorrevano parte del tempo anche in acqua.
Le prime fasi dell’evoluzione dei mammiferi
I primi mammiferi, ancora molto primitivi, comparvero circa 225 milioni di anni fa, nel Triassico, il periodo precedente al Giurassico. Rimasero subordinati ai dinosauri fino a 66 milioni di anni fa, quando l’impatto di un asteroide segnò la fine di questi ultimi.
Fossili eccezionalmente conservati
I resti del Megacauda sono stati trovati in una roccia formata dai sedimenti di un lago. La conservazione è stata tale da lasciare persino le impronte del pelo e della pelle, consentendo agli studiosi di ricostruire con precisione il profilo dell’animale.
Come si nutriva il piccolo mammifero
Anche la struttura della gola era simile a quella dei mammiferi moderni, esseri umani compresi. «Il piccolo animale si nutriva come noi», spiega Zhe-Xi Luo, paleontologo dell’Università di Chicago e principale autore dello studio. Tra i vertebrati, i mammiferi moderni si distinguono per la capacità di masticare il cibo con una dentatura complessa e poi inghiottirlo a piccoli bocconi.
Molti altri vertebrati, invece, inghiottono il cibo in un solo boccone, talvolta ingoiando la preda intera. È il caso dei coccodrilli, che possono mangiare grandi uccelli, e dei pitoni, capaci di spalancare le fauci per inghiottire le prede. Anche un piccolo serpente può ingoiare facilmente un roditore: ha i denti, ma non può masticare.
