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Fecondazione in vitro, fino a 5.000 franchi alle coppie

Dal 2027 il Comune di Onsernone, in Ticino, introdurrà il contributo per sostenere le coppie che ricorrono alla procreazione assistita. Il consigliere comunale Nadir Cortesi lo inserisce in un pacchetto per attirare nuovi residenti.

Fecondazione in vitro, fino a 5.000 franchi alle coppie

Dal 2027 il Comune di Onsernone, nella valle omonima a ovest di Locarno, introdurrà un contributo fino a 5.000 franchi per le coppie che ricorrono alla fecondazione in vitro. L’iniziativa potrebbe rappresentare una novità in Svizzera, dove, a differenza di quanto avviene in molti Paesi vicini, le casse malati non coprono i costi della fecondazione assistita.

Un aiuto alle coppie

«Non tutti hanno 10.000 franchi pronti da un giorno all’altro, e senza alcuna garanzia di successo», osserva Nadir Cortesi, consigliere comunale di Onsernone, che difende l’iniziativa: «Non è un espediente pubblicitario, ma un segnale chiaro». In Svizzera circa una coppia su cinque deve affrontare problemi di fertilità. Con l’“Assegno Vita”, il Comune vuole sostenere le famiglie e manifestare solidarietà.

Un pacchetto per attirare nuovi residenti

Il contributo fa parte di un pacchetto più ampio, pensato per attirare nuovi residenti e contenere il costo della vita. Chi si trasferirà nella valle potrà ricevere un aiuto per le spese di trasloco. Sono previsti anche corsi di lingua per favorire l’integrazione e agevolazioni per gli abbonamenti ai trasporti pubblici, la legna da ardere e i pellet.

L’obiettivo indicato da Cortesi è attirare ogni anno una o due nuove famiglie, anche per garantire nel tempo la sopravvivenza della scuola del paese, che oggi ha tredici alunni. La valle conta ormai circa 600 abitanti.

Il sostegno alla fecondazione non basta

Tobias Luthe, professore di sistemi rigenerativi al Politecnico federale di Zurigo, studia da oltre dieci anni lo spopolamento delle regioni alpine. Definisce il pacchetto comunale «notevolmente ampio», ma invita a non considerare il sostegno alla fecondazione in vitro una soluzione al declino demografico: «Il sostegno alla procreazione medicalmente assistita può essere molto prezioso per singole famiglie. Per la resilienza demografica a lungo termine di una valle, tuttavia, resta un elemento isolato all’interno di un sistema molto più ampio».

La sfida degli alloggi vuoti

Secondo Luthe, la priorità è progettare una valle in cui persone di più generazioni possano vivere bene e stabilmente, senza inseguire obiettivi di crescita puramente quantitativi. Uno dei nodi principali è la disponibilità di abitazioni: circa il 77 per cento degli alloggi sono seconde case e molti restano vuoti per gran parte dell’anno. Eppure, chi vorrebbe trasferirsi fatica a trovare una sistemazione adatta. Spesso queste abitazioni sono difficili da riscaldare e non risultano quindi vivibili tutto l’anno.

«Servono modelli di utilizzo flessibili», afferma Luthe. Al posto di piani direttori rigidi, propone «piccoli progetti pilota coraggiosi» e luoghi di incontro riconoscibili, capaci di aiutare una località orientata al turismo a tornare gradualmente a essere anche un luogo in cui vivere.

Un luogo di incontro a Loco

Uno spazio di questo tipo è già attivo a Loco, nella Casa Schira, edificio polivalente dove residenti, ospiti delle case di vacanza e nuovi arrivati possono condividere un’area di coworking, sale comuni e corsi.

L’amministrazione comunale spera di arrestare lo spopolamento. «Dobbiamo innescare una dinamica positiva, che riporti tutto in vita», dice Cortesi.

Fonte: srf.ch

  • PubblicatoOttobre 22, 2026