La preparazione all’inverno, mentre gli attacchi russi colpiscono le infrastrutture energetiche ucraine, ha spinto centinaia di persone a chiedere le dimissioni del sindaco di Kiev, Vitali Kliciko. La protesta si è svolta sabato nel centro della capitale, davanti al consiglio comunale, ed è durata oltre due ore.
Le richieste dei manifestanti
I manifestanti hanno scandito «Kiev senza Kliciko» e mostrato cartelli con scritte come «Dove sono i rifugi?», «Dimettiti» e «12 anni di irresponsabilità». Altri hanno invitato il sindaco a «lasciare Kiev», riprendendo contro di lui il consiglio dato di recente ai residenti: valutare un trasferimento in vista di un inverno rigido.
Le critiche ai preparativi per l’inverno
Secondo The Kyiv Independent, le contestazioni riguardavano sia l’insufficienza dei preparativi per la stagione fredda sia la gestione della città. Le autorità faticano a garantire ai residenti un accesso costante ai servizi di base e condizioni adeguate nei rifugi, mentre gli attacchi alle infrastrutture critiche aumentano i rischi per la popolazione.
«Riteniamo che le dimissioni di Kliciko potrebbero lanciare un segnale positivo non solo a Kiev, ma in tutta l’Ucraina, mostrando che i leader delle città devono adempiere ai propri doveri», ha dichiarato a The Kyiv Independent Oleksii Hromov, attivista dell’ONG «Movimento sociale», che ha coorganizzato la protesta.
Le critiche di Zelenski e le possibilità di rimozione
Kliciko è sindaco da oltre 12 anni. Anche il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha criticato i preparativi di Kiev per l’inverno, sostenendo che altre città sono molto meglio attrezzate. Nonostante la crescente frustrazione dell’opinione pubblica, la rimozione del sindaco resta improbabile: secondo la testata ucraina, la complessa struttura di governo della città limita le possibilità di destituirlo durante la guerra.
