Tunisia, proteste tra libertà politiche e costo della vita
La manifestazione si è svolta nel centro di Tunisi, con sindacati, organizzazioni civili e familiari di oppositori detenuti. I partecipanti hanno chiesto la liberazione dei prigionieri politici e denunciato le difficoltà economiche.
Libertà politiche e difficoltà economiche si sono intrecciate nelle proteste di Tunisi, dove i manifestanti hanno chiesto la liberazione dei detenuti politici e denunciato il costo della vita. Sui cartelli si leggevano frasi come «Non c’è democrazia senza libertà» e «Non c’è dignità con la povertà». Dal corteo si levava anche lo slogan: «O regime del fallimento, la soluzione è la tua uscita».
La manifestazione nel centro di Tunisi
La manifestazione ha attraversato il centro della capitale tunisina sotto un massiccio dispositivo di polizia. Diversi accessi sono stati chiusi al traffico e ai pedoni. A promuovere la partecipazione, oltre al sindacato UGTT, sono state varie organizzazioni, tra cui il Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (SNJT) e l’Organizzazione tunisina dei giovani medici.
In piazza c’erano sindacalisti, esponenti politici, rappresentanti della società civile e familiari di oppositori detenuti. «Chiediamo il rispetto delle libertà fondamentali e, soprattutto, la liberazione dei prigionieri politici», ha dichiarato all’agenzia AFP Sihem Bensedrine, una delle manifestanti.
Diritti e difficoltà economiche
Le proteste si inseriscono in un clima di crescente preoccupazione per i diritti e le libertà in Tunisia, considerata la culla della Primavera araba. L’opposizione e la società civile denunciano un arretramento iniziato dopo il colpo di Stato del 25 luglio 2021, quando il presidente Kais Saied ha assunto pieni poteri. Molti cittadini segnalano inoltre la perdita di potere d’acquisto, tra prezzi in aumento e difficoltà economiche persistenti.
Karim Majeri, dipendente pubblico di 32 anni, ha raccontato di sentirsi «soffocato dall’ingiustizia, dall’oppressione e dal costo elevato della vita». «Abbiamo il diritto di vivere con dignità. La politica attuale non riesce a dare garanzie ai giovani e la corruzione blocca tutto», ha aggiunto Mayssa Batikh, studentessa di odontoiatria di 21 anni.
