Oltre 420.000 e-mail e quasi 50.000 documenti interni, per un totale di 280 gigabyte, sono stati sottratti e diffusi dopo un attacco informatico contro l’AfD, il partito tedesco di estrema destra. I messaggi, che includerebbero contenuti razzisti e antisemiti, potrebbero riaccendere in Germania il dibattito sulla possibilità di mettere al bando la formazione.
L’attacco informatico all’AfD
A rendere noto l’attacco è stata la stessa AfD. «Nel settembre 2026 si è verificato un attacco informatico contro uno dei provider di hosting del nostro partito. A quanto pare, senza autorizzazione, sono state copiate parti di un numero limitato di caselle di posta elettronica. La maggior parte non era più in uso da anni», si legge in una nota.
Pur riguardando un numero limitato di caselle, la fuga comprende una grande quantità di materiale. Gli hacker avrebbero avuto accesso, tra l’altro, alla corrispondenza via e-mail con Alice Weidel, presidente nazionale del partito, e con altri esponenti di alto livello.
Le e-mail diffuse e le verifiche
L’AfD sta indagando sull’accaduto insieme a esperti informatici e giornalisti. I dati diffusi sono consultabili anche attraverso un link che circola in rete, ma non è ancora stato possibile verificare l’autenticità di tutte le e-mail. L’analisi dei messaggi richiede tempo e, per esaminarli, viene utilizzato anche uno strumento di intelligenza artificiale.
«Se le sintesi che ne risultano sono corrette, emergono comunque alcune dichiarazioni sorprendenti», ha raccontato Chiem Balduk, corrispondente dalla Germania, alla trasmissione De Ochtend di VRT NWS, su Radio 1.
Secondo il settimanale tedesco Stern , in una delle e-mail un membro dell’AfD definisce l’ex cancelliera Angela Merkel un «mostro sporco». Altri messaggi conterrebbero con regolarità affermazioni razziste e antisemite. Una comunicazione riferirebbe inoltre che un membro del partito a Bottrop, città della Renania Settentrionale-Vestfalia, avrebbe offerto bandiere con la svastica e droga a un banchetto informativo. In un’altra e-mail, un presidente locale avrebbe inviato un biglietto di Natale con una svastica e il saluto nazista «Heil Hitler».
Il dibattito sul divieto del partito
Non è ancora chiaro che cosa emergerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, né quali conseguenze avrà la diffusione dei dati. Balduk ritiene però che la vicenda possa riportare al centro il confronto su un eventuale divieto dell’AfD.
In Germania la discussione è in corso da tempo: sempre più politici e cittadini sostengono che il partito debba essere messo al bando, perché, a loro giudizio, si sta radicalizzando. In cinque Länder, gli Stati federati tedeschi, i servizi segreti classificano già l’AfD come «certamente di estrema destra». Tra questi c’è la Sassonia-Anhalt, dove alle elezioni regionali di settembre il partito ha ottenuto il 43,8 per cento dei voti, sfiorando la maggioranza assoluta.
«Nel dibattito su un divieto è importante distinguere tra ciò che il partito scrive nei suoi programmi e ciò che pensa davvero e discute al proprio interno», ha spiegato Balduk. «Questo è un documento molto ampio, che può dare un contributo importante al dibattito.»
Fonte: vrt.be
