Belemnite, scoperta una specie dal rostro eccezionalmente largo
I 2 fossili di Wyoteuthis linsterorum sono stati trovati in Wyoming, negli Stati Uniti. Il paleontologo Bill Wahl ha contribuito a riconoscere la forma insolita del rostro.
Un belemnite giurassico aveva un rostro così largo e tondeggiante da essere descritto dai paleontologi come una delle forme più tozze mai conosciute nel suo gruppo. La specie, finora sconosciuta, è stata identificata grazie a due fossili recuperati in Wyoming, negli Stati Uniti, dal fondale di un antico mare interno.
Una nuova specie di belemnite
Chiamata Wyoteuthis linsterorum, è l’unica specie finora attribuita al genere Wyoteuthis. Il nome rende omaggio a Cliff Linster, esperto collezionista di fossili che scoprì uno dei reperti e morì all’inizio di quest’anno. La descrizione scientifica è stata pubblicata sulla rivista Papers in Palaeontology.

Ippolitov et al., Papers in Palaeontology, 2026
Le caratteristiche dei belemniti
Wyoteuthis appartiene ai belemniti, un ordine estinto di cefalopodi diffuso durante il Giurassico e imparentato con polpi e calamari. Come i calamari attuali, questi animali avevano dieci appendici, ma possedevano anche una conchiglia interna conica. Una parte era composta da aragonite, lo stesso minerale presente nell’osso di seppia, leggero e spugnoso, che si può trovare sulle spiagge. Il rostro, un’altra parte della struttura interna, era invece formato da calcite.

Jessica Lippincott
Un rostro eccezionalmente largo
I rostri calcarei dei belemniti sono comuni nella Formazione di Sundance, in Wyoming, e in altri giacimenti fossili del mondo: la loro abbondanza testimonia quanto questi animali fossero diffusi nei mari giurassici. I fossili di Wyoteuthis risalgono a circa 160 milioni di anni fa. La forma del suo rostro, però, non ha precedenti tra i belemniti osservati dagli esperti. Il paleontologo Bill Wahl, che ha trascorso gran parte della carriera a cercare fossili in Wyoming, ha detto che la specie «saltava subito all’occhio».
La maggior parte dei rostri di belemnite trovati nello Stato misura circa 50–100 millimetri di lunghezza e 10–20 millimetri di larghezza. «Con un diametro che raggiunge circa 60 mm nella parte anteriore, questi rostri sono i più spessi finora conosciuti tra i belemniti», scrive l’esperto Alexey Ippolitov insieme ai colleghi.
Dimensioni e rarità della specie
Gli esemplari di Wyoteuthis sono parzialmente danneggiati, ma i ricercatori stimano che il rostro fosse lungo circa 160–175 millimetri. «In altre parole, Wyoteuthis era un calamaro “tozzo”, ma piuttosto corto», osserva il gruppo di ricerca. Le stime basate sui metodi oggi utilizzati per ricostruire la lunghezza complessiva dei belemniti, braccia comprese, indicano che l’animale misurava circa 55–60 centimetri, dalla punta del mantello all’estremità delle appendici. Gli studiosi precisano tuttavia che «le dimensioni del rostro non indicano automaticamente che l’animale fosse grande o occupasse una posizione elevata nella piramide trofica».
La rarità della specie potrebbe essere legata a una nicchia ecologica molto specifica: forse Wyoteuthis era selettivo nella scelta delle prede o dell’habitat. «Wyoteuthis linsterorum è un belemnite tozzo e insolito, rinvenuto solo di rado nel membro Redwater Shale della Formazione di Sundance», scrivono i ricercatori.
Un possibile sopravvissuto evolutivo
La specie apparteneva alla famiglia dei Megateuthididae, che comprende Megateuthis, il belemnite più grande conosciuto. Questo gruppo prosperò dopo l’estinzione del Toarciano, un periodo in cui gli oceani persero enormi quantità di ossigeno. In condizioni simili possono avvantaggiarsi gli organismi più capaci di resistere ai cambiamenti, una caratteristica per cui i cefalopodi sono particolarmente noti.
Nel Giurassico medio, tuttavia, la maggior parte delle linee evolutive dei Megateuthididae si estinse e fu soppiantata da altri belemniti. Wyoteuthis potrebbe essere, secondo i ricercatori, «un sopravvissuto corpulento di una linea evolutiva altrimenti scomparsa negli abissi del tempo geologico».

Jessica Lippincott
Fonte: sciencealert.com
