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Lazio prima in classifica, ma l’Olimpico resta quasi vuoto

A Roma i tifosi boicottano le partite casalinghe per chiedere le dimissioni del presidente Claudio Lotito, nonostante il miglior avvio di campionato nella storia del club.

Lazio prima in classifica, ma l’Olimpico resta quasi vuoto

Sei vittorie nelle prime sette giornate e il primato in classifica non sono bastati a riempire lo stadio. La Lazio sta vivendo il miglior avvio di campionato della propria storia, ma gioca in casa davanti a spalti quasi vuoti. A svuotare l’Olimpico di Roma non è la sfiducia nei calciatori o nell’allenatore Gennaro Gattuso, bensì il boicottaggio dei tifosi contro il presidente e proprietario del club, Claudio Lotito.

La protesta contro Lotito

La protesta, che va avanti da mesi, ha un obiettivo preciso: chiedere le dimissioni di Lotito. I sostenitori dicono di voler continuare a stare accanto alla squadra, ma di non voler più appoggiare l’attuale dirigenza. I numeri mostrano la portata della contestazione: gli abbonati, che la scorsa stagione erano quasi 30 mila, quest’anno sono scesi a circa 4.500, il dato più basso da quando Lotito ha rilevato la società, nel 2004.

I gruppi organizzati della Curva Nord avevano annunciato già in estate che non avrebbero comprato abbonamenti né assistito alle partite casalinghe, con l’eccezione dei derby cittadini contro la Roma. Avevano però precisato che avrebbero continuato a seguire la Lazio in trasferta. La differenza si vede sugli spalti: l’Olimpico resta semivuoto, mentre i settori riservati ai tifosi ospiti nelle partite giocate dalla Lazio fuori casa sono regolarmente esauriti.

In alcune occasioni, prima delle gare interne, i sostenitori si sono radunati e hanno accompagnato il pullman della squadra verso lo stadio, per poi non entrare. È accaduto anche prima della partita di ieri sera contro il Parma. La frattura tra Lotito e la tifoseria dura da anni, ma in questa stagione è arrivata al punto più alto.

Le ragioni del malcontento

I contestatori accusano il presidente di investire troppo poco nella squadra, di aver ceduto giocatori importanti, di non avere ambizione e di gestire il club in modo insoddisfacente. Tra le ragioni della rabbia c’è anche l’assenza della Lazio dalle competizioni europee per due stagioni consecutive. A peggiorare il malcontento è stato il divieto di tesserare nuovi giocatori durante la sessione estiva di mercato dello scorso anno, imposto per il mancato rispetto dei criteri finanziari della Federcalcio italiana.

Lotito, alla guida del club da 22 anni, considera la stabilità finanziaria uno dei principali risultati della sua gestione. I tifosi, invece, ritengono che sotto la sua presidenza la Lazio abbia perso ambizione e si sia allontanata dalla propria base di sostenitori. A gennaio è stata avviata anche una petizione online contro il presidente, sottoscritta da oltre 45 mila persone. Nel testo, i tifosi hanno scritto che Lotito, nel corso degli anni, ha tolto loro il diritto di sognare grandi successi.

La richiesta di tregua

I risultati della squadra non hanno finora modificato la posizione dei contestatori. Di recente il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha chiesto pubblicamente ai tifosi di sospendere per un periodo il boicottaggio. «Vivo il fatto che l’Olimpico sia vuoto come una sconfitta. È un grande peso per me, qualcosa che non mi fa dormire. Voglio tendere una mano per la riconciliazione e il buon senso. Concordiamo una tregua, poi ognuno resti sulle proprie posizioni», ha dichiarato.

La risposta dei gruppi organizzati è arrivata quasi subito: «Non abbiamo nulla su cui concordare una tregua. Non si tratta di due punti di vista diversi. I tifosi non vogliono più questo presidente. Non può esserci una tregua con qualcuno che non vogliamo più», hanno affermato i loro rappresentanti. I tifosi hanno ribadito di essere entusiasti del primo posto e di volere che la squadra continui a vincere, ma hanno precisato che la protesta non dipende dai risultati sportivi.

Gattuso e l’Olimpico vuoto

Gattuso si trova così in una situazione insolita: la sua Lazio supera le aspettative e lotta per le prime posizioni in Serie A, ma affronta le partite casalinghe senza il sostegno della maggior parte dei propri tifosi.

Fonte: index.hr

  • Pubblicato25 Ottobre 2026