Baby Reindeer, Netflix non riesce a bloccare la causa da 170 milioni
Negli Stati Uniti, la corte d’appello ha respinto il tentativo della piattaforma di fermare la causa per diffamazione di Fiona Harvey, che sostiene di aver ispirato Martha nella serie.
Una serie presentata come «una storia vera» può trasformare una vicenda personale in una causa da 170 milioni di dollari. È quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove Fiona Harvey, una donna scozzese che sostiene di aver ispirato Martha in Baby Reindeer, ha citato Netflix per diffamazione. La corte d’appello statunitense ha respinto il tentativo della piattaforma di bloccare il procedimento, rendendo più probabile che si arrivi a un processo, riferisce il Mirror.
La storia di Baby Reindeer
Uscita su Netflix nell’aprile 2024, la miniserie è stata scritta da Richard Gadd e si basa sulle sue esperienze personali. Gadd interpreta il comico Donny Dunn, la cui vita diventa un incubo dopo l’incontro con Martha, una donna che inizia a perseguitarlo. Il personaggio è interpretato da Jessica Gunning. A suscitare particolare attenzione è stata la frase che apre il primo episodio: «Questa è una storia vera».
Le accuse di Fiona Harvey
Harvey afferma che Martha sia ispirata a lei e accusa Netflix di averla descritta falsamente come una stalker condannata. Nella serie, infatti, Martha si dichiara colpevole di stalking e finisce in carcere. Harvey sostiene invece di non essere mai stata condannata per aver perseguitato Gadd. I suoi avvocati affermano che non abbia mai ricevuto condanne per alcun reato e che la serie abbia danneggiato la sua reputazione e la sua vita.
Il procedimento contro Netflix
La causa è in corso dal 2024. Harvey ha presentato la denuncia nel giugno di quell’anno e, a settembre, il giudice statunitense R. Gary Klausner ha autorizzato il proseguimento dell’azione per diffamazione. Klausner ha rilevato differenze tra gli eventi mostrati nella serie e la realtà, oltre al fatto che Netflix non avrebbe verificato le affermazioni di Gadd né protetto adeguatamente l’identità della donna che avrebbe ispirato Martha. Netflix respinge le accuse e sostiene che Harvey non abbia dimostrato che siano state diffuse su di lei affermazioni false presentate come fatti.
Il ricorso e i prossimi sviluppi
Il processo, inizialmente previsto per maggio 2025, è stato rinviato dopo il ricorso di Netflix. Il 6 ottobre 2026 la corte d’appello ha avvertito che potrebbe non avere giurisdizione per esaminare il ricorso e ha concesso alla piattaforma 14 giorni per ritirarlo o spiegare perché il tribunale dovrebbe comunque occuparsene. Richard Roth, avvocato di Harvey, ha detto che la sua assistita è «entusiasta» degli sviluppi. Non è ancora stata presa una decisione definitiva sulla causa.
