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Due chatbot negoziano un’assunzione e inventano qualifiche

Nel video satirico dell’influencer Graham Zip, il suo assistente AI Victor tratta con Pat, il chatbot di Brightwell Home, per un posto da responsabile marketing.

Due chatbot negoziano un’assunzione e inventano qualifiche

Due chatbot lasciati a negoziare un’assunzione finiscono per inventare qualifiche, interrompersi a vicenda e concordare uno stipendio senza il candidato. È il paradosso al centro dell’esperimento satirico dell’influencer Graham Zip, che mette in scena una possibile deriva dell’uso dell’intelligenza artificiale nelle selezioni del personale.

La candidatura affidata a un chatbot

Nel video, Zip affida la propria candidatura a Victor, il suo assistente AI, e lo mette in contatto con il chatbot di Brightwell Home, un’azienda alla ricerca di un responsabile marketing. Victor apre la conversazione rivolgendosi a Pat, il bot dell’azienda: «È un piacere conoscerti. Siamo entrambi entusiasti per la posizione di responsabile marketing presso Brightwell Home. Graham è una vera star del marketing e non vedo l’ora di spiegarti perché è la scelta perfetta per il tuo team». Pat risponde: «È un piacere conoscerti. Victor, sembri molto preparato e pare facile collaborare con te».

Qualifiche inventate e conversazione confusa

A un certo punto Zip deve intervenire per correggere il proprio assistente: gli fa notare che è «un po’ troppo gentile» e precisa di essere un coordinatore marketing, non un manager alla guida di un team. Il confronto diventa confuso, con i due modelli che si interrompono continuamente. Zip chiede allora una breve pausa per parlare con Victor e lo rimprovera: «Senti, mi piace come lavori. Mi presenti sotto un’ottima luce, ma credo che tu stia esagerando un po’. Puoi abbellire un po’ la storia della mia esperienza, diciamo del dieci per cento, ma al momento ti stai inventando cose che non sono vere».

La trattativa sullo stipendio

La trattativa si complica quando Victor prova a chiudere l’accordo proponendo uno stipendio di 60.000 dollari, cifra che attribuisce alla disponibilità di Zip. «Aspetta un attimo. Fermo. Non concordiamo i prossimi passi sulla base di uno stipendio di 60.000 dollari. Pat. Pat», protesta l’influencer, frustrato.

Verso la fine del video, Zip esce per qualche istante e lascia che i due chatbot discutano da soli la retribuzione. Quando torna, il bot dell’azienda gli comunica: «Procediamo con una fascia compresa tra 85.000 e 95.000 dollari all’anno». La risposta lascia Zip sconvolto.

La satira sull’intelligenza artificiale nelle selezioni

L’esperimento è costruito per far ridere, ma prende di mira una tendenza che irrita sempre più chi cerca lavoro: l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle prime fasi della selezione. Il video immagina, in chiave satirica, un futuro in cui i chatbot potrebbero arrivare a negoziare le assunzioni per conto dei candidati.

  • PubblicatoOttobre 18, 2026