Michael Douglas svela i tradimenti e le dipendenze nei memoir
Nella sua autobiografia, l’attore ripercorre la vita a Hollywood, dalla relazione con Kathleen Turner all’uso di droghe, fino al matrimonio con Catherine Zeta-Jones.
Dopo oltre mezzo secolo a Hollywood, Michael Douglas ha scelto di raccontare senza filtri le proprie relazioni, le dipendenze e il modo in cui venivano girate le scene intime prima dell’arrivo di professionisti incaricati di tutelare gli attori. Nei suoi nuovi memoir, l’attore, oggi 82enne, rivela di aver tradito la prima moglie con la collega Kathleen Turner, di aver fatto uso di cocaina con O. J. Simpson e di frequentare contemporaneamente cinque donne quando conobbe la seconda moglie, Catherine Zeta-Jones.
L’attrice gallese, sposata con Douglas da 26 anni, ha ricevuto una copia dell’autobiografia, One Helluva Ride, poco prima della pubblicazione. Lui è convinto che i racconti di vicende avvenute molto prima del loro incontro non la turberanno. «È successo tutto, come mi piace dire, “prima di Catherine”. Ci sono 25 anni di differenza tra noi», ha detto ridendo. «Perciò non mi sento in colpa. Credo che lei lo capisca».
Un racconto senza filtri
La schiettezza del racconto contrasta con l’attenzione con cui oggi molte celebrità curano la propria immagine pubblica e scelgono le parole. In una lunga intervista sulla sua vita, Douglas ricorda anche un’epoca in cui sui set non esistevano coordinatori per le scene intime e racconta che alcune attrici si fidavano di lui al punto da permettergli di toccare loro il seno durante le riprese. Ammette inoltre che, da giovane, decise di trasferirsi sulla costa occidentale dopo aver visto la fotografia di «due ragazze in costume da bagno a due pezzi».
Dagli studi alla fama
Douglas è figlio della leggenda del cinema Kirk Douglas e dell’attrice Diana Dill. I genitori divorziarono quando lui aveva cinque anni; cresciuto a New York con la madre, si iscrisse poi all’Università della California a Santa Barbara. All’epoca, racconta, era più interessato agli appuntamenti che alla recitazione. Scelse di studiare teatro solo dopo aver vissuto «da hippie» negli anni Sessanta.
«Non sapevo cosa scegliere. Mia madre era un’attrice, anche mio padre, quindi mi sembrava la strada più facile. Così scelsi teatro e cominciai. Non avevo mai recitato prima», ha raccontato. Al suo primo spettacolo era molto nervoso e il padre gli disse che era stato «terribile». Douglas pensa che Kirk fosse in realtà sollevato: non voleva che il figlio diventasse attore.
Michael, però, continuò. Nel 1972 raggiunse la notorietà con la serie Le strade di San Francisco e in seguito si affermò anche come produttore. Quattro anni dopo vinse l’Oscar per Qualcuno volò sul nido del cuculo. Nel 1977 sposò Diandra Luker, dopo una relazione breve. Il tradimento con Kathleen Turner risale alle riprese di All’inseguimento della pietra verde, nel 1983.
Le relazioni prima di Catherine
«Ho chiesto a Diandra di sposarmi, credo, 30 giorni dopo averla conosciuta. Non c’è bisogno di dire che avevamo molto da recuperare», ha ammesso. «Era una donna bellissima. Ne ero affascinato, ma non sapeva nulla di Hollywood, mentre io ero già immerso nel mondo dell’alcol e della droga. Lei non ne aveva idea, e questo ci ha creato dei problemi. Per esempio, c’è stata la relazione con Kathleen Turner. In quel periodo Diandra e io eravamo separati, ma è successo comunque».
Per anni si era parlato di una relazione tra Douglas e Turner, con cui recitò anche in Il gioiello del Nilo (1985) e La guerra dei Roses (1989). L’attore l’ha confermata nei memoir, dice, dopo aver ottenuto il consenso della collega. Ebbe inoltre una relazione con Diane Thomas, sceneggiatrice di All’inseguimento della pietra verde, morta in un incidente a bordo della Porsche che lui le aveva comprato, e con Jeanne Tripplehorn, sua collega in Basic Instinct.
