Scienze

Pasta nucleare, la materia stellare più resistente dell’universo

Si formerebbe nel nucleo delle stelle di neutroni, dopo l’esplosione di una supernova. Gli astrofisici la descrivono in forme simili a gnocchi, spaghetti e lasagne, ma la sua esistenza non è ancora dimostrata.

Pasta nucleare, la materia stellare più resistente dell’universo

Potrebbe essere il materiale più resistente dell’universo: una sostanza dieci miliardi di volte più robusta dell’acciaio e più dura del diamante, che si presenta in forme simili a gnocchi, spaghetti e lasagne. È la cosiddetta pasta nucleare, un fenomeno ancora teorico che incuriosisce gli astrofisici dal 1983 e che, se esiste davvero, si forma soltanto nelle condizioni estreme di una stella morente.

Come si forma la pasta nucleare

Non c’entrano farina, acqua o uova. Quando una stella più massiccia del Sole si spegne, il suo nucleo viene compresso dall’esplosione di una supernova. Il risultato può essere una stella di neutroni: un oggetto con una massa superiore a quella del Sole, ma concentrata in uno spazio grande quanto una città. La sua materia è così densa che un cucchiaino peserebbe più del monte Everest.

La pressione all’interno della stella è enorme e schiaccia i neutroni, dando origine a strutture che ricordano diversi formati di pasta, comprese le loro versioni inverse. Vicino alla superficie, la materia potrebbe organizzarsi in bolle, la forma chiamata “gnocchi”. Scendendo verso l’interno, la pressione aumenta e le strutture diventano simili a spaghetti; ancora più in profondità, si trasformerebbero in sottili sfoglie, come lasagne. Perché la materia assuma questa forma, serve una stella di neutroni.

Le diverse forme della pasta nucleare – Foto: M. E. Caplan, C. J. Horowitz
Le diverse forme della pasta nucleare – Foto: M. E. Caplan, C. J. Horowitz

Una materia ancora da dimostrare

Un singolo strato di questa materia potrebbe essere spesso circa 100 metri e pesare tremila volte più della Terra. Le diverse forme della pasta nucleare sono illustrate in un’immagine di M. E. Caplan e C. J. Horowitz.

L’esistenza di questa materia non è stata ancora dimostrata: per ora resta un’ipotesi, sostenuta da diverse simulazioni al computer. Per confermare che gli “spaghetti spaziali” siano reali, serviranno ulteriori prove.

  • PubblicatoOttobre 16, 2026