Wizz Air blocca il carburante e punta sugli slot dei rivali
La compagnia ungherese ha fissato in anticipo il prezzo di gran parte del cherosene e tratta con aeroporti europei per rilevare gli slot lasciati liberi dai vettori in difficoltà. L’ad József Váradi vede opportunità di crescita soprattutto in Italia e Spagna.
Le turbolenze geopolitiche e il caro petrolio stanno ridisegnando il mercato europeo dell’aviazione. Le compagnie più fragili rischiano il fallimento o sono costrette a ridurre i voli, mentre gli operatori più solidi possono approfittare degli spazi lasciati liberi. È la lettura di József Váradi, amministratore delegato di Wizz Air, intervenuto mercoledì alla conferenza stampa della compagnia ungherese. Anche per Wizz Air il 2026 è un anno difficile, ma aver bloccato in anticipo una parte consistente del carburante a prezzi inferiori a quelli attuali potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo e aprire nuove possibilità di crescita.
Guerra e caro carburante mettono sotto pressione il settore
Secondo Váradi, la guerra tra Russia e Ucraina e, successivamente, il conflitto in Medio Oriente hanno provocato gravi interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali. Le conseguenze si avvertono sia sul mercato petrolifero sia nella produzione di aeromobili: il carburante costa molto di più e i produttori di motori non riescono a consegnare con i ritmi abituali.
L’aumento dei prezzi ha colpito l’intero settore. Già a maggio gli analisti stimavano che nel corso del mese sarebbero stati cancellati 13.000 voli, anche a causa del raddoppio del prezzo del cherosene. All’inizio di settembre Ryanair aveva inoltre avvertito che diverse compagnie, non avendo coperto in anticipo una quota sufficiente del proprio fabbisogno di carburante, avrebbero potuto fallire.
La strategia di copertura del carburante
Per limitare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi, le compagnie aeree possono ricorrere alle operazioni di copertura, o hedging. In pratica, fissano oggi il prezzo del carburante che acquisteranno in futuro: se prevedono che i costi resteranno alti o saliranno ancora, possono concordare una tariffa valida, per esempio, per l’estate del 2027. In questo modo rendono prevedibile una parte delle spese, anche se i prezzi sui mercati mondiali cambiano. La maggior parte dei vettori utilizza questo strumento, ma la quota di carburante acquistata in anticipo varia molto. Chi ne ha coperta troppo poca rischia di trovarsi in gravi difficoltà finanziarie.
Wizz Air, ha spiegato Váradi, ha bloccato a circa 800 dollari a tonnellata quasi l’82 per cento del carburante necessario per i prossimi sei mesi: all’incirca la metà dell’attuale prezzo di mercato del cherosene. Il risparmio potenziale è rilevante, perché il carburante rappresenta una delle principali voci di spesa del settore e vale circa il 30-35 per cento dei costi complessivi della compagnia.
A questo si aggiungono i nuovi Airbus A321neo, che consumano il 20 per cento di carburante in meno rispetto ai modelli precedenti, e una liquidità superiore a 2,2 miliardi di euro con cui Wizz Air si prepara all’inverno. Secondo Váradi, la combinazione di questi tre elementi può dare alla società un vantaggio significativo.
Wizz Air punta sugli slot lasciati liberi
All’inizio della settimana Wizz Air ha confermato a Reuters di essere in trattative con aeroporti europei per acquisire gli slot, cioè gli orari di decollo e atterraggio, lasciati liberi da compagnie in difficoltà. Váradi prevede un inverno complicato per il settore e ritiene che in Europa sia già in corso una selezione: i vettori meno efficienti falliscono o riducono la propria capacità, mentre quelli con una posizione di mercato più solida possono espandersi.
Nelle ultime settimane hanno avviato procedure concorsuali diverse compagnie, tra cui la spagnola Volotea Airlines, la lettone airBaltic e la romena AnimaWings. Váradi ha riferito che Wizz Air sta riattivando, con i propri aerei e la propria capacità, una base italiana di Volotea che era stata chiusa.
Anche Wizz Air ha dovuto lasciare a terra alcuni aeromobili per le riparazioni dei motori Pratt & Whitney (P&W). Le verifiche sono ancora in corso, ha detto Váradi: nel giugno 2026 la compagnia aveva 27 aerei fermi per questo motivo, ma entro la fine del 2027 tutti i suoi velivoli potrebbero tornare operativi.