Le scene intime sui set
Le scene di sesso particolarmente realistiche di Basic Instinct, thriller del 1992, alimentarono anche le voci di una relazione con Sharon Stone, che però non ci fu. All’epoca, sui set non lavoravano coordinatori per le scene intime. «Giravamo alla vecchia maniera. C’è una tecnica per girare le scene di sesso al cinema. Non è facile fare cose come coprire il corpo della partner mentre sei sopra di lei», ha spiegato Douglas.
«La cosa più importante in scene del genere è la fiducia. Finché la mia partner si fida di me… Naturalmente, anch’io mi fido di lei, ma è come un ballo in cui sei tu a guidare. Se pianifichi tutto con calma: un bacio, un altro bacio, ti guardo. “Posso toccarti il seno?” “Sì.” “Va bene, ti tocco il seno.” Un bacio, un altro bacio. È un processo, in realtà è come coreografare una scena di lotta».
La dipendenza e il rapporto con il figlio
La dipendenza dalla droga, iniziata già durante gli anni universitari, si aggravò negli anni Ottanta, quando Douglas era ormai una grande star. «Il problema con l’alcol e la droga è che pensi di non avere un problema finché ti presenti regolarmente al lavoro», ha detto. «Per molti di noi la carriera era la cosa più importante. Per me, di sicuro».
Durante le riprese di Wall Street, il regista Oliver Stone entrò nel suo camerino e gli chiese se facesse uso di droghe. Douglas rispose di no. «Perché sembri uno che non ha mai recitato», replicò Stone. In seguito si scoprì che il regista voleva provocarlo per spingerlo a un’interpretazione più intensa. Douglas vinse l’Oscar come miglior attore nel 1988: suo padre Kirk non aveva mai ottenuto quel premio.
A poco a poco, Douglas si rese conto che il suo comportamento poteva influire sul figlio Cameron, oggi 47enne, finito in carcere nel 2010 per spaccio di droga. «Non è una bella immagine. Ti chiedi quanto fosse giovane quando mi vedeva in quelle condizioni e che influenza abbia avuto su di lui», ha raccontato. «Ma la realtà è che esiste un gene, il gene della propensione al rischio. Ci sono famiglie a cui piace correre rischi, e a volte finisce male».
La riabilitazione e il matrimonio
Nel 1992, su consiglio di un amico, Douglas si rivolse a un centro di riabilitazione. La scelta non salvò il matrimonio: Diandra chiese il divorzio tre anni dopo. All’inizio del 1999 l’attore conobbe Catherine Zeta-Jones. Prima di rendere pubblica la loro relazione, telefonò ad altre cinque donne per chiudere i rapporti. La loro storia è stata raccontata anche nell’articolo Michael Douglas: la separazione che riaccese l’amore.
Douglas e Zeta-Jones si sposarono nel novembre del 2000 e hanno due figli, Dylan, 26 anni, e Carys, 23. Dopo essere uscito di prigione, Cameron ha superato la dipendenza e oggi ha due figli. «Cameron ha attraversato un periodo molto difficile. Ora è alle spalle. Mi ha regalato due splendidi nipoti», ha detto l’attore.
La famiglia dopo la diagnosi
La relazione con Catherine lo ha aiutato a rallentare, ma Douglas attribuisce alla diagnosi di un tumore alla gola al quarto stadio, nel 2010, il cambiamento che lo ha reso un uomo di famiglia. In un primo momento i medici non individuarono la malattia; dovette quindi affrontare sette settimane di radioterapia e chemioterapia. «La carriera non era più la cosa più importante. La mia famiglia è diventata la cosa più importante. È ancora così, 16 anni dopo aver saputo per la prima volta della diagnosi», ha raccontato.
L’attore continua a sottoporsi a controlli regolari. Dopo una pausa dedicata alla scrittura del libro, è tornato a recitare e all’inizio di quest’anno ha concluso le riprese del prossimo film di Oliver Stone, White Lies.
La tradizione di famiglia
Kirk Douglas è vissuto fino a 103 anni e Diana Dill fino a 92. Anche i tre figli di Michael portano avanti la tradizione di famiglia e fanno gli attori. «Sono orgoglioso di poter dire che tutti e tre i miei figli fanno gli attori. E sono bravi. Mi sento come mio padre, che scuoteva la testa e si chiedeva: “Volete davvero farlo?”. Ma loro lo vogliono. E sapete, si supera tutto. Le avversità non mancano mai. Per questo ho dato al libro proprio questo titolo», ha concluso.
Fonte: index.hr
