Accampamento romano e villaggio nemico: le tracce di un incendio
La scoperta è avvenuta nel nord della Spagna, accanto a un insediamento cantabro dell’età del Ferro. Gli archeologi indagano sul ruolo dei Romani nella sua distruzione.
Un accampamento romano costruito accanto a un insediamento nemico conserva tracce di armi, calzature militari e di un incendio che potrebbe aver cancellato parte della comunità conquistata. Il ritrovamento offre nuovi indizi su come Roma condusse la guerra contro i Cantabri durante l’espansione dell’Impero nella penisola iberica.
Il campo fortificato romano
Il campo fortificato, individuato durante scavi svolti all’inizio di quest’anno nel nord della Spagna, si trova a circa 500 metri da un insediamento dell’età del Ferro abitato dai Cantabri, un insieme di tribù celtiche stanziate tra i monti Cantabrici. Secondo una dichiarazione tradotta diffusa dai ricercatori, la struttura comprende una piattaforma di terra larga circa 12 metri, circondata da un muro perimetrale in pietra spesso circa 1,5 metri.
L’accampamento risale alle guerre cantabriche, combattute nel I secolo a.C. dall’esercito romano guidato dall’imperatore Augusto. I Cantabri resistettero per un decennio, prima di essere sconfitti nel 19 a.C. La loro sconfitta pose fine al controllo locale e portò la penisola iberica sotto il dominio romano.

«Non è facile trovare in queste condizioni un accampamento associato a un forte collinare», ha dichiarato nella nota Eduardo González Gómez de Agüero, archeologo dell’Università di León e co-direttore degli scavi.
Armi e tracce di un incendio
Tra i reperti recuperati figurano frammenti metallici di armi e piccoli chiodi di ferro, chiamati hobnails, inseriti nelle suole dei sandali militari di cuoio per migliorare la presa su terreni rocciosi e fangosi. Secondo la dichiarazione, questi oggetti indicano che i soldati romani erano pronti ad attaccare e sottomettere l’insediamento.
Gli archeologi hanno anche rilevato le tracce di un grande incendio che distrusse gran parte del villaggio preromano, compresi due templi. González Gómez de Agüero ha ipotizzato che siano stati i Romani ad appiccare deliberatamente il fuoco durante la conquista.
«Non si tratta solo di sconfiggere il nemico, ma di umiliarlo, cancellarne l’identità e spezzare il suo legame con la terra», ha affermato l’archeologo nella nota.
Le indagini sulla conquista romana
I ricercatori stanno cercando di stabilire quando avvenne l’attacco finale contro i Cantabri e se l’insediamento fu distrutto in un solo episodio o in più fasi. In precedenza, un altro gruppo di ricerca aveva individuato 66 accampamenti romani nella Spagna settentrionale, mostrando l’ampiezza delle operazioni militari contro le tribù. La nuova scoperta aiuta a ricostruire la portata e la distribuzione della campagna romana per il controllo della penisola iberica.
«È un passo importante per capire come fu condotta la conquista sul versante cantabrico di León, un’area in cui era necessario mettere in relazione gli accampamenti romani con gli insediamenti dell’età del Ferro», ha dichiarato nella nota Carlos Fernández Rodríguez, archeologo dell’Università di León.
Fonte: livescience.com
