Microdrama, le soap da 1 minuto che conquistano le app
Nati in Cina e diffusi in tutto il mondo, i microdrama attirano soprattutto donne tra i 25 e i 55 anni. Paolo Attivissimo spiega come funzionano e quanto possono costare.
Pubblicità generate con l’intelligenza artificiale mostrano licantropi che si trasformano durante un rapporto e donne incinte di principi-drago. Sono l’esca di un’industria in rapida crescita: quella dei microdrama, brevi serie melodrammatiche con allusioni sessuali, pensate per attirare il pubblico dai social alle app a pagamento.
Come funzionano i microdrama
Su Instagram e TikTok circolano, per esempio, annunci in cui una donna chiede: «Che cosa mi hai fatto ieri notte?». Il principe-drago risponde: «Ti ho mostrato cosa significa desiderare un mostro». Dietro queste scene ci sono piattaforme come ReelShort, DramaBox e ShortMax, che propongono soap opera esasperate, spesso arricchite da elementi fantasy e immagini provocatorie.

Gli episodi, girati in verticale, durano uno o due minuti e si interrompono con un colpo di scena, così da invogliare a guardare il seguito. Le app si scaricano gratuitamente e anche le prime puntate non costano nulla; per continuare, però, occorre abbonarsi o pagare.
La sessualità è spesso soltanto l’amo iniziale. Le trame ruotano attorno a relazioni proibite con esseri non umani, capi autoritari, nemici o creature pericolose; a trasformazioni, come gravidanze impossibili, corpi che cambiano e poteri che si risvegliano; e a rivelazioni improvvise, per esempio quando il partner si scopre essere un re, un mostro, un miliardario o il padre di un erede destinato a cambiare il mondo.
Un settore in rapida crescita
Il fenomeno è nato in Cina tra il 2018 e il 2019 e dal 2020, durante i lockdown della pandemia, si è diffuso rapidamente nel resto del mondo, trasformandosi in un settore industriale. Quest’anno il panorama è cambiato ulteriormente con Seedance 2.0, un modello capace di generare video molto più realistici rispetto ai precedenti.

Secondo Paolo Attivissimo, giornalista informatico, scrittore, traduttore tecnico-scientifico e divulgatore scientifico, i microdrama sono particolarmente popolari tra i giovani e le donne. «Secondo i dati diffusi negli Stati Uniti, la maggior parte del pubblico è composta da donne tra i 25 e i 55 anni», ha spiegato il collaboratore della RSI, l’emittente pubblica svizzera di lingua italiana.
Per vedere una serie completa si spendono circa 20 franchi, ma alcuni abbonamenti possono arrivare a 200 dollari al mese. «È diventata una grossa industria e anche Hollywood se n’è accorta», ha detto Attivissimo. Negli Stati Uniti gli utenti mensili sono 66 milioni, «un americano su sei». Il mercato, ha aggiunto, segue la domanda: studi statunitensi come CandyJar pubblicano una nuova serie ogni settimana, fatturano 100 milioni di dollari all’anno e hanno un pubblico composto per il 99% da donne.
Costi e modelli di distribuzione
I costi di produzione sono molto inferiori a quelli delle sitcom tradizionali. «Una sitcom tradizionale costa tra i 2 e i 4 milioni di dollari», ha osservato Attivissimo. Le produzioni possono durare pochi anni e, quando hanno successo, gli attori iniziano a chiedere compensi più alti. A questo si aggiungono le spese per costumisti, catering, tecnici delle luci, fonici e scenografi. Un microdrama di 50-75 puntate, invece, costa complessivamente tra 100 e 300 mila dollari.

Le serie vengono realizzate sia con attori sia con l’intelligenza artificiale, ma il settore sta cambiando in fretta. Anche il modello di distribuzione è studiato per aggirare i limiti dei social: gli annunci reindirizzano gli utenti alle app proprietarie, dove le aziende evitano le commissioni degli app store e possono monetizzare ogni episodio con micropagamenti.
«Non ci sono veri e propri rapporti sessuali espliciti. Il sesso è solo suggerito e non mostrato, quindi rientra nei limiti o sfugge ai controlli», ha spiegato Attivissimo. «E c’è anche da dire che alcune piattaforme social sono conniventi: se un canale porta milioni di dollari, si chiude un occhio o anche due, nonostante i divieti ufficiali».
Le regole sulla pubblicità online
Sul fronte della tutela online, il Consiglio federale svizzero ha varato mercoledì la LPCom. Berna punta a rafforzare le protezioni per i giovani, a imporre maggiore trasparenza a Google e Facebook e a fermare la pubblicità profilata, basata sul tracciamento dei comportamenti e utilizzata anche per promuovere i microdrama. Il messaggio è atteso entro giugno 2027.
Intelligenza artificiale e futuro dei contenuti
L’incontro tra video generati dall’intelligenza artificiale e microdrama potrebbe cambiare il modo in cui si producono e si guardano i contenuti. Attivissimo ritiene tuttavia che le grandi produzioni cinematografiche resteranno superiori. «Questa tecnologia sostituirà piuttosto gli attori mediocri. Quelli bravi continueranno a lavorare, così come gli specialisti iper-settoriali. Chi fa un lavoro generico, invece, rischia di più».
Per l’esperto, la questione centrale non è tanto l’impatto sul lavoro quanto la trasformazione dei contenuti e delle abitudini di fruizione. «Ognuno potrà costruirsi storie profilate su misura. Potrai scegliere il livello di sentimento e il grado di erotismo. Nel frattempo, i sistemi ci infileranno la pubblicità. La serie TV Black Mirror ha previsto esattamente questo scenario anni fa».
L’intelligenza artificiale, ha aggiunto, «non è originale e non può creare cose davvero nuove. Ha limiti evidenti». Per questo, secondo Attivissimo, il futuro potrebbe assomigliare a quello della musica: «Il film d’autore continuerà a esistere, proprio come i vinili e i CD. Si tratterà semplicemente di nicchie differenti».
