Un servizio postale che continua a consegnare pacchi anche nelle zone di guerra, raggiunge gli ucraini in 17 Paesi dell’Unione europea e ha trasportato 255 milioni di spedizioni in appena sei mesi: è la crescita di Nova Poshta, la società privata ucraina diventata una rete essenziale dentro e fuori dal Paese dopo l’invasione russa del 2022.
«Siamo gli ultimi a lasciare una zona di guerra e i primi a tornare nei territori riconquistati», dice con orgoglio Dennis Bazilevych, rappresentante di Nova Global, la società madre di Nova Poshta. L’azienda esiste da 25 anni, ma ha conosciuto un forte sviluppo soprattutto dopo l’attacco russo su vasta scala.
Consegne rapide in Europa
Dal primo giorno di guerra, Nova Poshta ha seguito gli ucraini anche in Europa. Le spedizioni arrivano a destinazione in pochi giorni: un pacco inviato da Charkiv a Vienna, per esempio, ha impiegato appena due giorni. Il fatturato annuo supera il miliardo di euro, ma è il volume delle consegne a colpire Bazilevych, che controlla i dati aggiornati sul cellulare: «255 milioni di pacchi nel primo semestre del 2026».
A rendere possibile il servizio sono l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, i robot e il coordinamento con le normative dell’UE. Le lettere di vettura digitali sono la norma e i tempi di attesa alle frontiere sono quasi inesistenti.
Una rete con il sostegno della comunità
Nova Poshta coinvolge anche la società civile: gli ucraini, in particolare quelli che vivono all’estero, possono diventare partner aprendo un punto postale in un negozio o mettendo a disposizione la propria auto per il trasporto.
A Vienna, nel quartiere di Kaisermühlen, oltre il Danubio e il Donaukanal, uno sportello della società si trova in un negozio di alimentari ucraini. A gestirlo è Anastassia, 25 anni, arrivata nella capitale austriaca per studiare prima dell’invasione su vasta scala del febbraio 2022. Oggi lavora per Nova Poshta per mantenersi.
Le testimonianze dei clienti
Anche Julia e Sergej, una coppia ucraina, apprezzano la rapidità del servizio. «Ci vogliono due o tre giorni per spedire un pacco nella zona di guerra in Ucraina o riceverlo da lì», racconta Sergej. Per Julia, le poste tedesche e austriache sono invece «care e lente». Sergej, che fa il marinaio, ricorda di aver spedito una volta il proprio passaporto da Rotterdam a Vienna: il documento, destinato alla moglie, non arrivò mai e andò perso.
I danni causati dagli attacchi russi
Il lavoro della società è reso più difficile dagli attacchi russi alle infrastrutture civili ucraine, intensificatisi dall’estate scorsa. A giugno è stato distrutto uno dei terminal più grandi e moderni di Nova Poshta, riferisce Bazilevych. Le filiali e i magazzini dell’azienda sono stati colpiti più volte, anche nella regione di Kiev, alla fine di settembre 2026.
In Ucraina diverse imprese si sono organizzate per resistere meglio alle condizioni di guerra. Oltre a Nova Poshta, sotto l’egida di Nova Global operano anche Nova Energy e Nova Pay.
Fonte: srf.ch
