Una banca italiana potrebbe arrivare a controllare uno dei principali istituti tedeschi senza superare formalmente la soglia del 50% del capitale. È la strategia di UniCredit per Commerzbank, dopo il via libera della Banca centrale europea all’aumento della propria partecipazione da oltre il 30% al 48%, secondo quanto riferito da Reuters. Entro la fine dell’anno, l’istituto guidato da Andrea Orcel dovrebbe così disporre di circa il 50% dei diritti di voto.
La strategia di UniCredit per Commerzbank
UniCredit è presente in Germania dal 2005, quando acquistò la banca bavarese HVB. Da oltre due anni ha iniziato a comprare azioni di Commerzbank, nonostante l’opposizione della banca tedesca e del governo. Orcel ha mantenuto la propria linea, assumendosi rischi finanziari, legali e normativi considerevoli.
Le resistenze alle fusioni bancarie in Europa
La vicenda mette in luce uno degli ostacoli alla creazione di un mercato bancario unico in Europa: i governi tendono a difendere gli istituti nazionali, anche perché la crisi finanziaria del 2008 ha mostrato le conseguenze che può avere il fallimento di grandi gruppi bancari internazionali. Le banche, inoltre, sono considerate strategiche. Il governo tedesco teme che, dopo un’acquisizione, gli interessi economici locali possano finire in secondo piano.
Il nodo della soglia del 50%
L’operazione avrebbe potuto coinvolgere anche una banca polacca. Se UniCredit avesse portato la propria quota in Commerzbank oltre il 50%, avrebbe potuto essere obbligata ad acquisire anche mBank, posseduta in larga parte dall’istituto tedesco, rendendo l’operazione più costosa. Restando sotto quella soglia, Orcel ha comunque raccolto abbastanza azioni da poter controllare la maggior parte delle decisioni dell’assemblea degli azionisti di Commerzbank.
I possibili vantaggi delle fusioni transfrontaliere
Secondo la Banca centrale europea, le fusioni tra banche di Paesi diversi comportano rischi, ma possono anche rendere gli istituti più efficienti e competitivi, per esempio nei confronti dei grandi gruppi statunitensi. Potrebbero inoltre agevolare i flussi di capitali all’interno dell’Unione europea e ridurre la dipendenza delle banche dall’andamento economico e dalle difficoltà dei singoli Paesi.
La presenza di Commerzbank in Ungheria
La presenza di Commerzbank nell’Europa centrale è già cambiata negli ultimi anni. Nel 2022 la banca austriaca Erste ha acquistato la filiale ungherese di Commerzbank, che offre servizi soltanto alle imprese. L’istituto tedesco aveva deciso nel 2021 di ritirarsi da alcuni mercati internazionali, tra cui l’Ungheria, dove era presente da quasi 30 anni, per razionalizzare la propria rete. Dopo l’acquisizione, la quota di Erste nel mercato dei prestiti alle imprese è salita oltre il 10%.
UniCredit e il mercato ungherese
Anche UniCredit opera in Ungheria: vi è arrivata nel 2007 attraverso HVB, la banca tedesca acquistata nel 2005. Due anni dopo quell’acquisizione, la filiale ungherese di HVB era stata ribattezzata UniCredit. Da allora l’istituto è diventato un operatore importante soprattutto nei servizi alle imprese e nel finanziamento di progetti, pur avendo anche una significativa clientela privata.
