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Orsi polari e porte aperte: la vita estrema alle Svalbard

A Longyearbyen, capoluogo delle Svalbard norvegesi, la criminalità è quasi assente, ma fuori dal centro gli orsi polari impongono precauzioni. Il giornalista François Mazure racconta perché si sceglie di vivere nell’Artico.

Orsi polari e porte aperte: la vita estrema alle Svalbard

A Longyearbyen si può uscire a passeggiare alle tre del mattino con la luce del giorno, mentre in inverno la neve può superare il metro e il buio dura 24 ore su 24. Eppure, in questa località artica, la vita quotidiana è segnata anche da porte lasciate aperte e dalla necessità di portare armi quando ci si allontana dal centro abitato.

Vivere nell’Artico

Longyearbyen è il capoluogo amministrativo delle Svalbard, un arcipelago norvegese nell’Artico, e un’antica città mineraria dove l’estrazione del carbone è proseguita fino a poco tempo fa. Perché scegliere di vivere in un luogo così remoto e inospitale, dove la notte polare può favorire la depressione? Il giornalista François Mazure, di Un Monde à Part, individua tre motivi principali.

Ricerca scientifica e riserva di semi

Il primo motivo è la ricerca scientifica. La vicinanza al Polo Nord ha favorito la presenza di un’università specializzata nelle regioni polari, di diversi centri di ricerca e di una delle stazioni satellitari più straordinarie al mondo.

Un’altra ragione è la Svalbard Global Seed Vault, una riserva mondiale di semi scavata nella montagna, a diverse centinaia di metri di profondità. È pensata come una sorta di deposito di sicurezza: nell’eventualità di una catastrofe naturale di enormi proporzioni o di guerre mondiali che distruggessero le altre riserve del pianeta, i semi conservati potrebbero servire a riprendere le coltivazioni e tornare a una vita quasi normale.

Il turismo e la fauna artica

C’è poi il turismo, che attira chi vuole esplorare l’Artico. Tra paesaggi spettacolari, escursioni e crociere, è possibile osservare una fauna selvatica ricca: balene, renne — simili a quelle associate nell’immaginario alle slitte di Babbo Natale e visibili anche in città —, volpi artiche e beluga.

Porte aperte e orsi polari

L’isolamento, lontano dai conflitti del resto del mondo, ha anche un effetto insolito sulla vita quotidiana: la criminalità è assente. «Dato che non c’è criminalità, si vedono cose che da noi non si vedono più. La gente lascia le porte di casa aperte, con le chiavi nella serratura. Anche le auto restano aperte, per lo stesso motivo», racconta Mazure.

Ma le porte aperte non dipendono soltanto dalla mancanza di furti. A volte gli orsi polari, animali affascinanti ma molto pericolosi, si avvicinano alla città: in caso di attacco, avere un rifugio a portata di mano può essere decisivo. «Se l’orso è dentro, allora lo chiudiamo dentro e lo lasciamo lì», spiega Mazure.

Per gli abitanti è obbligatorio seguire un corso per imparare a sparare; inoltre, quando si esce dalla città, bisogna essere armati. Anche i turisti che vogliono fare un’escursione fuori dall’area abitata devono essere accompagnati da una guida armata. «Perché, purtroppo, se dovessimo incontrare un orso polare, o lui o noi. Speriamo che non sia lui, anzi, che non sia né lui né noi», dice Mazure.

Un’esperienza di vita estrema

Chi si trasferisce a Longyearbyen, aggiunge il giornalista, è spesso attratto proprio dalle condizioni estreme: «È quello che cerca. Vuole vivere un’esperienza. La maggior parte delle persone non ci resta per tutta la vita, ma ci vive per due, tre, cinque, dieci, a volte quindici anni».

Gli effetti dei cambiamenti climatici

Gli abitanti sono anche testimoni diretti dei cambiamenti climatici: vedono il ghiaccio ritirarsi e sciogliersi, le temperature cambiare e la pioggia arrivare. Per la prima volta, racconta Mazure, durante l’estate appena trascorsa in alcuni momenti ha fatto così caldo da poter uscire senza giacca. A Longyearbyen, infatti, di solito ci si veste pesante sia d’estate sia d’inverno.

La puntata integrale della rubrica è disponibile nel podcast di Tendances Première.

Fonte: rtbf.be

  • PubblicatoOttobre 22, 2026