Le riserve strategiche di sciroppo d’acero del Canada, uniche al mondo e pensate per compensare i raccolti scarsi, sono quasi vuote. La corsa agli acquisti negli Stati Uniti, alimentata dalla guerra dei dazi di Donald Trump, ha spinto il settore ad attingervi più del previsto.
Riserve quasi esaurite
Al massimo della capacità, le scorte contenevano 218.000 barili, circa 60.000 tonnellate: l’equivalente di 53 piscine olimpioniche piene di sciroppo. I barili sono distribuiti in diversi magazzini del Québec, la provincia canadese da cui proviene il 90 per cento della produzione nazionale. Ma la domanda statunitense è stata così forte che, secondo Luc Goulet, presidente della federazione di settore Quebec Maple Syrup Producers, le riserve sono ormai praticamente esaurite. Entro la fine di febbraio sarà venduta anche l’ultima goccia.
Il peso del mercato statunitense
Il Canada è il maggiore produttore mondiale di sciroppo d’acero e rappresenta tre quarti della produzione globale. Due terzi dello sciroppo canadese vengono esportati negli Stati Uniti, dove il prodotto è un ingrediente tradizionale: si versa su pancake e toast oppure si usa per dolcificare marinate e condimenti. Per il Canada è una risorsa economica importante: l’anno scorso il settore ha generato ricavi per circa 840 milioni di dollari canadesi, pari a 534 milioni di euro.
Dazi e corsa agli acquisti
L’anno scorso Trump ha imposto dazi del 25 per cento sullo sciroppo d’acero canadese. Poiché gran parte del costo ricade sui consumatori americani, una bottiglia standard negli Stati Uniti rischiava di rincarare di 4 dollari, circa 3,57 euro. Molti hanno reagito facendo scorta: la domanda è aumentata rapidamente, mentre la produzione canadese non era pronta a soddisfarla. Le riserve, create per far fronte alle annate di scarso raccolto, sono così servite anche a contenere gli effetti della politica commerciale statunitense. La vicenda si inserisce nella più ampia disputa sui dazi tra Stati Uniti e Canada.
Le prospettive per le scorte
Per ricostituirle, il Canada dovrà sperare in alcuni anni di raccolti abbondanti. Le previsioni, però, sono difficili in un settore molto esposto alle condizioni meteorologiche e climatiche. Negli ultimi anni è aumentata costantemente la capacità produttiva, cioè il numero di rubinetti installati sugli aceri. Secondo la stampa statunitense, potrebbe comunque non essere sufficiente: il settore cresce rapidamente, ma la domanda aumenta ancora più in fretta della produzione.
Fonte: vrt.be
