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Gas, il Regno Unito autorizza il giacimento di Jackdaw

Il progetto nel Mare del Nord è sostenuto dal governo di Andy Burnham per rafforzare la sicurezza energetica. Gli attivisti contestano la scelta e avvertono che nuove estrazioni sono incompatibili con gli obiettivi climatici.

Gas, il Regno Unito autorizza il giacimento di Jackdaw

Un nuovo giacimento di gas nel Mare del Nord entrerà in produzione mentre il Regno Unito cerca di conciliare la sicurezza energetica con gli obiettivi climatici. Il governo sostiene che il gas di Jackdaw servirà a riscaldare milioni di abitazioni e aziende, ma gli attivisti avvertono che sfruttare nuove riserve è incompatibile con la transizione verso emissioni nette zero.

Il progetto Jackdaw e la sicurezza energetica

L’autorizzazione all’estrazione è stata annunciata questa mattina dal governo britannico guidato da Andy Burnham. Secondo una nota ufficiale, il progetto aumenterà la produzione nazionale, rafforzerà l’indipendenza energetica e tutelerà centinaia di posti di lavoro. Il contributo complessivo all’economia è stimato in 2,9 miliardi di sterline, pari a 3,4 miliardi di euro.

Burnham ha dichiarato che il primo gas potrebbe essere utilizzato già alla fine di questo mese. «In un momento in cui le persone stanno davvero attraversando difficoltà», ha detto, riferendosi alla crisi in Medio Oriente, «è giusto valutare in modo responsabile come sfruttare al meglio le riserve energetiche esistenti in Gran Bretagna, soprattutto se possono offrire una soluzione».

Le proteste contro i nuovi giacimenti

Oltre a Jackdaw, il governo sta esaminando la possibilità di autorizzare Rosebank, un altro progetto nel Mare del Nord, questa volta relativo a un giacimento petrolifero. Il petrolio estratto, tuttavia, sarebbe destinato all’esportazione e non al consumo nel Regno Unito. Le prospettive di sviluppo dei due giacimenti hanno provocato rabbia e delusione tra gli attivisti per il clima, che nelle ultime settimane hanno protestato più volte.

Secondo i gruppi ambientalisti, aprire nuovi giacimenti di petrolio e gas mette a rischio gli impegni climatici britannici. «È in gioco la credibilità climatica del Labour», ha affermato Tessa Khan, responsabile del gruppo di attivisti Uplift. «Nuovi giacimenti di petrolio e gas sono incompatibili con regole climatiche sicure».

Obiettivi climatici e bollette

Il Regno Unito punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e a ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra del 68 per cento rispetto ai livelli del 1990. Gli attivisti contestano anche i vantaggi economici del progetto: a loro giudizio, i costi sanitari continueranno a crescere se il Paese resterà dipendente dai combustibili fossili. Inoltre, sostengono, la produzione di Jackdaw sarà troppo limitata per abbassare le bollette.

La ministra britannica dell’Energia, Miatta Fahnbulleh, ha confermato che il progetto «non farà scendere i prezzi del gas e dell’elettricità questo inverno». Ha però respinto l’idea che il governo abbia abbandonato gli obiettivi climatici. «La decisione contribuirà a ridurre al minimo il ricorso del Regno Unito a combustibili importati, che comportano emissioni più elevate, mentre proseguiamo la transizione verso le energie rinnovabili e il nucleare», ha dichiarato. «Restiamo determinati a interrompere il rilascio di nuove licenze per petrolio e gas e a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050».

Le licenze già autorizzate

Il Labour sostiene che l’autorizzazione non contraddica le promesse elettorali: il partito si era impegnato a non concedere nuove licenze per trivellazioni o sfruttamento di combustibili fossili nel Mare del Nord o altrove, ma a portare avanti i progetti già autorizzati. Jackdaw aveva ottenuto la licenza nel 2022, mentre quella per Rosebank è arrivata nel 2023.

Un fondo per le energie verdi

Fahnbulleh ha inoltre annunciato la creazione di un nuovo fondo per il clima. Almeno 2 miliardi di sterline di entrate provenienti dal settore petrolifero e del gas saranno destinati a investimenti nelle energie verdi e alla neutralità climatica del Regno Unito. L’obiettivo è investire nel lungo periodo una quota maggiore dei proventi delle risorse energetiche britanniche, sostenere la transizione verde e creare un patrimonio nazionale sostenibile per le generazioni future.

Fonte: vrt.be

  • PubblicatoOttobre 22, 2026