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Falene scambiate per pioggia: gli sciami ingannano i radar

Il fenomeno è stato osservato nel Nuovo Galles del Sud, soprattutto nei dintorni di Sydney. Protagoniste sono le falene bogong, che migrano in massa attraverso l’Australia.

Falene scambiate per pioggia: gli sciami ingannano i radar

Milioni di falene possono trasformare le mappe meteorologiche in apparenti scenari di pioggia: i radar rilevano i loro sciami e li mostrano come vaste aree di precipitazioni, anche quando al suolo non cade una goccia. È quanto sta accadendo nelle ultime settimane nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, soprattutto nei dintorni di Sydney, secondo quanto riferisce il Guardian.

Le falene scambiate per pioggia

I meteorologi ritengono che i segnali anomali possano essere causati dalle falene bogong, nome con cui in Australia è conosciuta la specie Agrotis infusa. La parola deriva da bugung, che nella lingua del popolo aborigeno Dhudhuroa significa «falena marrone».

I radar meteorologici individuano le precipitazioni inviando impulsi radio che rimbalzano sulle gocce d’acqua, sui fiocchi di neve o sulla grandine. Quando l’aria è attraversata da sciami molto numerosi, però, le onde possono riflettersi anche sui corpi e sulle ali degli insetti. Sulle mappe, il risultato può assomigliare a una nuvola di pioggia.

L’Ufficio meteorologico australiano ha confermato che grandi sciami di falene possono produrre questo effetto. Gli esperti, tuttavia, non attribuiscono ancora agli insetti tutti i segnali insoliti: anche fenomeni atmosferici, come le inversioni termiche, possono generare rilevazioni simili.

Non sarebbe la prima volta che le bogong vengono scambiate per precipitazioni. Secondo i ricordi dei meteorologi, durante i Giochi olimpici di Sydney del 2000 enormi sciami, attratti dalle luci intense degli stadi, furono interpretati come pioggia.

La migrazione delle falene bogong

Ogni anno queste falene percorrono centinaia di chilometri. In primavera lasciano le pianure dell’Australia orientale e si dirigono verso le Alpi australiane, dove trascorrono i mesi più caldi in grotte fresche e nelle fessure delle rocce. In autunno compiono il viaggio di ritorno. Durante la migrazione gli insetti possono essere così numerosi da formare vere e proprie nuvole nel cielo.

I radar per seguire gli sciami

Le rilevazioni radar potrebbero offrire agli scienziati un nuovo modo per seguire gli spostamenti delle falene. Finora ricostruire le rotte delle bogong era difficile: i ricercatori hanno marcato singoli esemplari, raccolto testimonianze oculari e consultato articoli di giornale. I radar, invece, potrebbero permettere di osservare interi sciami. Tecnologie analoghe sono già impiegate per monitorare gli spostamenti degli uccelli e delle volpi volanti, grandi pipistrelli appartenenti alla famiglia degli pteropodidi.

Una popolazione ancora a rischio

La presenza di un gran numero di bogong è stata accolta con particolare sollievo dai ricercatori, perché negli anni precedenti la popolazione era diminuita drasticamente. Nel 2021 la specie è stata inserita nella Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura tra quelle a rischio di estinzione.

Tra le principali minacce c’è il cambiamento climatico, che mette a rischio gli habitat estivi delle falene nelle Alpi australiane. Gli sciami osservati in questo periodo alimentano la speranza degli scienziati, ma non dimostrano ancora che la popolazione si sia ripresa del tutto.

Fonte: nashaniva.com

  • PubblicatoOttobre 22, 2026