Il fungo gigante da 2,2 kg che racconta l’evoluzione dopo i dinosauri
La nuova specie Dianjunus rex è stata scoperta nelle foreste dello Yunnan, in Cina, dalla micologa Indunil Senanayake e dai suoi colleghi. I suoi corpi fruttiferi possono raggiungere 50 centimetri.
Un fungo alto fino a 50 centimetri, con corpi fruttiferi che possono pesare 2,2 chilogrammi, è diventato il più grande ascomicete mai documentato. La nuova specie, chiamata Dianjunus rex, potrebbe inoltre offrire indizi sull’evoluzione dei funghi dopo una delle più grandi estinzioni della storia della Terra.
La scoperta del fungo gigante nello Yunnan
La scoperta è avvenuta nella provincia cinese dello Yunnan, nel sud-ovest del Paese, una regione nota per la varietà dei suoi funghi. La micologa Indunil Senanayake, dell’Accademia cinese delle scienze, e i suoi colleghi hanno descritto la specie in uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Fungal Biology. Dianjunus rex, abbreviato in D. rex, è l’unico membro finora conosciuto della famiglia Dianjunaceae.

«Questa specie straordinaria offre una rara finestra sull’evoluzione di forme fungine estreme», afferma Senanayake. «La scoperta mostra quanta biodiversità fungina resti ancora da individuare nelle foreste dell’Asia orientale».
Le origini dopo l’estinzione di massa
Analizzando il DNA della Dianjunaceae e confrontandolo con quello di centinaia di altri funghi dalla storia evolutiva nota, i ricercatori hanno stimato che questa famiglia si sia separata dai suoi parenti più prossimi circa 65 milioni di anni fa. La data coincide con un periodo cruciale: la famiglia sarebbe comparsa appena un milione di anni dopo l’impatto dell’asteroide di Chicxulub, responsabile di un’estinzione di massa che cancellò circa tre quarti delle specie vegetali e animali, compresi tutti i dinosauri non aviani.

«Questa datazione apre una possibilità intrigante», osserva Senanayake. «Dopo l’estinzione di massa, le foreste subirono cambiamenti radicali, tra cui la comparsa improvvisa di grandi quantità di materiale vegetale morto. Per i funghi decompositori che vivono sul legno, questo sconvolgimento ambientale potrebbe aver creato nuove opportunità ecologiche».
L’ipotesi che l’impatto abbia favorito un’espansione dei funghi non è nuova. Fossili trovati in North Dakota, Colorado e Nuova Zelanda indicano un forte aumento dell’attività fungina dopo l’estinzione. In generale, i funghi prediligono temperature più basse e ambienti acidi: il clima più freddo e buio che può seguire una catastrofe capace di oscurare il cielo, come quella di Chicxulub, potrebbe quindi aver favorito un periodo di maggiore diffusione dei funghi.
Habitat e caratteristiche di Dianjunus rex
D. rex è imparentato con spugnole, tartufi e cordyceps e appartiene al phylum degli Ascomycota. Come gli altri funghi, vive sotto forma di micelio, una rete di filamenti che si sviluppa nel terreno o all’interno del materiale di cui si nutre, come legno, escrementi o unghie dei piedi.
La specie cresce spesso alla base delle querce nelle foreste dello Yunnan, tra cui la quercia da sughero cinese (Quercus variabilis). Gli esemplari documentati finora sono stati trovati su radici in decomposizione o ceppi. Quando si riproduce, il fungo sviluppa grandi strutture bianche, chiamate stromi, che diffondono le spore nell’aria e permettono alla specie di propagarsi sul suolo della foresta.
Perché i corpi fruttiferi sono così grandi
Non è ancora chiaro perché i corpi fruttiferi raggiungano dimensioni così eccezionali. Alcuni esemplari raccolti dai ricercatori pesavano 2,2 chilogrammi e potevano arrivare a 50 centimetri di altezza, all’incirca quanto un cono stradale.
«Un corpo fruttifero che svetta sulla vegetazione e sui detriti circostanti potrebbe favorire la dispersione delle spore tramite il vento nelle foreste fitte», ipotizza Senanayake. Una struttura tanto grande richiede però molta energia: secondo i ricercatori, questa strategia potrebbe essersi evoluta soltanto in ambienti in cui i vantaggi ecologici compensavano i costi.


