Almeno 20 lavoratori stranieri sarebbero stati rinchiusi per 25 giorni in una fabbrica clandestina di sigarette, senza vedere la luce del giorno e ricevendo cibo soltanto di notte. Lo stabilimento, il più grande mai scoperto in Slovenia, è stato individuato nella zona industriale di Trimlini, vicino a Lendava, in un capannone non lontano dal valico di frontiera di Petišovci.
Lavoratori costretti a vivere nel capannone
Secondo informazioni non ufficiali, i lavoratori sarebbero cittadini del Paraguay costretti a lavorare da un’organizzazione criminale. Dormivano nel capannone, dove si svolgeva anche la produzione illegale. La polizia sta indagando, oltre che sulla fabbrica, su un possibile caso di tratta di esseri umani.
Il sequestro di sigarette
L’inchiesta è partita dopo che gli agenti dell’Amministrazione finanziaria hanno fermato un camion sospetto sulla strada tra Lendava e Petišovci, riferisce il quotidiano sloveno Slovenske novice. Le prime stime indicano che la merce sequestrata vale circa 30 milioni di euro: un importo che colloca l’operazione tra i sequestri più ingenti compiuti di recente nell’Unione europea.
Indagini sulle reti criminali
Gli investigatori dell’Ufficio nazionale investigativo sloveno (NPU) hanno esaminato il capannone per giorni. L’area circostante è stata presidiata da agenti armati. Secondo gli investigatori, il gruppo criminale che gestiva la fabbrica potrebbe essere collegato a reti internazionali.
