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Cuccioli venduti a 10 volte il prezzo con passaporti falsi

Il traffico è stato scoperto in Ungheria: 2 veterinari e 3 commercianti sono indagati per corruzione e falsificazione di documenti.

Cuccioli venduti a 10 volte il prezzo con passaporti falsi

Cuccioli venduti all’estero a un prezzo fino a dieci volte superiore a quello d’acquisto, con passaporti falsi e vaccinazioni spesso mai fatte: è il sistema che, secondo gli investigatori ungheresi, avrebbe permesso a una rete di commercianti di guadagnare milioni. I cani, in alcuni casi malati o infestati da vermi, venivano trasportati anche in Italia e in altri Paesi europei, oltre che negli Stati Uniti.

L’indagine sul traffico di cuccioli

L’Ufficio nazionale investigativo ungherese (NNI) sospetta due veterinari e tre commercianti di corruzione e falsificazione di atti pubblici. La notizia è stata riportata da Police.hu. Da due anni, la sezione dell’NNI che si occupa di reati ambientali indaga su un traffico illegale di cani attivo da diversi anni.

Secondo gli elementi raccolti, i veterinari avrebbero ricevuto denaro da persone della contea di Pest, in Ungheria, impegnate nel commercio di animali domestici. In cambio, avrebbero rilasciato passaporti con informazioni false sui cuccioli destinati all’esportazione, indicando vaccinazioni mai effettuate o registrate con date inventate e un’età diversa da quella reale.

Passaporti falsi e vaccinazioni mancanti

I commercianti si procuravano in genere i cani da allevatori abusivi, aggirando le regole già all’origine. Si trattava soprattutto di razze di piccola taglia, come barboncini, shih tzu, maltesi e bulldog francesi. I cuccioli venivano inseriti nel sistema con dati fittizi fin dall’inizio.

La falsificazione serviva a farli partire il prima possibile. Le norme vietano infatti di trasferire un cane all’estero prima delle 15 settimane di vita: la prima vaccinazione antirabbica va somministrata a 12 settimane e la seconda a 15. A quell’età, però, gli animali sono più grandi e più difficili da vendere. Per aggirare il limite, i veterinari avrebbero alterato le informazioni riportate nei passaporti.

Spesso, prima della partenza, i cuccioli non ricevevano neppure le vaccinazioni obbligatorie. Molti si ammalavano e morivano durante il viaggio; tra gli animali esportati ce n’erano anche alcuni infestati da vermi o con problemi motori. In molti casi, il microchip obbligatorio veniva applicato soltanto poco prima della partenza.

Le destinazioni e i guadagni

Le destinazioni comprendevano Italia, Paesi Bassi, Belgio, Germania e Stati Uniti. I commercianti acquistavano i cuccioli per 80-100 mila fiorini e li rivendevano all’estero, di solito a 3-4 mila euro: circa dieci volte il prezzo pagato.

Le perquisizioni e i sequestri

Dopo aver raccolto le prove e ricostruito il funzionamento della rete, gli investigatori hanno effettuato operazioni il 23 settembre e il 15 ottobre in diverse località della contea di Pest. Le perquisizioni hanno riguardato allevatori abusivi, commercianti di animali e veterinari. Sono stati sequestrati vaccini soggetti a prescrizione, microchip, libretti delle vaccinazioni, passaporti in bianco, documenti e dati digitali relativi ai commercianti. Nell’abitazione di uno dei veterinari sono stati trovati anche oltre 9 milioni di fiorini in contanti.

Durante le operazioni sono stati inoltre scoperti esemplari imbalsamati di specie rigorosamente protette, detenuti senza autorizzazione: un orso bruno, un’aquila imperiale orientale, un’aquila reale, un gufo reale, una lontra, un airone rosso, un airone cenerino, un gatto selvatico e una poiana comune.

Le accuse e gli sviluppi dell’indagine

L’NNI ha interrogato come indagati i due veterinari, accusati di corruzione e falsificazione di atti pubblici, e i tre commercianti, accusati di corruzione e istigazione alla falsificazione di atti pubblici. Anche la direzione per la sicurezza della filiera alimentare e la salute degli animali dell’ufficio distrettuale governativo di Cegléd ha presentato una denuncia per violazione delle norme sulla detenzione degli animali. I farmaci e i vaccini trovati presso il commerciante sono stati confiscati. Gli indagati restano a piede libero.

Gli investigatori stanno cercando di risalire ai fornitori dei cuccioli e di capire se la rete comprendesse altre persone. Un documentario dedicato al caso approfondisce inoltre come si sia sviluppato in Ungheria, nel corso di decenni, il sistema del commercio di cani e chi partecipi alle attività illegali.

  • PubblicatoOttobre 16, 2026