Economia Europa

Bilancio UE, aiuti internazionali tagliati del 17%

La bozza irlandese per il bilancio 2028-2034 è stata presentata nell’Unione europea. I 27 Paesi discuteranno il piano la prossima settimana a Bruxelles.

Bilancio UE, aiuti internazionali tagliati del 17%

La nuova proposta per il bilancio dell’Unione europea riduce di 140 miliardi di euro il piano iniziale, ma distribuisce i tagli in modo molto diverso tra i settori. Gli aiuti internazionali subirebbero la sforbiciata maggiore, mentre agricoltura e fondi regionali sarebbero colpiti solo in misura limitata.

La proposta irlandese per il bilancio UE

La bozza, presentata sabato dall’Irlanda, che detiene la presidenza di turno dell’UE, punta ad avvicinare le posizioni dei 27 Paesi sul bilancio per il periodo 2028-2034. Il piano iniziale della Commissione europea ammontava a quasi 2.000 miliardi di euro, mentre la Germania chiede una riduzione più consistente.

Berlino guida un gruppo formato da Austria, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Svezia, favorevole a tagli per diverse centinaia di miliardi. La Francia, seconda economia dell’Unione e contributore netto al bilancio — versa cioè più di quanto riceva — sostiene invece che servano risorse adeguate per affrontare le sfide future.

I tagli ai diversi settori

Calcolata sui prezzi del 2025, la bozza irlandese prevede una riduzione del 17 per cento per gli aiuti internazionali. Agricoltura e fondi per lo sviluppo regionale, considerati settori particolarmente sensibili, sarebbero invece tra i meno penalizzati: i tagli alla spesa si fermerebbero al 3 per cento.

La proposta ridurrebbe inoltre di circa il 13 per cento i fondi destinati a rafforzare la competitività economica europea e del 12 per cento il bilancio dell’amministrazione dell’UE. Nonostante i tagli, il nuovo bilancio resterebbe nettamente superiore a quello precedente, pari a circa 1.200 miliardi di euro.

I prossimi passi dei negoziati

I leader dei 27 Paesi si riuniranno la prossima settimana a Bruxelles per discutere il piano. L’obiettivo è raggiungere un accordo entro la fine dell’anno, possibilmente prima di Natale: un rinvio potrebbe far slittare i negoziati a un anno elettorale particolarmente intenso.

A preoccupare è anche il possibile effetto di eventuali vittorie degli euroscettici in Francia e in altri Paesi sui futuri accordi.

  • PublishedOttobre 11, 2026