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X2 chiude: gli scossoni della montagna russa legati a lesioni cerebrali

L’attrazione di Six Flags Magic Mountain, in California, è stata chiusa dopo oltre 10 anni di segnalazioni e due ricoveri d’urgenza in una sola settimana. L’ingegnere Jurnan Schilder spiega perché la corsa era così brusca.

X2 chiude: gli scossoni della montagna russa legati a lesioni cerebrali

Una montagna russa può rispettare tutte le norme di sicurezza e, allo stesso tempo, provocare scossoni tanto violenti da essere associati a gravi lesioni alla testa. È il caso di X2, attrazione del parco statunitense Six Flags Magic Mountain, chiusa definitivamente dopo che, nell’arco di vent’anni, più di dieci persone hanno segnalato lesioni alla testa o al cervello.

La corsa di X2 e le lesioni segnalate

X2 è particolare perché, dal 2002, i suoi vagoni non si limitano a correre sui binari: anche i sedili ruotano sul proprio asse. L’unione di velocità elevate, discese ripide e rotazioni rende la corsa particolarmente intensa. La scorsa estate, in una sola settimana, due donne sono state ricoverate con lesioni cerebrali potenzialmente letali. Entrambe hanno dovuto affrontare un intervento chirurgico d’urgenza.

Il parco ha deciso di chiudere l’attrazione, pur sostenendo che rispettasse tutte le norme di sicurezza e fosse sottoposta a controlli quotidiani. Jurnan Schilder, docente di ingegneria meccanica all’Università di Twente, nei Paesi Bassi, l’ha provata tre anni fa. Conosciuto come il «professore delle montagne russe», ha raccontato la sua esperienza al programma «De wereld van Sofie», trasmesso da Radio 1.

«L’ho trovata una corsa piuttosto violenta», ha detto. «È incredibilmente scossonata. Ti ritrovi continuamente la testa che sbatte. Quando sono sceso, ho dovuto sedermi su una panchina per un quarto d’ora per riprendermi».

Perché la corsa è così brusca

Secondo Schilder, una parte del problema dipende dalle tecniche di costruzione usate all’inizio degli anni Duemila: i binari sono meno fluidi di quelli delle attrazioni moderne e il meccanismo che fa ruotare i sedili ha un certo gioco. «Il vagone già vibra un po’ e, in più, la rotazione dei sedili è a scatti. È questa combinazione a rendere così brusca proprio questa attrazione. Gli scossoni potrebbero spiegare perché alcuni visitatori abbiano riportato lesioni cerebrali dopo averla provata», ha spiegato.

Per descrivere il movimento, Schilder invita a immaginare una capriola in avanti e all’indietro, ma non fluida: «Durante la rotazione, è come se la testa sbattesse continuamente contro il poggiatesta». Gli scossoni ripetuti possono avere conseguenze soprattutto per chi ha meno controllo della testa e del collo.

Come vengono controllate le montagne russe

Ma come può un’attrazione con rischi potenziali superare i test di sicurezza? Schilder osserva che i controlli si concentrano soprattutto sulle cosiddette forze G, cioè le forze che agiscono sul corpo durante, per esempio, un giro della morte, una curva o una discesa ripida. Si verifica che restino entro i limiti consentiti e che il comportamento delle montagne russe corrisponda a quello previsto dai progettisti.

Le vibrazioni e i movimenti bruschi, invece, ricevono meno attenzione. Durante le misurazioni, gli scossoni brevi e intensi vengono filtrati dai dati per valutare meglio le accelerazioni più ampie. Si svolgono test specifici sugli scossoni a cui è sottoposta la testa durante la corsa? «La risposta breve è: in realtà no», ha risposto Schilder. Questo, ha precisato, non significa necessariamente che le norme attuali siano inadeguate.

Le tecniche moderne e le segnalazioni dei visitatori

Le montagne russe moderne, ha aggiunto, sono costruite con molta più precisione rispetto a vent’anni fa. Le macchine piegatrici a controllo computerizzato permettono di realizzare binari più fluidi e di definire con maggiore accuratezza i movimenti dell’attrazione. «Mi sembra molto improbabile che oggi si aprano ancora montagne russe così violente e brusche come questa. Di fatto, non succede più», ha affermato.

Schilder ritiene comunque che i parchi debbano prendere sul serio le segnalazioni dei visitatori: il rispetto delle norme tecniche non dovrebbe diventare un motivo per ignorare i problemi di salute. «Se hai montagne russe così brusche e ricevi continuamente lamentele da parte di persone che, per esempio, hanno un disturbo semplice come il mal di testa, ma sei anche al corrente di casi più gravi, devi intervenire».

Il docente si è detto sorpreso che l’attrazione sia rimasta aperta così a lungo. A suo giudizio, una ristrutturazione approfondita avrebbe potuto rappresentare un’alternativa alla chiusura definitiva: «Si potrebbero anche sostituire le parti più brusche del percorso con nuovi tratti realizzati usando tecniche di produzione più moderne».

  • PublishedOttobre 11, 2026