La morte di Pengo Bossio Wangi, 26 anni, ucciso in un attentato definito terroristico e razzista, ha spinto centinaia di persone a scendere in strada per ricordarlo e manifestare contro l’odio. La marcia silenziosa si è svolta domenica 25 ottobre ad Aubervilliers, nella Seine-Saint-Denis, ed è stata organizzata dal club di MMA, lo sport da combattimento in cui si allenava il giovane.
Il ricordo di Pengo
Prima della partenza, il sindaco di Aubervilliers, Sofiane Karoumi, ha rivolto un pensiero alla famiglia e a chi aveva conosciuto il giovane. «Di fronte a chi vuole odiarci, il nostro pensiero va a Pengo, alla sua famiglia, che saluto, ai suoi cari e a tutte le persone che, da vicino o da lontano, hanno incrociato il suo cammino», ha dichiarato.
Dopo un minuto di silenzio, il corteo si è mosso con partecipanti di ogni età e provenienza, uniti per denunciare il razzismo. L’emozione era evidente: tra le lacrime, amici e familiari hanno ricordato Pengo. Thibault, che frequentava il suo stesso club, lo ha descritto come «una persona allegra, sorridente, sempre pronta ad aiutare gli altri».
«Ci sostenevamo a vicenda, nel nostro gruppo avevamo un legame molto fraterno. Pengo era uno che piaceva a tutti. Noi siamo qui per lui, davvero per lui. Al di là dei messaggi politici e di questo genere di cose, vogliamo davvero onorare la sua memoria», ha aggiunto Thibault.
La marcia contro il razzismo
In testa alla marcia c’erano Karoumi, il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko e Stéphane Chaufourier, responsabile della Atch Academy, il club di MMA frequentato da Pengo e promotore dell’iniziativa. Uno striscione riportava il messaggio: «Resterai per sempre nei nostri cuori».
Lungo il percorso alcuni passanti si sono uniti ai manifestanti. Tra loro c’era Nawel, 26 anni, che portava un cartello con la scritta «Il razzismo uccide». «Sono francese, ho origini maghrebine, ma non c’è motivo che vengano a ucciderci così. Certo che sono francese, amo la Repubblica e amo la Francia», ha detto.

Nawel ha poi ricordato che nell’attentato è stata colpita anche una bambina di 12 anni: «Perché una bambina? Perché? Non abbiamo parole».
Le iniziative contro il razzismo
La manifestazione si è conclusa con un altro minuto di silenzio e un applauso. Nei giorni successivi sono state organizzate altre iniziative contro il razzismo in diverse zone della Francia.
Secondo quanto riferito da franceinfo, la custodia cautelare del sospettato dell’attentato di Trappes, negli Yvelines, era stata sospesa per consentire un periodo di osservazione psichiatrica, che avrebbe potuto durare 48 ore.
Fonte: franceinfo.fr
