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Sottrae 750.000 sterline a un’anziana: infermiera radiata

È successo in una casa di riposo nel Flintshire, in Galles. Rebecca Louise Burwood, vicedirettrice della struttura, ha usato il denaro dell’ospite anche per lavori in casa e veicoli.

Sottrae 750.000 sterline a un’anziana: infermiera radiata

Un’infermiera ha sottratto 750.000 sterline a una donna di 99 anni affidata alle sue cure, usando il denaro anche per interventi di chirurgia estetica, ristrutturazioni e l’acquisto di veicoli. Un organismo disciplinare britannico ha stabilito che la professionista aveva abusato della fiducia dell’anziana e l’ha radiata dall’albo.

Il rapporto con l’anziana e la gestione delle finanze

Rebecca Louise Burwood era vicedirettrice della casa di riposo Bryn Yr Haul, a Mold, nel Flintshire, in Galles. Secondo quanto emerso davanti al Nursing and Midwifery Council (NMC), l’ente che regola la professione infermieristica nel Regno Unito, aveva un rapporto di lunga data con la donna, trasferitasi nella struttura nel 2018. L’anziana non aveva familiari ed era diventata vulnerabile dopo una caduta; dipendeva da Burwood per l’amicizia e i contatti sociali.

Tra il 2017 e il 2023, ha concluso la commissione disciplinare, Burwood sfruttò la propria posizione di fiducia e potere mentre si occupava dell’assistenza della donna. Divenne anche sua procuratrice con poteri permanenti, che le consentivano di gestirne le finanze. In cinque anni furono prelevate dal conto dell’anziana oltre 370.000 sterline, di cui 160.000 in contanti agli sportelli automatici. Burwood accettò inoltre di diventare proprietaria della casa della donna, del valore di 400.000 sterline, dopo averla accompagnata da un avvocato e convinta a trasferirle l’immobile.

Le spese e le giustificazioni dell’infermiera

Le prove presentate all’udienza indicavano che il denaro era stato usato per lavori edili, bollette e imposte comunali; era stato anche ipotizzato che una parte fosse servita a pagare interventi di chirurgia estetica. Burwood convinse inoltre l’anziana a spendere 20.000 sterline per un’auto e 9.000 per un camper, sostenendo di averli acquistati per fare gite insieme.

L’infermiera disse che i lavori nella sua abitazione erano stati fatti perché la donna potesse trasferirsi da lei in caso di una nuova ondata di Covid. Tuttavia, le spese erano state sostenute prima di qualsiasi lockdown nel Regno Unito.

Burwood sostenne che l’anziana le avesse chiesto di prelevare contanti e fare donazioni settimanali a enti benefici. Secondo la sua versione, le somme, tra 250 e 500 sterline ciascuna, erano destinate soprattutto a organizzazioni che aiutavano persone non vedenti o con problemi cardiaci. Disse di aver lasciato il denaro nelle cassette per le offerte oppure di averlo consegnato al personale di negozi di beneficenza locali. La sua legale, Victoria Rees, riferì che la donna le aveva detto di non voler lasciare nulla alla propria morte, perché non voleva che il governo si prendesse i suoi soldi. Burwood, però, non aveva tenuto registrazioni delle somme prelevate o donate.

La segnalazione alla polizia e le restrizioni bancarie

La banca dell’anziana segnalò il caso alla polizia del Galles del Nord, che avviò un’indagine. Dopo che erano emerse preoccupazioni sulle spese, il conto fu bloccato. Burwood cercò di far revocare le restrizioni e accompagnò la donna in una filiale. Secondo il personale della banca, l’infermiera stava «quasi ricattando» l’anziana e le disse di chiedere lo sblocco dei conti. La commissione ha stabilito che Burwood le aveva detto che non avrebbe potuto portarla a fare gite se non avesse avuto accesso al suo denaro.

In seguito, la donna disse agli addetti alla tutela delle persone vulnerabili di essere rimasta scioccata dalla somma prelevata dal suo conto. Un’altra infermiera riferì di aver sentito Burwood dirle: «Ti restituirò i soldi» e «Firma qui». La collega segnalò la conversazione come possibile prova di abuso finanziario; fu quindi deciso che Burwood avrebbe potuto far visita all’anziana soltanto sotto supervisione.

Burwood affermò di averle chiesto di «firmare un biglietto di condoglianze» e che la richiesta «non riguardava la firma di un documento». Disse che la vista della donna era «molto debole» e che per questo le aveva tenuto il biglietto, indicandole dove firmare e impedendole di scrivere sopra le parole stampate. La polizia indagò, ma l’anziana non volle procedere oltre: descrisse Burwood come un’amica e riteneva che avesse «imparato dai propri errori».

La decisione disciplinare e la radiazione

La commissione ha rilevato un significativo squilibrio di potere nel rapporto tra le due. Nella decisione ha definito la condotta di Burwood «prolungata e calcolata», affermando che aveva manipolato la donna per ottenere un vantaggio personale e aveva «usato come un’arma» la fiducia che l’anziana riponeva in lei.

L’NMC ha inoltre stabilito che Burwood aveva agito in modo disonesto, omettendo di informare il datore di lavoro di essere procuratrice con poteri permanenti per la gestione delle finanze di un’ospite della casa di riposo in cui lavorava. Secondo la commissione, le sue azioni costituivano una grave cattiva condotta, violavano i principi fondamentali della professione infermieristica e avevano causato danni finanziari ed emotivi.

La decisione ha definito le azioni dell’infermiera «deplorevoli» e l’ha ritenuta «moralmente responsabile». La commissione ha aggiunto che non dichiararla inidonea all’esercizio della professione avrebbe compromesso la fiducia del pubblico negli infermieri. Ha giudicato la condotta «moralmente riprovevole, frutto di un comportamento premeditato e indicativa di un problema radicato nel suo atteggiamento», molto al di sotto degli standard richiesti a un’infermiera iscritta all’albo. Per questo ha disposto la radiazione di Burwood.

L’infermiera ha detto di «rimpiangere profondamente le proprie azioni» e ha spiegato di aver oltrepassato i limiti professionali perché considerava l’anziana «come una nonna». La donna è morta nel frattempo. Le erano rimasti fondi sufficienti a pagare soltanto 23 mesi di assistenza, prima che il consiglio comunale fosse costretto a intervenire.

Le scuse della casa di riposo

James Bradford, direttore operativo della casa di riposo Bryn Yr Haul, ha dichiarato che il personale era «profondamente addolorato per l’accaduto» e ha rivolto «le nostre più sincere scuse a tutte le persone coinvolte».

«Il benessere e la tutela dei nostri ospiti restano la nostra assoluta priorità», ha aggiunto. «Sosteniamo pienamente la decisione dell’NMC e, dopo questi fatti, sono stati apportati cambiamenti nella gestione e sono state riesaminate le nostre politiche e procedure di tutela, per garantire la sicurezza e il benessere di tutte le persone affidate alle nostre cure».

  • PubblicatoOttobre 16, 2026