Le prospettive di crescita in Europa
Rispondendo a una domanda di Telex sui mercati con le migliori prospettive di espansione, Váradi ha ricordato che la crescente burocrazia e la perdita di competitività dell’Europa avevano spinto Wizz Air a guardare al Medio Oriente. Le entrate petrolifere della regione avevano creato importanti opportunità di crescita per l’economia e il turismo. Con il cambiamento della situazione geopolitica, però, la compagnia si è ritirata da quell’area.
La diversificazione resta comunque un obiettivo, anche all’interno dell’Europa: le maggiori possibilità di crescita, secondo Váradi, sono in Italia e in Spagna. Wizz Air è già diventata la seconda compagnia aerea più grande in Italia e vuole applicare in Spagna il modello che ha funzionato sul mercato italiano. L’Ungheria rimane un mercato prioritario, ma la società vede opportunità anche ai margini orientali dell’Europa, in particolare in Armenia, Georgia e Moldova.
Perdite e nuove coperture per il 2027
Nonostante il numero crescente di passeggeri, Wizz Air ha registrato perdite consistenti: nel terzo trimestre ha chiuso con un passivo di quasi 200 milioni di euro. «Dal punto di vista finanziario, questo è probabilmente il nostro anno più difficile», ha dichiarato Váradi. Tra le cause ha indicato i conflitti geopolitici, il rincaro del petrolio e i problemi dei motori Pratt & Whitney. Ha aggiunto che le nuove rotte impiegano diversi anni per raggiungere la redditività di quelle già consolidate.
Váradi non si aspetta che le difficoltà nelle catene di approvvigionamento si risolvano a breve. Per questo Wizz Air ha fissato in anticipo anche il prezzo del 45 per cento del carburante necessario tra aprile e settembre 2027, a circa 900 dollari a tonnellata. I contratti a breve termine sono diventati molto più costosi, mentre per le scadenze più lontane la compagnia riesce ancora a ottenere prezzi simili a quelli di mercato precedenti.
La scelta potrebbe però rivelarsi svantaggiosa se la fine dei conflitti internazionali facesse scendere il prezzo del petrolio e i concorrenti riuscissero a comprare cherosene a meno di quanto concordato da Wizz Air. Váradi ritiene tuttavia più rischioso restare scoperti e dover pagare oltre 1.500 dollari a tonnellata che perdere qualche centinaio di dollari nel caso di un calo dei prezzi.
Il nodo dei voli notturni a Budapest
Un altro tema affrontato dall’amministratore delegato riguarda i voli notturni all’aeroporto di Ferihegy, lo scalo di Budapest. All’inizio di ottobre il ministro dei Trasporti e degli Investimenti Dávid Vitézy aveva annunciato la creazione di un gruppo di lavoro ministeriale, dopo che, invocando circostanze eccezionali, continuavano a decollare o atterrare più aerei di quanti ne siano consentiti durante la notte. Il gruppo avrebbe dovuto valutare insieme a Budapest Airport, HungaroControl e Wizz Air le misure per tutelare il riposo dei residenti della zona.
Váradi ha spiegato che non sempre è possibile prevedere gli arrivi notturni, ma che la compagnia cerca di organizzare gli orari per ridurne il rischio. Un aereo che parte alle sei del mattino, per esempio, resta in servizio per tutta la giornata: se il primo volo accumula ritardo, questo si ripercuote su tutti quelli successivi. In situazioni simili le alternative sono limitate e qualcuno ne subirà comunque le conseguenze: l’aereo può atterrare di notte, il volo può essere cancellato oppure può essere dirottato a Bratislava. «E allora daremo ai passeggeri il numero di telefono del ministro, così potranno chiamare lui», ha detto Váradi.
Passeggeri e flotta in aumento
Quest’anno Wizz Air ha aperto 12 nuove basi in Europa e nella stagione estiva ha trasportato 23,8 milioni di passeggeri, il 27 per cento in più rispetto all’anno precedente. La compagnia punta a passare dai 70 milioni di passeggeri dello scorso anno a 80 milioni quest’anno e a 127 milioni entro il 2030. Anche la flotta, che conta attualmente 276 aeromobili, dovrebbe crescere fino a 335 entro la fine del decennio.
