Arrendersi all’invasione russa non fermerebbe la guerra e potrebbe aprire la strada a nuove avanzate di Mosca in Europa. Lo ha dichiarato venerdì sera il premier lussemburghese Luc Frieden ai giornalisti, al termine del vertice dell’Unione europea, ribadendo il sostegno del Lussemburgo agli sforzi della Commissione europea per aiutare l’Ucraina.
Il sostegno all’Ucraina
«Arrendersi o cedere non può essere la soluzione. Se lo facciamo, vince l’aggressore russo», ha detto Frieden. «E il presidente Putin, se posso dirlo, non punta “solo” a due province. Vuole invadere tutta l’Ucraina. E se dovesse vincere, partiamo dal presupposto che la Russia proseguirebbe la sua avanzata in altri luoghi d’Europa».
Oltre all’assistenza militare e finanziaria a Kiev, i leader europei intendono aumentare la pressione sulla Russia. Pur senza introdurre un divieto formale, hanno concordato di non rilasciare visti turistici per l’Europa ai cittadini russi, oppure di limitarne il rilascio il più possibile. Frieden ha confermato questa linea e ha detto che ne parlerà con il ministro degli Esteri lussemburghese, Xavier Bettel.
Nessun accordo sulla migrazione
Al vertice si è discusso anche di migrazione, ma i capi di Stato e di governo non hanno raggiunto un accordo. «Non abbiamo adottato conclusioni su questo dossier, anche in parte perché il testo conteneva formulazioni che non rispecchiano i valori fondamentali in cui crediamo in Europa», ha spiegato Frieden.
Il premier ha contestato l’idea di attribuire alla migrazione problemi di natura diversa: «Non siamo d’accordo sul fatto che si faccia di tutta l’erba un fascio. Esistono diversi tipi di migrazione. E non tutto ciò che non funziona nei Paesi può essere ricondotto alla migrazione o all’immigrazione illegale. Ho respinto con fermezza questa commistione operata da alcuni».
Ingressi irregolari e migrazione legale
Frieden ha comunque sostenuto la necessità di contrastare gli ingressi irregolari e di trovare soluzioni a livello europeo. A suo giudizio, le misure previste dal Patto Ue su asilo e migrazione stanno già producendo i primi risultati: gli ingressi illegali sono diminuiti del 50 per cento, mentre i rimpatri delle persone che non hanno diritto a restare in Europa sono aumentati del 14 per cento. Secondo il premier, le tendenze registrate nell’Unione si riscontrano anche in Lussemburgo.


Il Paese, come il resto d’Europa, ha però bisogno di migrazione legale, ha aggiunto Frieden, perché è necessaria alla sua economia.
