Supernova del 1181: i filamenti sono fatti di grumi di gas
Le nuove immagini di Pa 30, nella costellazione di Cassiopea, sono state ottenute con il telescopio Gemini North alle Hawaii. Lo studio è guidato dall’astronomo Timothy Cunningham dell’Università di Warwick.
Una supernova osservata con una precisione rara: la sua comparsa fu registrata dagli astronomi medievali in una settimana ben precisa. Nuove immagini mostrano che i filamenti del resto dell’esplosione sono composti da minuscoli grumi di gas, anziché da flussi uniformi di materia.
Le nuove immagini di Pa 30
L’oggetto, chiamato Pa 30 e ritenuto il residuo della supernova SN 1181, si trova a circa 7.500 anni luce dalla Terra, nella costellazione di Cassiopea. Le immagini più nitide mai ottenute sono state realizzate con il telescopio Gemini North, sul Mauna Kea, alle Hawaii. Rivelano circa dieci volte più strutture filamentose di quante ne fossero state osservate in precedenza.
La supernova registrata nel 1181
SN 1181 prende il nome dall’anno in cui astronomi in Cina e in Giappone registrarono la comparsa di una «stella ospite», visibile a occhio nudo. Otto testi giunti fino a noi collocano l’apparizione tra il 4 e il 6 agosto del 1181. L’oggetto rimase visibile per 185 giorni.
«È raro poter osservare con un livello di dettaglio simile una supernova che possiamo datare a una settimana precisa della storia», ha dichiarato Timothy Cunningham, professore associato di astronomia e astrofisica all’Università di Warwick, nel Regno Unito, che ha guidato il gruppo internazionale autore dello studio.
SN 1181 è una delle sole cinque supernovae della Via Lattea di cui si sa che furono osservate dalla Terra prima dell’invenzione del telescopio, comparso per la prima volta nei Paesi Bassi nel 1608. Oggi gli strumenti più avanzati permettono di studiare con grande dettaglio i resti di queste esplosioni storiche.
Filamenti composti da grumi di gas
«Queste immagini ci offrono la visione più nitida mai ottenuta della struttura di Pa 30, che non è quella che ci aspettavamo», ha detto Cunningham. «I filamenti sono formati da catene di minuscoli grumi, anziché da strisce uniformi. Questo ci permette di porre nuovi vincoli sulla natura dello spazio attorno alla stella prima dell’esplosione e sui processi fisici che hanno modellato i detriti in espansione».
I grumi potrebbero essersi formati a causa di differenze di temperatura o densità nella materia che circondava la stella, mentre i detriti dell’esplosione si allontanavano. I risultati sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal.
La stella sopravvissuta al centro del resto
Pa 30 presenta anche una caratteristica insolita: quasi esattamente al centro del resto si trova una stella sopravvissuta. È un fenomeno raro, perché di norma un’esplosione di supernova sposta le stelle dalla loro posizione originaria. Per i ricercatori, la presenza della stella al centro suggerisce che l’esplosione iniziale fosse altamente simmetrica.
Pa 30 e le supernovae di tipo Iax
Si ritiene inoltre che Pa 30 sia una supernova di tipo Iax. A differenza delle più comuni supernovae di tipo Ia, che distruggono le stelle, le Iax sono esplosioni meno energetiche e incomplete di nane bianche, capaci di lasciare un residuo chiamato «stella zombie». Pa 30 è l’unica supernova di tipo Iax mai individuata.
Fonte: livescience.com
