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Rientro dallo spazio, Sophie Adenot: «Le lacrime seguono la gravità»

L’astronauta francese ha parlato a Colonia, in Germania, dopo l’ammaraggio della capsula Dragon al largo della California. Ha raccontato le emozioni della missione e la difficoltà di riabituarsi alla gravità.

Rientro dallo spazio, Sophie Adenot: «Le lacrime seguono la gravità»

Dopo oltre 27 ore di viaggio e il rientro dallo spazio, Sophie Adenot ha raccontato di aver attraversato «l’intero spettro delle emozioni umane». L’astronauta francese ha parlato per la prima volta in pubblico sabato 10 ottobre, a Colonia, in Germania, due giorni dopo l’ammaraggio al largo della California. Appena atterrata in Europa, ha ammesso con un sorriso che le era ancora difficile stare in piedi: «Ero in orbita intorno alla Terra e ora mi ritrovo con i piedi per terra».

Il rientro in Europa

L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha spiegato che Adenot aveva trascorso a Houston un periodo di riposo più lungo, per prepararsi a «l’ultima e anche la più lunga tappa del suo viaggio di ritorno in Europa». «Non ho potuto affrontare il volo transatlantico prima di essermi stabilizzata», ha detto l’astronauta, assistita da due medici dell’ESA, David Kim e Bimba Hoyer.

Le emozioni della missione

Adenot ha descritto la missione come «piena di gioia», senza tacere i momenti più difficili. Il suo intervento è stato interrotto più volte dalle lacrime. «Ora le lacrime seguono la gravità, non ci ero più abituata», ha scherzato. «Sono partita per lo spazio piena di sogni e sono tornata piena di gratitudine», ha aggiunto, rendendo omaggio a «questo senso di unità tra le persone che hanno deciso di essere unite».

Da 400 chilometri dalla Terra, ha osservato, non si vedono «divisioni, né confini», ma «solo un pianeta prezioso che condividiamo tutti».

L’ammaraggio della capsula Dragon

Adenot era ammarata giovedì al largo della California dopo il viaggio a bordo della capsula Dragon. Gli ultimi minuti di volo avevano riservato un’ulteriore scarica di emozioni a lei e agli altri membri dell’equipaggio: gli statunitensi Jessica Meir e Jack Hathaway e il russo Andreï Fediaïev. La capsula ha attraversato l’atmosfera ad altissima velocità, rallentando poi grazie a potenti paracadute, mentre le comunicazioni erano interrotte.

  • PublishedOttobre 11, 2026