Riciclo dei pannolini: Copenaghen punta a recuperare il 90% dei materiali
La capitale danese ha avviato la raccolta separata vicino a condomini e asili nido, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti di 5.000 tonnellate in 2 anni. In Svizzera, invece, il riciclo resta frenato da costi e difficoltà tecniche.
A Copenaghen i pannolini usati non finiranno più direttamente nell’inceneritore: la capitale danese ha avviato la raccolta separata per recuperarne i materiali. Lunedì sono stati installati i primi bidoni vicino ai condomini e agli asili nido, a disposizione di genitori e personale educativo. Da febbraio il servizio sarà esteso anche alle case di riposo. Le autorità puntano a riciclare circa il 90 per cento dei componenti e a ridurre di 5.000 tonnellate i rifiuti nei prossimi due anni.
Quanti pannolini si consumano
La sfida è rilevante anche per la quantità di pannolini usa e getta che si consuma. In Svizzera ne vengono gettati un milione al giorno e rappresentano il 10 per cento dei rifiuti domestici. «Se si mettessero in fila tutti questi pannolini, si coprirebbe la distanza tra Zurigo e Milano», osserva Pascal Lago, redattore economico della radiotelevisione pubblica svizzera SRF, che ha approfondito il tema. Un bambino piccolo usa in media 5.000 pannolini prima di imparare a servirsi del WC.
In Svizzera il 95 per cento dei pannolini è usa e getta; quelli di stoffa costituiscono il 3 per cento, mentre altre alternative, come i pannolini compostabili, restano soluzioni di nicchia. I 5.000 pannolini utilizzati da un bambino equivalgono a circa una tonnellata di rifiuti e costano ai genitori 3.500 franchi per figlio.
Quali materiali si possono recuperare
Ma che cosa si può recuperare? «Un pannolino è un composto di plastica e cellulosa», spiega Anne Zeck, chimica che ha studiato le possibilità di riciclo all’Istituto di scienze naturali e medicina dell’Università di Tubinga. Dalla plastica si potrebbero ottenere, in ultima analisi, petrolio greggio e nuova plastica; dalla cellulosa, una soluzione zuccherina o persino biogas.
Costi e difficoltà del riciclo
Dal punto di vista tecnico, riciclare i pannolini sarebbe possibile anche in Svizzera, afferma Lago. Nel Paese, però, non ci sono impianti dedicati. Il processo è complesso e costoso: i pannolini contengono materiali diversi, che devono essere separati, trasportati e stoccati, oltre che ripuliti dagli escrementi. Tutte queste operazioni richiedono energia e infrastrutture, rendendo difficile anche valutare l’impatto ambientale complessivo. Sul piano economico, inoltre, il riciclo non sembra conveniente.
Le esperienze all’estero
Le esperienze all’estero mostrano le difficoltà. Nel 2011 l’azienda Knowaste aprì nel Regno Unito un impianto per riciclare pannolini, ma lo chiuse due anni dopo. La motivazione ufficiale fu che la sede non rispondeva più alle esigenze future dell’impresa, che da allora non ha aperto un altro impianto. Anche in Italia è stato realizzato un impianto dimostrativo, ma, secondo Lago, progetti di questo tipo non sono ancora andati oltre la fase pilota.
Il podcast di SRF
La notizia è stata approfondita da SRF nel podcast «News Plus», che ogni giorno feriale alle 16 propone un tema in 15 minuti, con analisi e contributi di corrispondenti ed esperti. È possibile inviare domande e spunti via e-mail a newsplus@srf.ch o con un messaggio vocale al numero 076 320 10 37.
Fonte: srf.ch
