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Elezioni Usa, attivisti propongono di sospendere il voto

Le ipotesi sono emerse durante una videoconferenza per attivisti elettorali trasmessa su Rumble. Tra i protagonisti Peter Ticktin, amico di Donald Trump, e Gregory Stenstrom.

Elezioni Usa, attivisti propongono di sospendere il voto

Alcuni attivisti vicini a Donald Trump, che sostengono di avere accesso diretto al presidente, hanno avanzato l’ipotesi di sospendere il voto o dichiarare la legge marziale in caso di presunte irregolarità elettorali. Secondo un esperto citato da Axios, però, i poteri presidenziali non consentono di rinviare le elezioni né di imporre agli Stati un sistema di voto o di conteggio.

Le proposte degli attivisti

Le proposte sono state discusse durante una videoconferenza per attivisti elettorali, trasmessa il 30 settembre sulla piattaforma Rumble. I relatori hanno denunciato presunte gravi falle nella sicurezza elettorale che, a loro dire, si verificheranno a novembre.

Peter Ticktin, amico d’infanzia di Trump, ha sostenuto che, in caso di «un’altra elezione truccata», sarebbe necessario dichiarare la legge marziale. In seguito ha detto ad Axios che probabilmente occorrerebbe sequestrare schede e apparecchiature di voto per stabilire, secondo lui, che cosa sia accaduto.

Gregory Stenstrom, che ha testimoniato a sostegno di false accuse di irregolarità nelle elezioni del 2020 in Pennsylvania, ha chiesto di sospendere il voto per ragioni di sicurezza. In alternativa, ha proposto che Trump invochi il National Emergencies Act, la legge statunitense sulle emergenze nazionali, per costringere gli Stati a cambiare le modalità di svolgimento delle elezioni.

Il caso di Tina Peters

Tra le persone citate da Axios c’è anche Tina Peters, attivista del movimento. Nel 2024 è stata condannata per reati legati all’accesso non autorizzato ad apparecchiature elettorali; quest’anno è uscita dal carcere dopo che il governatore democratico del Colorado, Jared Polis, le ha commutato la pena. Peters e Ticktin avevano già incontrato Trump alla Casa Bianca alla fine di giugno.

Da agosto Peters promuove un piano per passare a schede cartacee compilate a mano e, dove possibile, ricontare manualmente tutti i voti.

I limiti dei poteri presidenziali

Derek Tisler, del Brennan Center for Justice, ha spiegato ad Axios che i poteri di emergenza non danno al presidente carta bianca: anche in una situazione di emergenza, deve rispettare la Costituzione e le leggi approvate dal Congresso. La data delle elezioni federali è fissata dal Congresso, ha osservato Tisler, quindi Trump non può rinviare il voto di propria iniziativa.

Inoltre, sono gli Stati a scegliere i sistemi di voto e le procedure di conteggio. Il presidente non può imporre un conteggio manuale nazionale né ordinare la sostituzione delle macchine. Neppure la legge marziale, ha aggiunto Tisler, gli darebbe il potere di sequestrare il materiale elettorale o di aggirare le leggi elettorali federali e statali.

I dubbi sulle elezioni del 2020

Axios riferisce che i dubbi sulle elezioni del 2020 sono presenti anche nell’amministrazione. Heather Honey, che ha contestato i risultati di quelle elezioni in Pennsylvania e Arizona, è ora vice assistente del segretario per l’integrità elettorale al Dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti. Anche il consigliere della Casa Bianca Peter Navarro continua a promuovere il proprio rapporto sulle «frodi di massa».

Le accuse di brogli nelle elezioni del 2020, vinte da Joe Biden contro Trump, sono state più volte smentite e definite false. Tutti i tentativi degli avvocati di Trump di contestare i risultati nei tribunali statunitensi sono falliti.

  • PubblicatoOttobre 16, 2026