Tredici studenti di Gaza, vincitori di una borsa di studio per un’università belga, rischiano di non poter lasciare la Striscia. Il loro ingresso in Belgio è diventato oggetto di uno scontro politico nell’ambito dei negoziati sulla migrazione. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot, del partito Les Engagés, accusa il Movimento Riformatore (MR), liberale francofono e unico partito della maggioranza a opporsi, di aver bloccato un compromesso già raggiunto con la ministra dell’Asilo e della Migrazione Anneleen Van Bossuyt, della N-VA.
Lo scontro sui visti per gli studenti
La questione è stata affrontata all’inizio della riunione del comitato ristretto del governo federale, convocato per discutere una manovra di bilancio da 10 miliardi di euro. L’intesa sui visti avrebbe dovuto essere sottoposta al comitato, ma il MR ha chiesto ulteriori risultati concreti in materia di migrazione, riferisce Prévot in un comunicato dai toni duri.
«Il blocco è umanamente scandaloso e politicamente deplorevole», ha dichiarato il ministro. «Parliamo di 13 giovani che hanno ottenuto una borsa di studio per proseguire gli studi nelle nostre università. Il loro futuro non può essere usato come merce di scambio nei negoziati sulla migrazione».
Prévot sostiene che il MR abbia riportato la trattativa in una «logica di ricatto», che, afferma, era stata superata grazie alla collaborazione con Van Bossuyt. Il compromesso prevedeva che l’arrivo degli studenti non fosse utilizzato come pretesto per chiedere asilo o il ricongiungimento familiare, in linea con quanto dichiarato dai ragazzi e dai rettori universitari.
Il compromesso sui rimpatri
L’accordo includeva anche la creazione di una task force guidata da Van Bossuyt, incaricata di valutare come rendere più rapidi ed efficaci i rimpatri delle persone senza un regolare permesso di soggiorno. Prévot si era detto disponibile a esaminare le proposte e a sostenerne alcune, se efficaci, proporzionate e legali. Non era però disposto, ha spiegato, a garantire in anticipo il proprio appoggio a misure che riguardano migliaia di persone in cambio dei visti per 13 studenti.
Le conseguenze per i 13 studenti
«Sono sinceramente addolorato per questi 13 giovani adulti», ha aggiunto il ministro. A suo giudizio, il mancato accordo, nonostante la misura non comporti costi per lo Stato, interrompe la possibilità per gli studenti di «lasciare l’inferno di Gaza, costruirsi un futuro e contribuire poi a quello della loro regione d’origine». Prévot ha ricordato che quattro partiti avevano accettato la soluzione concordata con la ministra competente e ha criticato il MR per averla fermata.
Secondo diverse fonti, lo scontro sui visti non ha contribuito a migliorare il clima dei negoziati sul bilancio, che continuano a procedere con estrema difficoltà.
