Cronaca Europa

Attacco alla sede di CNews ed Europe 1: 21 fermati

Un centinaio di persone incappucciate ha bloccato l’ingresso e danneggiato la facciata dell’edificio nel 15º arrondissement di Parigi. Le emittenti appartengono al gruppo di Vincent Bolloré.

Attacco alla sede di CNews ed Europe 1: 21 fermati

Un centinaio di persone incappucciate ha preso di mira a Parigi una sede che ospita due emittenti francesi, bloccandone l’accesso e danneggiando la facciata. L’episodio è avvenuto sabato 17 ottobre, alla vigilia di una giornata nazionale di mobilitazione.

L’attacco alla sede di CNews ed Europe 1

Poco prima delle 7 del mattino, persone vestite di nero hanno bloccato l’ingresso del parcheggio davanti all’edificio nel 15º arrondissement, nella zona sud-occidentale della capitale. La sede ospita le redazioni di CNews ed Europe 1. La prefettura di polizia di Parigi ha riferito che sono stati lanciati oggetti contro la facciata e che alcuni vetri sono andati in frantumi. La notizia è stata riportata dall’AFP e raccolta da franceinfo da fonti concordanti.

Immagini diffuse sui social network mostrano transenne rovesciate. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, 21 persone sono state fermate. CNews ed Europe 1 appartengono entrambe al gruppo del miliardario conservatore Vincent Bolloré.

La condanna dell’emittente

«L’informazione deve poter essere diffusa senza paura, intimidazioni o violenza», ha dichiarato all’AFP CNews. L’emittente ha aggiunto: «Condanniamo ogni forma di violenza contro chiunque, che si tratti di noi o dei nostri colleghi». Ha inoltre sottolineato che «la libertà di stampa, essenziale per la nostra democrazia, si fonda anche sulla possibilità per ogni giornalista di svolgere il proprio lavoro in sicurezza, qualunque sia la sua redazione».

Le manifestazioni in Francia

Venerdì la ministra della Cultura francese, Catherine Pégard, aveva denunciato su X le violenze «inaccettabili» contro i giornalisti avvenute ai margini delle recenti mobilitazioni di liceali e studenti.

Sabato, in diverse città francesi, sono previste manifestazioni per riunire «le rabbie» e protestare contro l’aumento del costo della vita. Le iniziative, organizzate sulla scia del movimento degli studenti delle scuole superiori, sono sostenute anche da ex gilet gialli, da alcuni sindacati — tra cui la CGT — e da attivisti per il clima.

  • PubblicatoOttobre 18, 2026